Infrastrutture idriche: 57 milioni del PNRR

Infrastrutture idriche: 57 milioni del PNRR

Oltre 57 milioni di euro dal Pnrr per le infrastrutture idriche del territorio toscano, per un totale di 19 interventi finanziati, di cui 11 riceveranno un finanziamento di oltre il 90 per cento e 5 del 100 per cento; gli altri interventi riceveranno risorse per coprire dal 20 al 75 per cento delle spese. Un lavoro di squadra fra la Regione, le tre Autorità di bacino distrettuale e l’Autorità idrica toscana, che, a fronte di un fabbisogno di 80 milioni, è riuscita ad ottenerne 57 per la Toscana.
In base al decreto, le risorse saranno assegnate dal Ministero delle Infrastrutture direttamente agli enti attuatori, cui vengono affidati gli adempimenti per la realizzazione degli interventi, in rapporto con il Ministero, che è titolare anche del monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi.
Tutte le opere sono state presentate stamani dal presidente Eugenio Giani, insieme all’assessora all’ambiente Monia Monni, al direttore dell'Autorità Idrica Toscana Alessandro Mazzei e ai rappresentanti delle tre autorità di bacino distrettuale (Massimo Lucchesi per l’Appennino settentrionale, Erasmo d’Angelis per quello centrale e Meuccio Berselli del fiume Po).

“L’acqua - ha detto Eugenio Giani - è una risorsa strategica vitale, la tutela e la corretta gestione del sistema idrico è parte importante del Pnrr, ed è centrale nel quadro della transizione ecologica. Oggi possiamo fare affidamento su queste consistenti risorse che daranno alla Toscana la possibilità di rafforzare, migliorare, modernizzare le proprie infrastrutture. Penso agli acquedotti, alle dighe, alle reti idriche più fragili, agli invasi. Il Pnrr ci mette nelle condizioni, a patto di rispettarne i tempi, di avere strutture sicure, compatibili con l’ambiente e il paesaggio, contribuendo a migliorare anche quelle disomogeneità fra territori, dovute a differenze di clima, per cui abbiamo zone con molta acqua e altre più carenti ad esempio a sud”.

“Si tratta di risorse importanti e fondamentali - ha detto Alessandro Mazzei - che andranno a colmare dei gap infrastrutturali di alcune zone poco servite dall'acquedotto e che serviranno a ridare nuova autonomia al settore irriguo agricolo, senza gravare sul sistema potabile".

Anche l'assessore Monni ha spiegato che "la Regione, con AIT e le autorità di distretto hanno fatto una cabina di regia e partecipato al bando con un fabbisogno di 80milioni di opere dichiarandoci disponibili a cofinanziare con la tariffa una parte degli interventi. Sono state accolte tutte le nostre proposte e sono stati assegnati oltre 57 milioni, una cifra importante che coprirà la realizzazione di tanti interventi fondamentali per il territorio toscano: acquedotti, qualche invaso, e interventi sulle perdite distribuiti su tutto il territorio regionale per rendere la regione più sicura sul piano dell'approvvigionamento idrico”.

In questo contesto è evidente che la linea di intervento del decreto sia finalizzata all’incremento della sicurezza dell'approvvigionamento idrico e della resilienza dell'infrastruttura idrica attraverso la realizzazione di interventi in infrastrutture primarie per garantire certezza dell'approvvigionamento, anche in importanti aree urbane, il miglioramento e potenziamento delle reti e la capacità di trasporto della risorsa in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Fin dal 2017 – sottolinea Massimo Lucchesi segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale- abbiamo preso parte all’istruttoria del Piano nazionale invasi operando su due sezioni: invasi e grandi adduttrici da un lato e acquedotti dall’altro. Un lavoro che, con l’ingresso dei finanziamenti Pnrr, è stato fondamentale per selezionare gli interventi oggetto di circa 53 milioni di euro di finanziamenti. Il Piano Nazionale Invasi, redatto come detto in collaborazione con Regione Toscana e Ait è stato infatti alla base di questo risultato, testimoniando il valore strategico di quanto fatto”.

Nel dettaglio i soggetti attuatori e la cifra degli interventi (nella tabella allegata i titoli di ciascun intervento con il costo totale e il finanziamento Pnrr)

  • Ente Acque Umbro Toscano, un intervento per circa 3,85 milioni di euro
  • Comune di Cortona, un intervento per circa 2milioni di euro (Consolidamento corpo diga Cerventosa)
  • Comune di Vernio, un intervento per circa 2,2milioni di euro (Manutenzione straordinaria dell’Invaso Fiorenzo, un’opera che nel corso degli anni ha assunto funzioni ulteriori ai profili turistici e paesaggistici, ricoprendo funzioni antincendio e idraulici, dato che la traversa ha modificato permanentemente l’assetto dell’alveo del torrente Setta).
  • Acquedotti del Fiora, due interventi per circa 7,8 milioni
  • Nuove Acque spa, un intervento per circa 5,6 milioni
  • Publiacqua, quattro interventi per circa 9 milioni di euro
  • Acque spa, tre interventi in provincia di Siena per circa 8,32 milioni
  • Asa spa, due interventi per circa 7,04 milioni di euro in provincia di Livorno
  • Gaia spa tre interventi in provincia di Lucca e Massa per circa 8,9 milioni di euro
  • Geal spa un intervento per circa 2,5 milioni di euro

“Le opere previste dal Pnrr - spiega ancora Alessandro Mazzei - danno il senso della forte credibilità del sistema toscano del servizio idrico integrato. Gli interventi previsti, che i Gestori sono in grado di realizzare nella tempistica stabilità dal Piano, sono già in fase di progettazione, mentre alcuni sono già stati avviati. Grazie al lavoro sinergico fra Regione, Autorità Idrica Toscana, Autorità di bacino distrettuale e Gestori, una parte delle opere del Pnrr sono già state poste a finanziamento dal Piano, e grazie anche al fatto che le stesse siano in buona parte già programmate e cofinanziate dalla tariffa del servizio idrico (per circa 30 milioni di euro su oltre 80 milioni), dà la misura di quanto il sistema toscano del servizio idrico integrato possa garantirne l’attuazione”.

[a cura di AA]

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