CNA e Confindustria: sì al dissalatore

CNA e Confindustria: sì al dissalatore

Il 25 novembre si è tenuto l’ultimo forum online sul tema “Il dissalatore come rilancio dell'economia elbana", parte del progetto di comunicazione Prima l’acqua, per il territorio in sicurezza, un focus sullo scenario generale della risorsa idrica nei territori dell’Elba e della Val di Cornia. Al webinar hanno preso parte Alessandro Mazzei (direttore di Autorità Idrica Toscana), Umberto Paoletti (direttore Confindustria Livorno Massa Carrara) e Maurizio Serini(presidente CNA provinciale Livorno).

Negli interventi di Confindustria e CNA i responsabili dei settori produttivi hanno chiesto che le autorità competenti e la politica trovino soluzioni sostenibili per ambiente ed economia, in relazione ai problemi legati ai servizi essenziali, acqua compresa. “Il servizio idrico – hanno detto – deve essere garantito in modo sicuro e continuativo, senza interruzioni per tutelare l’interesse di tutti. È necessario andare oltre agli approcci ideologici e fare un passo in avanti nell’interesse comune”.

Umberto Paoletti (Confindustria) ha evidenziato l’incogruenza di chi si oppone a un progetto che ha comprovata sostenibilità ambientale. “Vi è la necessità di un approccio aperto e predisposto al dialogo se si vuole difendere sul serio il territorio – ha dichiarato il direttore degli industriali –. Il conflitto fine a se stesso, che si oppone al cambiamento nonostante le rassicurazioni di sostenibilità (anche autorevoli da parte dell’Istituto Superiore di Sanità), non porta nessun valore. La resistenza al cambiamento e la mancanza di concretezza sulle infrastrutture, non solo idriche, sta mettendo a rischio anche la continuità territoriale aerea, un asset importantissimo per gli abitanti e per il turismo”.
“Il progetto del dissalatore – ha proseguito Paoletti – può suscitare domande quando non si conosce il progetto, ma informandosi si possono ottenere le dovute rassicurazioni”.
Insomma adesso c’è bisogno di spiegare bene ai cittadini le positività del dissalatore. Per questo Paoletti (come anche confermato da Mazzei) auspica l’istituzione di un osservatorio, dalla fase di cantiere fino al funzionamento del dissalatore, che monitori tutte le fasi in ottica collaborativa e costruttiva per il territorio. È corretto controllare che gli interventi siano condotti nel migliore dei modi, ma è altrettanto necessaria la garanzia di poter avere infrastrutture moderne che permettano alla società civile ed economica dell’isola di usufruire, al pari del continente, dei servizi essenziali per avere le stesse possibilità di crescita e sviluppo.

Maurizio Serini (CNA), in merito a questo passaggio legato ai contrasti e al monitoraggio delle performance ambientali dell’infrastruttura, ha voluto porre l’accento sulla gestione delle falde. Negli anni Ottanta si trovava l’acqua nella falda freatica a circa 60 metri di profondità, oggi bisogna scendere al doppio, circa 120 metri di profondità con dispendio di energia e danni ambientali. Tutto questo con portate di acqua sono sempre minori. 
“Gli elbani – ha sottolineato Serini – devono decidere se mettere un freno alle presenze turistiche sull’isola, oppure scegliere infrastrutture all’avanguardia che supportano la crescita del territorio. Su questo punto si dovrebbe basare la pacificazione tra i soggetti coinvolti nella realizzazione del dissalatore di Mola. Le istituzioni devono fare la propria parte, anche il comune di Capoliveri deve avere la capacità di guardare al contesto nel suo insieme”.
Infine, il presidente dei commercianti e degli artigiani della provincia di Livorno ha sottolineato come tutto il sistema imprenditoriale aspetti quest’opera, la cui qualità del progetto è riconosciuta da tutti i soggetti tecnici.

Sia Paoletti che Serini hanno evidenziato come “il dissalatore di Mola permetterà di annullare il rischio di approvvigionamento idrico per l’Elba, che d’estate diventa un vero problema in termini di attrattività e appetibilità dell’isola dal punto di vista turistico”. Ma la scarsità idrica tocca tutti i settori, anche quello delle lavorazioni agricole. L’attuale sistema di approvvigionamento che si basa in modo importante sulla condotta sottomarina, oramai vetusta, è caratterizzato dalla precarietà e non lascia tranquilli cittadini e lavoratori.
L’Elba come isola non deve essere considerata una mera appendice turistica del continente ma un’area geografica importante e rilevante per il PIL della Toscana in tutte le sue articolazioni economiche, un territorio però caratterizzato da un equilibrio fragile. La precarietà dell’approvvigionamento di tutte le risorse fondamentali, in primis l’acqua ma anche luce e gas, caratterizza la vita e l’attività economica degli elbani. Nel sistema attuale, basta pochissimo per arrivare al “blackout” dei servizi essenziali e causare danni ingenti. Per questo è fondamentale guardare con fiducia e partecipazione collaborativa a qualsiasi innovazione delle infrastrutture che consenta un’ottimizzazione della rete dei servizi essenziali. È facile capire come un'interruzione del servizio acquedottistico sarebbe accompagnata da ricadute pesantissime per tutto il territorio.

L’ultima riflessione dei relatori di Confindustria e CNA è stata sulle opportunità di crescita connesse alla realizzazione dell’opera. Lo sviluppo di un territorio necessita di una strategia articolata, che non lasci indietro nessuno degli aspetti fondamentali che servono a rendere un territorio sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. L’integrazione di infrastrutture e servizi è essenziale. Nel caso del dissalatore ci si trova difronte a un progetto totalmente finanziato e garantisce la tutela della preziosa risorsa acqua, è quindi un supporto allo sviluppo non solo del turismo ma anche della società civile di tutta l’Elba.

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Firenze, 27 novembre 2021
[a cura di AA e Sara Cappelletti]

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