Il direttore AIT al Festival dell'Acqua

Il direttore AIT al Festival dell'Acqua

Due giorni di studio, dibattito e confronto sull’acqua. A Venezia, nella splendida cornice della Biblioteca Querini Stampalia, si è svolto il Festival dell’Acqua, a cura di Utilitalia.

La prima giornata ha visto protagonista il tema internazionale, dove sono stati raccontati alcuni progetti solidaristici di cooperazione allo sviluppo. I Paesi interessati sono il Rwanda (con la creazione dei contenitori rotanti di acqua potabile), il Ciad (con il lavoro sulle opere relative al lago), Vietnam (con il progetto di tubazioni da ricostruire o implementare ex-novo), Bangladesh (con la costruzione di una rete acquedottistica piccola ma essenziale), Hebron e Betlemme (con i progetti europei di scambio di competenze con aziende e enti italiani).

La seconda giornata ha visto come protagonista la Legge Galli, nel suo 25° anniversario, con i suoi pregi e i suoi difetti. Come ha messo in evidenza il segretario del Distretto Idrografico Appenino centrale, Erasmo D’Angelis, sostenendo la forza rivoluzionaria della legge negli anni Novanta, ma la necessità di un superamento odierno a partire dalla possibile istituzione di una tariffa unica nazionale per la bolletta dell’acqua.
Ha posto il problema dell’acqua come bene primario per l’umanità Rosario Lembo, presidente Contratto Mondiale dell’Acqua, chiedendo al Governo di adottare in Costituzione la stessa formula utilizzata dall’ONU.
Cercando di rispondere all’argomento tracciato dal chairman Adolfo Spaziani (senior advisor di Utilitalia), il direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei ha parlato del fatto che per un migliore servizio orientato alla sostenibilità idrico-ambientale serve che su tutto il territorio nazionale la minor frammentazione sia il livello regionale. “Abbandonando i piccoli enti d’ambito e le gestioni in economia comunali – ha proseguito Mazzei – si può arrivare a un governance regionale dell’idropotabile e ciò permetterebbe un salto di qualità nell’intervento e nella pianificazione. Inoltre ritengo sia importante la proposta di D’Angelis sulla tariffa nazionale, ma al momento mi pare lontana dall’essere attivata. Quindi potremmo pensare a quote uniche di tariffa (ARERA ci sta già lavorando). In questa direzione servono quote di finanziamento di garanzia con tariffa e risorse pubbliche statali ed europee. A livello toscano pensiamo già di attivare questo tipo di regolazione, perché vorremmo realizzare un fondo per attivare interventi strategici su tutto il territorio regionale, alimentato con le tariffe di tutti i toscani, quindi di tutti i gestori”.

Venezia 11 ottobre 2019
[a cura di AA]

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