Toscana al lavoro per l'infrazione europea sulla depurazione

Toscana al lavoro per l'infrazione europea sulla depurazione

Ancora troppo smog e pochi depuratori. Ecco le considerazioni per cui la Commissione europea ha deferito l'Italia presso la Corte di giustizia Ue: superati i limiti di biossido di azoto (No2) in dieci aree urbane; individuate carenze nei sistemi di depurazione delle acque di 620 comuni su tutto il territorio nazionale.

Questa decisione della Commissione europea conferma che la legislazione ambientale è la materia più difficile nei rapporti tra Roma e Bruxelles: i contenziosi in questa materia sono 19 su un totale di 73, tre procedure di infrazione sono già sfociate in sentenze da parte
della Corte con multe e penalità che dal 2014 a oggi sono costate 453 milioni di euro al nostro Paese.

Con la decisione odierna la Commissione europea ha invitato l'Italia a adottare misure adeguate per ridurre i livelli di smog in 10 agglomerati, tra cui Milano, Torino, Bergamo, Brescia, Genova e Roma, in cui risiedono circa 7 milioni di persone. E' il secondo deferimento per la qualità dell'aria dopo quello arrivato l'anno scorso per lo sforamento dei limiti di polveri fini (cioè materia particolata = Pm10), con il problema che appare di natura strutturale soprattutto nella Pianura padana.

L'altro fronte su cui è intervenuta Bruxelles è il mancato adeguamento dell'Italia alle norme della direttiva Ue del 1991 sul trattamento delle acque di scarico urbane, anche in aree sensibili dal punto di vista ambientale. Il deferimento di oggi riguarda 620 agglomerati in 16 regioni. "L'Italia - sottolinea una nota della Commissione europea - non rispetta le norme dell'Ue in queste regioni da oltre 13 anni, con notevoli
rischi per l'ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati urbani".
Sono ben quattro le procedure di infrazione in corso sulle acque reflue, con un migliaio di comuni (dalle grandi città alle località turistiche) e agglomerati non a norma in tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per Emilia Romagna e Molise. L'Italia è già stata condannata dalla Corte Ue a pagare 25 milioni di euro di multa, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma di fogne e depuratori di oltre
settanta agglomerati con più di 15mila abitanti.

Per quanto riguarda la Toscana su ventiquattro (24) Comuni in cui ci sono impianti di depurazione da mettere a norma, diciassette (17) sono già in corso di adeguamento e sette (7) in fase di gara d'appalto, tra cui Pistoia, Pisa, Volterra e l'area dell'Osmannoro a Firenze, Cascina e l'Isola d'Elba e poi aree tra i 2mila e i 10mila abitanti. Il tutto per un totale di 181 milioni di euro di investimenti tutti già finanziati con le tariffe idriche. Il direttore generale dell'Autorità Idrica, Alessandro Mazzei sostiene che "sono in corso interventi di nuove fognature per le aree regionali che ne sono attualmente sprovviste e sono state attivate le realizzazioni di nuovi depuratori o il potenziamento di quelli già esistenti".

 

[a cura di AA e ANSA]

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