Giannutri: il Consiglio di Stato dà ragione ad AIT

Giannutri: il Consiglio di Stato dà ragione ad AIT

A Giannutri si è fatta chiarezza, tramite la magistratura. C’è voluto tempo, ma alla fine la serietà e il rispetto delle norme da parte del gestore del servizio idrico e da parte dell’Autorità Idrica sulla piccolissima isola toscana, hanno avuto il sopravvento. L’AIT ha affermato positivamente la sua posizione (difesa dagli avvocati Carmine Podda e Paola Diani di AIT) contro la class action intentata da un gruppo di proprietari di immobili presenti sull’isola di Giannutri, che voleva il ripristino del servizio idrico sull’isola senza pagare il dovuto e senza farsi carico dei lavori di realizzazione di una idonea rete di distribuzione in grado di erogare acqua salubre e pulita alle abitazioni.

L’azione giudiziale era stata avviata al Tar Toscana  dopo che Acquedotto del Fiora aveva disposto (dal settembre 2017) la generale interruzione, a causa della pluriennale morosità che vedeva il gruppo dei proprietari morosi rispetto al pagamento delle fatture emesse per la fornitura di acqua.

 

La vicenda vide anche l’attenzione di “Striscia la Notizia” che fece un servizio, imbeccata dagli stessi utenti proprietari di seconde case (l’isola è popolata esclusivamente nella stagione estiva). Tutta la questone risale agli anni Settanta, quando due società che si stavano occupando della edificazione di un complesso abitativo sull’isola (fino ad allora praticamente disabitata) e della realizzazione della rete acquedottistica fallirono in corso d’opera. Ciò portò tutti coloro che nel frattempo avevano acquistato quegli immobili a costituire un locale Consorzio che, oltre a finire la case, avrebbe dovuto portare a termine pure i lavori degli impianti idrici e fognari, in modo da consentire la regolare fornitura d’acqua che veniva regolarmente garantita da chi di dovere. Ma questo consorzio di vacanzieri venne meno ai suoi obblighi, limitandosi a mettere in piedi una improvvisata rete di distribuzione inefficiente e non collaudata, senza peraltro provvedere nel corso degli anni al pagamento della fornitura idrica.

La situazione si è aggravata in questi ultimi anni, anche in seguito alla mancata sottoscrizione da parte del Consorzio di un Protocollo di Intesa appositamente promosso dall’Autorità Idrica (con il supporto del Comune di Isola del Giglio e del Difensore Civico Regionale) per porre fine alla annosa vicenda. DI fronte a questa chiusura al dialogo il Fiora si è visto costretto a sospendere l’erogazione.

Da qui la class action amministrativa intentata dinanzi al Tar Toscana da parte di alcuni utenti dell’Isola con la richiesta non solo del ripristino della fornitura, ma anche del riconoscimento dell’obbligo in capo all’Acquedotto del Fiora di provvedere alla totale ricostruzione della rete idrica in quanto, secondo i ricorrenti, era da ritenersi compresa tra gli impianti del servizio idrico integrato e dunque pubblici.

Il Tar Toscana in primo grado e il Consiglio di Stato con la definitiva pronuncia dei giorni scorsi, ha posto fine alla querelle dando piena ragione all’Autorità Idrica Toscana: la rete presente sull’isola, costruita dal Consorzio, è privata e con essa i relativi oneri manutentivi.

La sentenza di Palazzo Spada, che accoglie la linea difensiva dell’Avvocatura dell’Ente e conferma la correttezza dell’azione amministrativa pubblica, fa seguito a una ulteriore pronuncia favorevole emessa dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte di Appello di Firenze all’esito del quale il Consorzio, riconoscendo finalmente il passivo maturato, ha siglato un piano di rateizzazione per il rientro del debito.

 

[a cura di AA e Carmine Podda]

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