Il tubone della Valdinievole è realtà

Il tubone della Valdinievole è realtà

Sono iniziati la scorsa settimana i primi lavori per la realizzazione del cosiddetto Tubone, il maxi-collettore fognario che una volta a regime convoglierà i reflui che arrivano al depuratore di Pieve a Nievole fino al depuratore di Aquarno, a Santa Croce sull’Arno, passando per i comuni di Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Cerreto Guidi e Fucecchio.
La presentazione è avvenuta stamani al circolo di Stabbia nel comune di Cerreto Guidi, con l'assessore all'ambiente Federica Fratoni, il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu, il direttore di AIT Alessandro Mazzei e i rappresentanti delle amministrazioni locali. 
Con questi lavori Acque, Regione Toscana, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica e le amministrazioni comunali del territorio intendono perseguire molteplici obbiettivi: riorganizzare lo schema depurativo della Valdinievole e del Basso Valdarno, adeguando e razionalizzando il sistema fognario anche tramite la “trasformazione” degli attuali depuratori; creare una infrastruttura-modello, intervallata da nuove stazioni di sollevamento, per garantire standard di qualità e quantità ancora più importanti; diminuire l’impatto ambientale dei reflui; proteggere il Padule di Fucecchio mantenendone il “deflusso minimo vitale” in estate.

Il direttore dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, si è emozionato per l'avvio dei lavori di questo progetto basilare per la zona centrale della Toscana: "Oggi è un momento storico – ha dichiarato -. AIT è l’ente che ha pianificato e poi approvato tutti i progetti di cui oggi stiamo parlando, perché questo importante intervento, che razionalizza la depurazione civile e industriale di un comparto basilare come quello del cuoio, risale a un accordo del 2004 e fu sottoscritto da tutti i Comuni, dalla Regione e da molti soggetti privati. L’obiettivo è andare avanti non solo con l’area della Valdinievole, di cui oggi si inaugurano i lavori, ma di realizzare anche le altre parti che riguardano la Valdera e l’empolese. Alla fine dovremmo riuscire a ottimizzare circa un centinaio di piccoli depuratori che verranno eliminati e porteremo tutti gli scarichi nella zona del cuoio, a beneficio delle concerie che così non dovranno più prelevare l’acqua dalle falde (attualmente scarse), ma useranno quest’acqua depurata per il proprio ciclo industriale. Quindi un processo importante di razionalizzazione e di sostenibilità ambientale”.

"Questa è una delle opere più importanti a livello regionale per gli interventi sul sistema della depurazione - ha detto l'assessore Federica Fratoni - , nell'ottica di centrare da qui a breve termine gli obiettivi anche europei di standard di servizio e qualità delle acque e più in generale di miglioramento del trattamento dei reflui. L'accordo di programma, che affonda le sue radici nel tempo,  prevede, da un lato, la razionalizzazione del sistema della depurazione in Valdinievole e Basso Valdarno con il superamento di molti depuratori ormai obsoleti e dall'altro, questo è il cuore del progetto che presentiamo oggi, la realizzazione di una grande collettore sulla Valdinievole per portare reflui all'impianto di Santa Croce, Aquarno, e poi San Miniato, con Cuoiodepur. É importante perché la Valdinievole è una zona che viveuna condizione di saturazione  sulla depurazione, che si riflette anche sulle aziende. Questo intervento andrà a risolvere tale criticità, non solo, consentirà anche al distretto del cuoio, fra i principali distretti produttivi della Toscana nel mondo, di utilizzare le acque depurate evitando di mungerle dalla falda, con un rilevante beneficio in termini di ambientali. Contemporaneamente la Regione Toscana si è fatta carico di assicurare per il Padule, area umida importantissima, il cosiddetto deflusso minimo vitale ovvero la garanzia di una dotazione di acqua che consenta alla fauna e flora di questi luoghi di vivere. Si tratta, in questo senso, di opere per 5 milioni di euro che la Regione ha finanziato e che adesso il Consorzio di Bonifica sta utilizzando  per realizzare gli invasi. Tutto l'accordo di programma complessivamente conta un investimento di 195 milioni di euro, di cui circa 40 milioni per il collettore, di cui  contiamo di vedere la fine dei lavori dal qui al 2021. Insomma un' opera fondamentale, il cui avvio oggi ci ripaga di tanti anni di impegno, che va nella direzione di  superare la frammentazione attuale, fare sistema e offrire nuove opportunità ai territori".

“Sono partiti i lavori per una dellle opere più impoortanti che verranno realizzate in Toscana in questi decenni – ha detto il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu - . Importate da tanti punti di vista, per l’ambiente perché consente di trattare al meglio una delle zone più delicate della nostra regione e mi riferisco al Padule di Fucecchio; importante per i cittadini perché permette di concentrare la depurazione in un luogo particolarmente indicato e di dismettere tanti piccoli depuratori che non fanno bene né alla  gestione del servizio idrico né all’ambiente. Importante infine perle tasche di tutti  perché in prospettiva sarà un intervento che ci farà razionalizzare il servizio e quindi farà risparmiare i cittadini”.

 

Il progetto del Tubone
Il Tubone rappresenta la “punta di diamante” dell’accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del Valdarno e del Padule di Fucecchio, il cosiddetto “Accordo del Cuoio”. L'accordo nel suo complesso prevede un impegno complessivo da 195 milioni di euro compreso gli interventi di potenziamento dei depuratori Aquarno e Cuoiodepur e che coinvolgerà circa 300mila cittadini toscani. Si tratta di un insieme di opere tra le quali ricadono ad esempio gli interventi svolti sugli schemi fognari dei comuni di Fucecchio, Santa Maria a Monte, Pontedera, Ponsacco e Calcinaia e che avrà ricadute molto positive sulla tutela ambientale e sul servizio offerto quotidianamente ai cittadini del territorio gestito.
Il Tubone avrà una lunghezza totale di 24 chilometri e “aggirerà” il Padule partendo da nord, costeggiandolo lungo il lato est, e arrivando a sud al depuratore di Aquarno. Il progetto è stato diviso in 4 lotti funzionali partendo da Santa Croce sull’Arno e terminando a Pieve a Nievole. I depuratori attualmente in funzione lungo il tracciato (Uggia a Monsummano, Baccane a Larciano, Stabbia a Cerreto Guidi) saranno trasformati in tre stazioni di sollevamento fognarie, che spingeranno i reflui verso l’impianto di Santa Croce.
Dopo la consegna dei lavori alle ditte incaricate è avvenuto formalmente il 18 maggio scorso. Successivamente si è proceduto all’allestimento dei cantieri e alle attività propedeutiche ai lavori, che prevedono la costruzione del collettore dal depuratore di Stabbia fino a quello Santacroce. L’intervento oggi entra nel vivo con la realizzazione della prima condotta lunga circa 10 chilometri. Per altri due lotti (quelli nei tratti da Baccane a Stabbia e da Uggia a Baccane) sono state avviate le procedure di gara. Infine, per il quarto lotto (Pieve - Uggia), il progetto esecutivo sarà completato entro luglio. Insomma oggi quel maxi-intervento studiato, perfezionato e progettato per anni è diventato finalmente realtà.
Il Tubone sarà realizzato in ghisa, e avrà un diametro di 900 millimetri. Il costo complessivo dell’intervento è di circa 40 milioni di euro. Una volta ultimato, il Tubone colletterà al depuratore di Aquarno circa 6,2 milioni di metri cubi annui di reflui, che arriveranno a più di 9 milioni di metri cubi con la realizzazione degli altri importanti collettori tra Pescia, Uzzano e Pieve a Nievole e tra Chiesina Uzzanese, Ponte Buggianese e Pieve a Nievole: ulteriori 24 chilometri di tubazioni per un valore di oltre 17 milioni di euro. Una volta realizzata l’opera principale, sarà poi possibile collegare gli impianti di depurazione minori della zona est della Valdinievole (quelli situati nei comuni di Lamporecchio e Larciano).

 

I vantaggi 
L’Accordo del Cuoio permetterà di razionalizzare ed efficientare lo schema depurativo della Valdinievole, della Valdera e del Valdarno Inferiore, garantendo un ulteriore miglioramento in termini di standard del servizio e consentendo anche il conferimento di acque al momento ancora non trattate: in altre parole, aumenterà la sostenibilità ambientale del servizio idrico integrato e, di conseguenza, la qualità della vita dei cittadini.
Per il Padule di Fucecchio, come detto, sarà garantito il mantenimento del “deflusso minimo vitale”: a tal fine, quando necessario e in sinergia con il Consorzio di Bonifica, potrà attingere a un refluo compatibile con gli standard ambientali richiesti. Per questo motivo il depuratore di Pieve sarà oggetto di un adeguamento, che ne ridurrà la potenzialità (da 60mila a 30mila abitanti equivalenti) accrescendone però la qualità depurativa, proprio allo scopo di garantire un rifornimento idrico adeguato alle esigenze ambientali del Padule nel periodo estivo. Una ulteriore misura di rispetto ambientale sarà garantita attraverso un attento monitoraggio della flora e della fauna del Padule prima, durante e dopo i lavori oltre agli interventi specifici previsti sul padule quali la realizzazione dei due invasi del Coccio e Castelmartini.
Più generale, il nuovo schema depurativo consentirà la depurazione ottimale presso il polo conciario dei reflui urbani, il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla direttiva europea in materia di depurazione, e la dismissione di almeno 12 impianti di depurazione obsoleti o superati, con una significativa riduzione di costi energetici e gestionali.

 

[a cura di AA, in collaborazione con Chiara Bini - Toscana Notizie RT]

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