Cooperazione in Palestina su acque reflue

Cooperazione in Palestina su acque reflue

Una delegazione istituzionale tutta Toscana ha dato avvio al progetto “Waste Water Palestine” che vuole aiutare i gestori delle acque palestinesi a depurare di più e meglio le acque reflue. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dal Comune di Prato, in collaborazione con Autorità Idrica Toscana, ANCI Toscana, GIDA, Confservizi Cispel Toscana, PIN Prato e Water Right Foundation. L’incontro del 23 settembre si è tenuto a Ramallah, capitale dell’Associazione Nazionale Palestinese e ha visto gli interventi di Andrea Cascella dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Monther Shoblaq presidente della Union of Palestinian Water Services Providers di Gaza, del Sindaco di Prato Matteo Biffoni. Hanno descritto il progetto Enrico Banchelli del PIN di Prato e Monther Hind di Palestinian Water Engineering Group. Hanno dato il loro contributo alla discussione anche tutti gli altri esponenti di ciascuna istituzione.

 

Il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni ha dichiarato che “il Comune di Prato ha una lunga tradizione di relazioni istituzionali con questi luoghi del Medio Oriente. In questo progetto noi mettiamo a disposizione una competenza specifica che abbiamo conquistato nel corso di un secolo; è l’esperienza storica del trattamento dei reflui dell’industria tessile. In questo settore la depurazione delle acque era un momento fondamentale, pena l’inquinamento chimico dei corsi d’acqua. Conosciamo bene come comunità i problemi dell’inquinamento delle acque perciò avendo trovato la soluzione interveniamo con grande orgoglio e piacere in Palestina, per far sì che uno dei temi vitali per le comunità palestinesi trovi in questo progetto uno sviluppo concreto”.

“In Cisgiordania – ha dichiarato Monther Hind – c’è il 40% delle case connesse alla rete fognaria. Meno del 10% delle acque reflue che va alla rete di fognatura viene trattata. E meno del 2% delle acque reflue trattate vengono riutilizzate in agricoltura. Ci sono 50 milioni di metricubi di acque reflue all’anno che scorrono all’aperto, inquinando l’ambiente. Ultimamente l’autorità nazionale palestinese dell’acqua sta facendo grandi sforzi per costruire impianti di depurazione tipo l’impianto di Nablus che serve 100mila abitanti, quello di Jericho che serve 30mila abitanti e quello Hebron che serve 300mila abitanti. Inoltre ci sono altri impianti nelle zone rurali tipo gli impianti di Taibe e Anza e altri impianti costruiti con assistenza internazionale da parte di Unione Europea, della Banca Mondiale e della cooperazione americana, giapponese e tedesca.
La situazione a Gaza invece è disastrosa perché lì non c’è accesso all’energia elettrica. A Gaza ogni giorno si scaricano 100mila mc di acque reflue malamente trattate. Questa quantità di acque inquinate va a finire nel Mediterraneo. Ciò significa che oltre a inquinare si perde tanta risorsa che potrebbe essere trattata e riutilizzata. Per tutti questi motivi è importante questo progetto di cooperazione che può dare nuove forze all’impegno palestinese a trattare sempre più maggiori quantitativi di acque reflue”.

Il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, è intervenuto per dire che l’esperienza toscana sul servizio idrico integrato e la depurazione è grande e messa alla prova di sempre maggiori sfide ogni anno. Per questo motivo da anni collaboriamo in progetti di cooperazione allo sviluppo in Palestina per esportare le nostre esperienze che derivano dalla sinergia tra i gestori del sistema misto pubblico privato, gli enti pubblici e l’Autorità Idrica Toscana. Tutto ciò è la dimostrazione che quando un settore ha una governance chiara e definita riesce a essere un punto di riferimento anche a livello internazionale”.

Per Confservizi Cispel Toscana il direttore Andrea Sbandati ha messo l’accento sulla necessità di concretezza, sostenendo che “è sempre importante per Cispel Toscana mantenere rapporti internazionali dove è possibile dare assistenza ai nostri partner, però oggi non possiamo più permetterci di sprecare risorse economiche e dovremmo spendere i soldi per fare qualcosa di visibile e pratico. Qui a Ramallah, stamani si sono poste le basi per un buon futuro del progetto: dobbiamo incrementare impianti aiutarli a costruire il programma per una adeguata tariffazione. La formazione non è soltanto preparare delle ottime diapositive, ma lavorare con loro sul posto, con i tecnici. Per fortuna c’è l’associazione dei gestori palestinesi che sono operativi e quindi possiamo andare al nocciolo delle questioni. Qui possiamo davvero fornire concretamente il nostro know-how per far crescere il sistema della depurazione nei territori palestinesi”.

Anche Alessandro Brogi per l’azienda mista pubblico/privato GIDA ha dato il suo contributo: “GIDA si occupa di depurazione delle acque da quasi 40 anni, quindi per noi è naturale aver aderito a questo progetto di cooperazione con la Palestina. Siamo felici di poter mettere a disposizione le nostre conoscenze e siamo grati alle associazioni che ci hanno coinvolti. Questa è un’opportunità per fare un intervento utile e arricchire il nostro patrimonio di conoscenze.

Nel progetto è coinvolta anche l’associazione Water Right Foundation per cui Giorgio Pagano ha detto che “il compito principale di WRF in questo progetto è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, perché questo tipo di attività di cooperazione allo sviluppo non si reggono soltanto sulle gambe dei tecnici, ma anche su una popolazione informata e partecipe. Siamo qui proprio per una campagna partecipativa sul territorio”.

Il direttore di ANCI Toscana, Simone Gheri ha detto che “in questo progetto si cercherà di portare l’esperienza dei comuni toscani nella gestione sovracomunale dei servizi. La Toscana è avanti su questo tema, avendo società municipalizzate che gestiscono sul territorio i servizi pubblici fondamentali, e soprattutto sulla gestione integrata del servizio idrico abbiamo esperienze consolidate”.

E infine, dopo aver illustrato tutto il progetto per PIN Prato, Enrico Banchelli ha dichiarato che “il Polo Universitario di Prato ha una tradizione di gruppi di ricerca che lavorano da anni sul tema del trattamento delle acque e in più ha una tradizione di progetti di cooperazione internazionali. Questo ci ha spinto a mettere insieme una cordata di soggetti esperti nella gestione delle acque e nella cooperazione, per portare in Palestina le nostre competenze”.

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