È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction” da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.

[a cura di AA]

Il progetto "Firenze 2016" dedicato alla commemorazione dell'alluvione del 1966 che colpì Firenze e la Toscana, chiude i battenti con un convegno di grande interesse storico, ma anche attuale. Infatti nella tavola rotonda sul rischio idraulico fiorentino si è cercato di capire cosa è stato fatto e cosa si dovrà ancora fare per la sicurezzaassoluta di Firenze. Hanno preso parte, coordinati da Francesco Carrassi, direttore della Nazione, Mauro Grassi per Italia Sicura del Governo Italiano, Gennarino Costabile della Regione Toscana, Alessia Bettini del Comune di Firenze, Massimo Lucchesi dell'Autorità di Distretto Appennino Settentrionale, Alessandro Mazzei dell'Autorità Idrica Toscana, Marco Bottino dell'Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana, Luca Solari dell'Università degli Studi di Firenze.

Il direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei, ha fatto il punto del sistema fognario cittadino, mettendo in luce che a fronte di molte opere e investimenti fatti in passato e di quelli attualmente in corso, continuano ad essere presenti alcune criticità che dovranno essere affrontate in futuro. Il tema dominante è il fatto che siamo ancora oggi in presenza della commistione tra la fognatura mista e il reticolo idrico superficiale, per cui se l'Arno si ingrossasse andrebbe a respingere i suoi diretti affluenti, come l'Affrico e il Mugnone, che a loro volta andrebbero a intasare il reticolo fognario con grave miscela di acque chiare e acque scure, e la presenza di acque parassite legate al reticolo idraulico minore spesso in commistione con il reticolo fognario. L'altro problema posto da Mazzei (in questo convegno di studio sul tema del fiume e delle possibili nuove alluvioni) riguarda il sistema fognario depurativo fiorentino che in tempo secco, a causa dei pre-trattamenti a pié d'utenza, risulta povero di sostanza organica necessaria per una buona depurazione. Infine anche i cambiamenti climatici producono su un sistema fognario che non è stato progettato per piogge così intense problemi di smaltimento.

[a cura di AA]

Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare - Approvato con Determinazione dell'Area Amministrazione e risorse umane n. 193 del 27 ottobre 2017 (Registro Generale n. 299/2017)

L’Autorità Idrica Toscana intende acquisire manifestazioni di interesse da parte di operatori economici da invitare alla gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo per la durata di tre anni.

Possono chiedere di essere invitati alla procedura negoziata tutti i soggetti di cui all'art. 45 del D.lgs. 50/2016 in possesso dei requisiti sotto elencati:

1) Requisiti generali di cui all'art. 80 D.Lgs. n. 50/2016;

2) Iscrizione al registro unico degli intermediari autorizzati all’attività di cui alla presente procedura ex D.Lgs. 209/2005 alla data di pubblicazione del presente avviso;

3) Iscrizione presso la CCIAA nel settore di attività coincidente con quella dell’oggetto del servizio;

4) Svolgimento nell’ultimo quinquennio (2012/2016) di almeno cinque (5) servizi di brokeraggio/intermediazione/consulenza assicurativa, a favore di enti pubblici;

Gli interessati, in possesso dei requisiti sopraelencati, dovranno far pervenire al Protocollo dell’Ente, a mezzo PECservizio postale(Casella Postale 1485 Ufficio Postale 7 Via Pietrapiana, 53 - 50121 Firenze), corriere o consegna diretta (VIA G. Verdi n. 16 – 50122 Firenze), la propria candidatura, mediante l'utilizzo del  modello di domanda, con l’indicazione dell’oggetto “Manifestazione di interesse alla procedura di gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo” entro e non oltre il 16/11/2017 alle ore 12,00, al Protocollo dell’Autorità Idrica Toscana Via Verdi 16 50122 Firenze, PEC:  protocollo@pec.autoritaidrica.toscana.it

Comunicato stampa congiunto AIT – ASA – Comitato difesa di Lido e Mola.

Questa mattina, presso la sede dell’Autorità Idrica Toscana, si è tenuto un incontro per affrontare alcune questioni sul progetto del dissalatore dell’Isola d’Elba, localizzato a Mola, nel Comune di Capoliveri.

Insieme al direttore generale dell’Autorità, Alessandro Mazzei, era presente l’ingegner Lorenzo Maresca di AIT, tutto lo staff di progettazione tecnica dell’azienda di gestione ASA di Livorno e i componenti del “Comitato per la difesa di Lido e di Mola”, rappresentati da Paola MancusoItalo Sapere e Giuseppe Corbelli.

L’incontro è stato convocato dall’Autorità per cercare di raccogliere le richieste del Comitato, al fine di evitare disinformazione e incomprensioni pregiudiziali contrapposte sul progetto del dissalatore elbano, che dovrà cominciare a dare autonomia idrica all’isola più importante della Toscana.

Il Comitato ha reiterato le perplessità in merito alla localizzazione del dissalatore e ai possibili impatti ambientali e acustici, visto il particolare pregio dell’area della sua ubicazione. Ha espresso anche la necessità di verificare la coerenza con la programmazione e in particolare di valutare se, ai fini della soluzione dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, non sia ancora percorribile la strada del raddoppio della condotta, anziché più interventi di impianti di desalinizzazione, con tutti i problemi di risorse e impatti.

Il personale tecnico di ASA e l’ingegnere dell’Autorità hanno fornito molteplici informazioni sull’iter progettuale e amministrativo dell’impianto di desalinizzazione, riportando in larga parte le indicazioni che fanno parte delle “ 10 risposte sul dissalatore”, presenti sul sito web di AIT:

Il direttore generale dell’Autorità Idrica ha quindi suggerito di aprire un confronto tecnico finalizzato a migliorare ulteriormente, laddove possibile, gli standard di qualità tecnica e ambientale dell’opera.

Il Comitato si è dichiarato dunque disponibile a questo ulteriore incontro tecnico, dato l’emergere di alcuni elementi di novità sotto il profilo del miglioramento dell’impatto acustico che meritano di essere approfonditi. Dall’esito di questo nuovo incontro tecnico verranno assunte le ulteriori decisioni.

Firenze, 24 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale del Direttore di AIT, sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

È stata presentata stamani, in Consiglio Regionale, la Relazione annuale sul Servizio Idrico Integrato del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei. Davanti a un pubblico numeroso, con presenze istituzionali di rilievo, ha introdotto l’incontro il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, ponendo l’accento sul fatto che “per il settore acquedottistico e delle fognature servono più investimenti e meno dividendi delle società di gestione”. “Per esempio Publiacqua – ha proseguito Giani – ha diviso tra i soci 30 milioni lo scorso anno: serve che invece si investano più soldi sulle infrastrutture. Vedo invece positivamente l’approdo futuro a un gestore unico regionale, perché ciò permetterebbe economie di scala, utili alle tasche dei cittadini”.

Bruno Valentini, sindaco di Siena e presidente dell’Assemblea di AIT, ha spiegato le differenze fra la regolazione del settore idrico,affidata con successo ad un unico soggetto, e quella del settore dei rifiuti, nel quale invece è necessario mantenere una articolazione territoriale, sostenendo che “nel caso del servizio idrico, per il 2018 si dovranno sviluppare gli investimenti programmati in ogni area. E contemporaneamente si dovrà operare per contenere o quanto meno stabilizzare le tariffe, utilizzando anche la possibilità del prolungamento delle concessioni, lavorando sulla riduzione dei costi di gestione e senza sacrificare gli investimenti ”.

È stata poi la volta del direttore di AIT, Alessandro Mazzei che ha illustrato con svariati esempi, gestore per gestore, la relazione annuale dell’Autorità, ponendo l’accento sulla stabilità del sistema organizzativo e regolatorio del servizio idrico in Toscana e “sul fatto che, a fronte di una tariffa in linea con l’Europa, più che con il resto d’Italia, la nostra regione riesce a fornire un servizio efficiente e di buona qualità. Resta da lavorare ancora meglio sulle perdite delle varie reti acquedottistiche, per riuscire a limitare disagi e costi”.

Dopo un intervento del direttore dell’autorità nazionale AEEGSILorenzo Bardelli che ha chiesto maggiore impegno sugli investimenti per le reti e le fognature, l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ha chiuso la mattinata ponendo l’accento sul ruolo indispensabile e virtuoso dell’Autorità Idrica Toscana: “Ho apprezzato l’introduzione del sindaco Valentini e la esauriente relazione del direttore Mazzei che mi ha molto convinto sul tema degli investimenti. Ma AIT svolge un ruolo e un’attività indispensabile anche per gli accordi di programma sulla depurazione”. L’assessore Fratoni ha pure indicato i vari interventi strategici che servono a mettere in sicurezza ed efficienza il sistema idropotabile regionale. E ha continuato dicendo che “abbiamo affrontato bene anche l’emergenza idrica di quest’anno, solo perché AIT ha lavorato bene in maniera preventiva”. “Sul tema industriale relativo al settore – ha proseguito – io non considero un problema la presenza del socio privato nelle aziende, mentre vedo necessario aumentare gli investimenti e tenere basse le nostre tariffe. E poi serve aggredire il 37% di perdite medie che avvengono nelle nostre reti, questo sì che è una sfida importante per ciascun gestore”.

 

 [a cura di AA]

Firenze, 23 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

Lunedì 23 ottobre, con avvio alle ore 10,20, nella Sala Gonfalone di Palazzo Pegaso, in via Cavour 4, il Presidente del Consiglio regionale della Toscana invita tutti i cittadini a partecipare al convegno tenuto dall'Autorità Idrica Toscana sul tema del Servizio Idrico Integrato, dove si presenterà la relazione annuale del direttore.

Sarà presente, per un saluto introduttivo insieme al Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il nuovo Presidente dell'Assemblea AIT, il sindaco di Siena Bruno Valentini.

Poi si arriverà alla parte centrale della mattinata con il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana che presenterà la sua relazione annuale, sullo stato dell'arte del servizio idrico integrato regionale.

Interverranno anche Lorenzo Bardelli, direttore dell'Autorità nazionale per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico AEEGSI; la consigliera regionale Monia Monni, presidente del Comitato per la qualità del servizio idrico e rifiuti; l'assessore regionale all'Ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni.

Ricordiamo agli interessati che l'accesso al palazzo del Consiglio regionale è consentito, nei limiti di posti della sala, previa esibizione di un documento d'identità.

[a cura di AA]

Alcuni dirigenti di una compagnia keniota stanno visitando le aziende del servizio idrico toscano

Due dirigenti della Mombasa Water Company sono impegnati da giorni nella nostra regione, per visitare alcune sedi e impianti delle aziende di gestione del servizio idrico integrato della Toscana. Nell'occasione sono passati anche a salutare il direttore dell'Autorità Idrica, Alessandro Mazzei, e a vedere come funziona l'autorità di organizzazione, programmazione e controllo del servizio idrico toscano.

[a cura di AA]

L’Autorità idrica nazionale conferma le tariffe proposte dall’Autorità Idrica Toscana per Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua

L’Autorità nazionale per l’Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico AEEGSI, ha approvato (con delibera n.687/2017 del 12 ottobre 2017) le tariffe per tre gestori  toscani: Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua.

Le tariffe approvate sono quelle proposte dall’Autorità Idrica Toscana, senza nessuna correzione. Sono, appunto, le cifre elaborate nelle varie conferenze territoriali toscane e recepite dall’Assemblea dell’AIT.

Inoltre AEEGSI ha chiesto, entro trenta giorni, la versione corretta della Carta dei Servizi di Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua, così come modificata e condivisa con le associazioni dei consumatori operanti sui vari territori.

“Apprendo con soddisfazione – dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità Idrica Toscana – la delibera dell’autorità nazionale. Il fatto che il nostro lavoro non sia stato emendato, significa che abbiamo svolto al meglio le nostre attività, in modo da arrivare al vaglio di AEEGSI con tre proposte pienamente adeguate”.

[a cura di AA]

Di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella AEEGSI spiega la regolazione nel settore idropotabile

Il 4 ottobre c’è stata l’audizione parlamentare per la “Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dei presidenti delle due Camere e di tutti i deputati, Guido Bortoni, presidente di AEEGSI ha illustrato le attività della regolazione per i vari settori delle utilities nazionali. All’incontro è stato invitato anche il direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, che ha preso parte all’ascolto della relazione annuale 2017 di AEEGSI.

Uno degli argomenti privilegiati di questa relazione (introdotta da una parte più filosofica, con citazioni erudite) è il servizio idrico integrato, anche se Bortoni si è soffermato, stavolta, più su questioni di ordine generale, ci sono comunque riferimenti ai temi della qualità del servizio carente nel settori idropotabile, soprattutto per il Meridione d’Italia, con un’eccellenza invece in Toscana soprattutto.

Di seguito un estratto dalla relazione del presidente di AEEGSI.

IL DIRITTO ALL’ACQUA DI QUALITÀ

All’inizio del settennato di questa Consiliatura, il legislatore ha ampliato i settori di competenza dell’Autorità, nell’ambito delle funzioni di regolazione e controllo già definite dalla legge istitutiva, anche al settore idrico, settore che presenta(va) rilevanti criticità non solo in termini di tutela dell’ambiente e del territorio, ma soprattutto con riferimento alla qualità del servizio assicurata ai clienti finali.

Un ingente fabbisogno di investimenti e la necessità di colmare il deficit infrastrutturale, anche per sanare le importanti infrazioni rilevate in sede europea, si sono presentati nel contesto economico sopra descritto, caratterizzato dai perduranti effetti dell’ultima crisi. La promozione degli investimenti, quale conditio sine qua non per la tutela del cliente finale cui fornire un bene essenziale di qualità, nel rispetto delle scelte referendarie avvenute alla vigilia dell’assegnazione all’Autorità delle nuove competenze, è stato un segno rilevante e di impulso per la regolazione.

Al fine di creare condizioni di stabilità che consentissero di far ripartire gli investimenti, a beneficio degli utenti, per la prima volta sono state affrontate in modo organico le diverse aree di intervento: la regolazione tariffaria, la regolazione degli assetti del servizio e la regolazione della qualità del servizio. Il segno che ha contraddistinto l’operato di questa Consiliatura è riscontrabile in un approccio regolatorio basato, quindi, su un’impostazione integrata della regolazione del settore, finalizzata a incentivare l’esplicita relazione tra obiettivi, interventi necessari e riflessi in termini di attese di miglioramento dell’efficienza degli operatori, di incremento dei livelli di qualità del servizio e di entità delle tariffe.

Con la definizione iniziale del Metodo tariffario transitorio (2012-2013), l’Autorità ha individuato alcuni profili - quali la trasparente corrispondenza tra costi efficienti sostenuti e prezzi corrisposti e la valorizzazione di scelte di programmazione coerenti con le reali esigenze – che hanno assunto valenza di principi fondanti e hanno trovato conferma nei successivi provvedimenti tariffari.

Al segno caratterizzante di non-uniformità del servizio idrico sul territorio, l’Autorità ha risposto con una metodologia tariffaria asimmetrica ed innovativa, declinata su menù di schemi regolatori alternativi tra loro, prevedendo la possibilità, per i soggetti preposti, di selezionare quello più appropriato per il territorio. Negli anni, con l’approvazione della regolazione tariffaria per il completamento del primo periodo regolatorio (2014-2015) e poi per il secondo periodo (2016- 2019), si è via via rafforzato l’approccio selettivo per obiettivi ed interventi (con riflessi in termini di entità dei corrispettivi applicati all’utenza) richiesto agli Enti di governo dell’ambito, al contempo accrescendo l’efficacia del ricorso al sistema dei finanziamenti – cui si aggiunge l’introduzione di sistemi di perequazione su scala nazionale -, nonché rafforzando le misure di controllo sulla realizzazione degli investimenti.

Il riconoscimento delle specificità non ha, però, escluso che con la regolazione si cercasse di favorire una progressiva convergenza fra le diverse aree del Paese, caratterizzate da situazioni gestionali e livelli di servizio estremamente differenti. In tal senso va considerata la definizione di schemi tipo per la convenzione di gestione, che regolamenta uniformemente sul territorio nazionale i rapporti tra Ente di governo dell’ambito e gestori del servizio idrico integrato. Vanno nella stessa direzione anche la regolazione introdotta relativa alla qualità contrattuale del servizio idrico, finalizzata a rafforzare la tutela degli utenti finali ed a superare le difformità a livello territoriale con l’inserimento di standard qualitativi minimi omogenei, il riconoscimento di costi legati ai miglioramenti qualitativi ulteriori rispetto agli standard minimi e la progressiva e graduale introduzione di meccanismi incentivanti composti da indennizzi, penalità e premi. In ambito europeo, l’Autorità si è fatta promotrice di un network di regolatori (WAREG) – di cui detiene la Presidenza - che, superando quadri istituzionali e condizioni di mercato molto diversi da Paese a Paese, promuove il coordinamento tra i diversi soggetti ed è diventato punto di riferimento per lo scambio di conoscenze e diffusione delle migliori pratiche in particolare in materia di investimenti, qualità del servizio e tutela degli utenti.

[…]

QUO VADIS ACQUA?

Per il servizio idrico integrato il Quo vadis? si può ben dire questione di metodo e di merito. Il Metodo tariffario idrico omogeneo a livello nazionale ha ricevuto importanti conferme quanto a legittimità e solidità dell’impianto regolatorio, sia da parte del Giudice amministrativo di primo grado sia dal Consiglio di Stato. Su queste radici metodologiche ora consolidate si potrà costruire nel futuro la regolazione dell’acqua. Nel merito, poi, la regolazione tariffaria applicata all’acqua nei primi cinque anni di regolazione di questa Autorità ha puntato su due assi: indurre coerenza, rispetto alla situazione del servizio sui diversi territori, nelle scelte pubbliche operate dai soggetti competenti a livello locale ed incentivare la ripartenza e la crescita degli investimenti effettivi (non sulla carta) nel settore che aveva stagnato per alcuni decenni. Il Quo vadis? degli investimenti sul territorio vede cifre annuali in progressione geometrica. Erano indicativamente 900 milioni di euro nel primo anno, passati a 1,6 miliardi nel 2015 con una stima di raggiungimento di 3,2 miliardi per ogni anno del quadriennio 2016-2019. L’onda lunga di questo inizio regolatorio negli investimenti potrà continuare negli anni successivi anche grazie al principio europeo, compiutamente recepito nella regolazione italiana e convalidato dal sindacato giurisdizionale, del “pieno riconoscimento dei costi”. Quanto ai corrispettivi applicati alle utenze idriche secondo il principio europeo del chi-inquina-paga, si sta operando per introdurre un’articolazione corrispettiva che segnali all’utente gli effetti connessi alle sue decisioni di consumo e, contestualmente, veicoli un’efficace attività di tutela sociale per

gli aventi diritto. Va notato che lo sforzo in corso è quello di uniformare a livello nazionale la struttura dei corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione e non già i livelli di tali corrispettivi che scontano ancora importanti differenze tra territori, assai lontani per condizioni di erogazione del servizio. Inoltre, si sta definendo, anche per questo settore, il bonus sociale nei casi di accertate condizioni di disagio economico, e stanno prendendo forma le direttive volte al contenimento ed al trattamento della morosità, unitamente alla disciplina che riguarda le utenze non-disalimentabili.

Sempre nel merito, consegniamo un settore che è sulla via della qualità contrattuale dell’utenza servita, per la prima volta con indicatori e standard di tipo nazionale e conseguenti profonde riorganizzazioni nei processi gestionali dei diversi operatori. Stiamo poi aprendo la strada alla qualità tecnica del servizio che fungerà da base per innestare un meccanismo di premi/penalità rispetto al raggiungimento di standard generali e specifici, e che comporterà interventi importanti sul piano infrastrutturale.

Il Quo vadis? riguarda anche una pagina essenziale legata al miglioramento del servizio di misura sull’utenza, senza il quale non ha senso nemmeno la regolazione. Con la separazione contabile si cerca di ottenere un quadro migliore per contabilizzare i costi riconosciuti ai fini tariffari ma, ancor più, per indurre (se non obbligare) i diversi gestori a dotarsi di contabilità industriale.

Una questione a parte riguarda gli assetti locali del settore. Negli ultimi anni Regioni ed Enti di governo dell’ambito hanno profuso importanti sforzi per la razionalizzazione degli assetti: da 70 Ambiti territoriali ottimali (ATO) si è passati a 64, di cui 12 hanno confini coincidenti con la relativa regione. I gestori, ancora troppo frammentati, sono calati da 2.600 circa nel 2014 a 2.100 circa nel 2017 di cui oltre la metà – principalmente piccole gestioni comunali in economia – è collocata in prevalenza nell’Italia meridionale ed insulare. I processi sono iniziati ed andrebbero completati.

È determinante rappresentare meglio la posizione dell’utente idrico ed i sistemi di tutele che l’Autorità ha posto e potrà porre in essere. A differenza del cliente finale dell’energia, che percepisce all’ultimo miglio la composizione tecnico-economica (termini, condizioni, prestazioni) dei diversi segmenti della filiera energetica, l’utente idrico vede direttamente iI servizio di acquedotto o distribuzione dell’acqua ed il servizio di misura, mentre rischia di non essere consapevole di altri servizi meno tangibili ma non meno importanti, come il collettamento delle acque reflue e la depurazione. Qui il Regolatore si fa carico di ciò che non può essere internalizzato nelle scelte di consumo dell’utente ma non deve rinunciare a spiegare alla generalità dell’utenza quali siano le responsabilità per un uso corretto dell’acqua. All’utenza saranno estesi in futuro i sistemi di trattamento dei reclami e di risoluzione delle controversie in via extragiudiziale ma, ciò che più conta, verrà ad originarsi un sistema di tutele di matrice nazionale senza discriminazione territoriale o di gestore.

[fonte AEEGSI – a cura di AA]

Bruno Valentini è stato eletto a larga maggioranza dai Sindaci toscani

Erano due i candidati alla presidenza dell’Autorità Idrica Toscana: il sindaco di Siena Bruno Valentini e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Il sindaco di Siena è stato candidato da alcuni sindaci nella precedente assemblea, mentre il sindaco di Livorno è stato proposto via lettera dal sindaco di Riparbella Salvatore Neri.

Oggi in assemblea, dove rispetto ad altre volte si è vista la presenza di moltissimi sindaci toscani, ha preso per primo la parola il sindaco di Riparbella per confermare la sua proposta. E subito il sindaco di Livorno è intervenuto accettando la candidatura, “per testimoniare la presenza di alcune istanze più di movimento all’interno dell’assemblea dell’AIT”.

Ha preso quindi la parola il sindaco di Siena, ricordando che “la Toscana è oggi più plurale, non ha più un monocolore che governa i territori e dunque deve tener conto della pluralità della società. Avrei potuto essere eletto già alla passata Assemblea, ma ho preferito che ci fosse un periodo di riflessione e che oggi tanti sindaci possano scegliere in coscienza”.

“AIT – ha proseguito Valentini – è il nostro controllo sui gestori, l’Ente che aiuta comuni, utenti e cittadini a pretendere garanzie di trasparenza e di buon funzionamento dalle aziende che gestiscono il servizio idrico integrato”.

L’assessore di Camaiore, Simone Leo, ha sostenuto la candidatura di Bruno Valentini, dicendo che “servono tanti e costosi interventi strategici sul settore e non basterà la tariffa a coprirne le spese”. “Resta inteso – ha ancora detto Leo – che il ruolo del presidente dell’assemblea AIT è un ruolo di garanzia e non un ruolo politico”.

È intervenuto anche l’assessore Gabriele Marconcini di Sansepolcro che ha apprezzato le parole del candidato Sindaco di Siena, sostenendo però la necessità di “un cambio di passo dell’Autorità Idrica. Per questo, in maniera provocatoria, voterò per il sindaco Nogarin”.

A fine interventi e prima della votazione ha parlato il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, che ha ricoperto per un lungo periodo la carica di presidente non eletto, come più giovane sindaco dell’assemblea, ricevendo l’apprezzamento e un lungo applauso per il suo servizio da parte di tutti i sindaci toscani.

La votazione ha incoronato Bruno Valentini presidente dell’Autorità Idrica Toscana, col voto favorevole dei seguenti Comuni: Camaiore, Fosdinovo, Lucca, Capannoli, Capannori, Capraia e Limite, Empoli, Pisa, Poggibonsi, Ponte Buggianese, San Miniato, Vecchiano, Barberino di Mugello, Barberino Val d’Elsa, Firenze, Figline e Incisa Valdarno, Montemurlo, Pistoia, Prato, Scandicci, Arezzo, Bibbiena, Foiano della Chiana, Laterina, Montepulciano, Piombino, Castiglione d’Orcia, Grosseto, Massa Marittima, Rapolano Terme.

Hanno votato invece per Filippo Nogarin, i Comuni di Sansepolcro, Volterra, Riparbella e Carrara. Gli astenuti sono stati: Viareggio, Siena, Livorno, Montevarchi, Manciano e Sesto Fiorentino.

Il nuovo presidente Bruno Valentini, che si è insediato immediatamente, ha dichiarato: "sono soddisfatto per questo importante ruolo di garanzia che tutti i colleghi toscani mi hanno affidato. Conto di poter svolgere al meglio il mio mandato per portare la gestione del servizio idrico integrato più vicino ai cittadini toscani. Chiederò una forte collaborazione agli altri sindaci e non mancherò di confrontarmi anche con il grande mondo dell'associazionismo ambientale".

[a cura di AA]

L’Autorità Idrica Toscana mette in cattedra le proprie competenze per gli operatori del Servizio Idrico

Oggi, 20 settembre, si è svolto, presso Tiforma, un seminario sulle perdite idriche degli acquedotti. È uno dei maggiori problemi che affligge le reti idropotabili del nostro Paese. È risaputo, infatti, che i tubi dei nostri acquedotti hanno un’età media di oltre 40 anni, e denunciano perdite di acqua buona nell’ordine del 40%. Cioè, di 100 litri che vengono immessi in acquedotto, pronti per arrivare ai rubinetti di casa, 40 litri vanno perduti.

Con questo seminario gli ingegneri Paolo Quaranta e Andrea Cappelli, dell’Autorità Idrica Toscana hanno fornito dati, numeri e strumenti per comprendere meglio e conoscere il tema delle perdite, di cui spesso si parla con superficialità.  I suggerimenti forniti riguardano anche i possibili interventi che consentirebbero di ridurre le perdite.

La questione è stata affrontata e analizzata in tutte le sue componenti, partendo dalla necessità di avere la conoscenza delle infrastrutture dedicate al prelievo e al trasporto della risorsa idrica, fin nelle nostre case e la loro raffigurazione tramite un GIS che consenta una precisa localizzazione delle infrastrutture. Si è poi passati a descrivere la metodologia di calcolo delle perdite, con l’analisi degli strumenti di misura più adatti che il mercato attuale propone.

Infine i nostri ingegneri hanno vengono illustrato i più interessanti metodi utilizzati per la ricerca delle perdite, passando da metodologie innovative (ricerca tramite satellite) alle ricerche sul campo con operatori specializzati dotati di apparecchiature adeguate.

[a cura di AA]

inchiesta sul servizio idrico

Oggi Il Sole 24 Ore pubblica un'inchiesta di Claudio Gatti sul Servizio Idrico Integrato e sullo stato degli acquedotti in Italia. Si tratta di un circostanziato "j'accuse" alla politica che, in questi ultimi decenni, non ha dato corso agli investimenti o non li ha messi nel conto delle tariffe.

Ecco qui un brano dell'inchiesta (e sotto il link all'articolo integrale):

"In questi giorni si parla molto dello straordinario costo, economico e umano, che il nostro Paese sta pagando da decenni per via del vuoto strategico in campo sismico e idrogeologico ma, pur non avendo fatto vittime, l'immobilismo demagogico sta causando gravi danni anche sul fronte idrico".

Molto interessante anche la comparazione, tra alcuni Paesi europei, della spesa di acquedotto e fognatura per una famiglia tipo(formata da due adulti e due bambini) con un consumo annuo pari a 180mila litri:

Germania 792 euro

Olanda 770 euro

Regno Unito 646 euro

Francia 603 euro

Spagna 340 euro

Italia 248 euro

Grecia 243 euro

 

[fonte IL SOLE 24 ORE - a cura di AA]

I nove mesi più secchi dal 1800

Se si sommano le piogge dei primi nove mesi dell'anno, si registra un deficit di piovosità del 40%, che ne fanno i nove mesi più secchi dal 1800.

E nel mese di agosto, con un meno 82% rispetto alla piovosità media, risulta il quarto tra i più secchi dal 1800, facendo chiudere la stagione estiva con un deficit di precipitazione pari a 41% rispetto alla media, la quarta estate più secca di sempre. Lo rende noto il climatologo del CNR Michele Brunetti. Inoltre il mese di agosto 2017 è il terzo più caldo di sempre con 2,53 gradi sopra la media.

''Le scarse precipitazioni estive - sottolinea il climatologo - non hanno fatto altro che peggiorare una condizione di siccità già molto grave alla chiusura della stagione primaverile che, con un deficit di quasi il 50% rispetto alle precipitazioni medie primaverili, è risultata la terza più secca di sempre. A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il centro-sud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto media sull'intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest'anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre”.

 

[fonte ANSA - a cura di AA]

Intervento integrale del direttore generale AIT (IWA Conference) su lezioni da imparare e percorsi futuri sul tema della gestione del servizio idrico

Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, ha tenuto un intervento alla 4a conferenza internazionale, organizzata da IWA (International Water Association) a Livorno, sul tema delle sfide del servizio idrico nel XXI secolo. L'intervento (in inglese) è stato apprezzato dall'uditorio internazionale presente al convegno, tenutosi a Livorno, presso Villa Letizia, tanto che molti dei presenti hanno chiesto al direttore generale di AIT informazioni più dettagliate sul lavoro svolto in questi anni dall'Autorità Idrica Toscana, mostrando un interesse non formale per le nostre attività. Anche per questo motivo vogliamo rendere noto a tutti il contenuto dell'intervento di Mazzei con questo link alla relazione, dove si può comprendere i compiti attuali della nostra Autorità e gli obiettivi futuri che servono a rendere più efficiente il sistema dell'idropotabile toscano.

Il direttore AIT interviene alla 4a conferenza internazionale sul Servizio Idrico Integrato

L’esperienza della regolazione in Toscana. È stato questo il focus della relazione che il direttoregenerale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, ha tenuto nella prima giornata del convegno internazionale sul futuro del servizio idrico e le sfide per il nostro secolo. Il titolo originale è “Water Challenges in XXI Century: Role of Economics, Statistics and Asset Management”, una conferenza sulla gestione delle infrastrutture del servizio idrico e la capacità di accedere a finanziamenti bancari da parte delle aziende di gestione del Servizio Idrico Integrato.

A questa quarta conferenza internazionale che si è tenuta a Villa Letizia a Livorno, organizzato da IWA – International Water Association, insieme all’Università di Pisa, hanno preso parte amministratori pubblici, gestori, giuristi, economisti, ingegneri, ecologisti e studiosi di vari istituti universitari europei e internazionali. È stato un appuntamento importante per discutere sul futuro del settore idropotabile e per individuare quale sia il miglior modo per portare nel futuro le migliori esperienze e le idee più positive perché il servizio idrico integrato cresca in qualità e non abbia un costo enorme per i cittadini.