COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO: Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO) e Asl Toscana Centro - Amianto nell’acqua: non esiste alcuna prova che l’ingestione sia pericolosa per la salute saranno comunque avviati dei controlli

creato da Massimiliano Pagni ultima modifica 2016-03-14T15:45:06+02:00
L'Autorità Idrica Toscana segnala un'altra analisi scientificamente attendibile che conferma la dichiarazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'amianto nell'acqua.

Pistoia –“Non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di fibre di amianto sia pericolosa per la salute”, lo chiarisce l’Istituto Superiore di Sanità. Nonostante questo alcuni gestori di Pubbliacqua hanno iniziato ad effettuare dei campionamenti e il Dipartimento di Prevenzione, con ambito territoriale di Pistoia, ha ufficialmente richiesto alla Regione di poter eseguire dei controlli delle acque potabili, alla ricerca delle fibre di amianto eventualmente presenti.

Il problema, sollevato dai cittadini alcuni giorni fa, relativo alla presenza di “filamenti di amianto nella rete idrica”, in alcune zone della provincia pistoiese, è da tempo, sulla base del principio di precauzione, all’attenzione delle istituzioni di sanità pubblica nell’ottica di prevenzione dei rischi ambientali.

Le verifiche saranno fatte, nonostante –chiariscono Azienda Sanitaria Usl Toscana Centro e Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO)- non esistano evidenze scientifiche, né studi che mettano in correlazione la malattia tumorale con l’ingestione dell’amianto, che avrebbe invece un ruolo cancerogeno solo quando inalato. La maggiore attenzione va infatti posta a tutte quelle possibili sorgenti di contaminazione per via inalatoria presenti sul territorio a cui parzialmente potrebbe anche contribuire la presenza nelle acque potabili.

Le conclusioni, che l’amianto ingerito non provochi il cancro –precisano ASL e ISPO-, scaturiscono sia dall’ultima conferenza governativa sull’amianto sia da revisioni di autorevoli organismi quali la IARC, l’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità, istituzione quest’ultima che, si ricorda, ai fini della promozione e tutela della salute pubblica nazionale svolge, tra gli altri compiti, anche attività di ricerca scientifica.

Nella nota, predisposta sulla base di evidenze scientifiche molteplici (monografia IARC 100C, linee guida OMS, Risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013, Safe drinking water committee della National Accademy of Sciences ecc.) l’Istituto Superiore di Sanità, “non ritiene che, allo stato, sussistano i requisiti di necessità per indicare un valore di parametro per l’amianto nelle acque destinate a consumo ai sensi dell’art. 11(1)b dello stesso decreto diverso da quello indicato dall’EPA in in 7 milioni di fibre/litro.”

Per Asl e ISPO le valutazioni della IARC e dell’OMS e il parere dell’Istituto Superiore di Sanità chiariscono quindi che “non esistono prove che l’ingestione di acqua con fibre di amianto sia pericolosa per la salute”, ma dall’altra parte ritengono che la promozione di campagne di monitoraggio per valutare la presenza dell’amianto nelle acque potabili possa permettere di dare una risposta agli allarmi della popolazione.

Coordinamento Ufficio Stampa Azienda Usl Toscana Centro