L’Italia sta precipitando sotto una coltre di neve. Da giorni annunciato, è arrivato il Burian, dalle steppe siberiane, portando con sé temperature sotto lo zero. In questi giorni avremo un notevole abbassamento delle temperature, soprattutto di notte. Saranno interessate in massima parte le zone montuose dell’Appennino e dell’Amiata e le colline interne della nostra regione. Saranno quindi coinvolti soprattutto i territori serviti dai gestori Nuove Acque, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, ma anche alcune zone gestite da Acque e Gaia potranno essere interessate dai fenomeni di gelate notturne.

L’Autorità Idrica Toscana raccomanda gli utenti di proteggere i contatori dell'acqua con materiali isolanti o con stracci di lana, per evitarne la rottura a causa del gelo (dato che il contatore è sotto la responsabilità dell’utente e un’eventuale sostituzione sarebbe a suo carico). Si consigliano anche i controlli alle seconde case che spesso restano disabitate durante l’inverno, perché sempre a causa delle bassissime temperature, si potrebbero verificare danni a tubazioni interne e termosifoni. Un modo per non far ghiacciare le tubazioni è quello di mantenere aperto il rubinetto, permettendo un flusso minimo di acqua corrente. Mentre nel caso dei contatori si possono coprire con dei panni di lana.
 

[a cura di AA]

Siccità e crisi idrica: proseguono gli interventi sul campo per migliorare il sistema di approvvigionamento nelle zone più critiche della regione e scongiurare emergenze come quella del 2017. Oggi in una riunione convocata a Firenze dal presidente della Regione, presenti gli assessori all’ambiente e all’agricoltura, il direttore dell’Autorità Idrica Toscana e i presidenti dei consorzi di bonifica e di Anbi Toscana (Associazione Nazionale delle Bonifiche e delle Irrigazioni), si è fatto il punto sulle opere in corso di realizzazione e si è discussa una prima bozza del piano strategico da mettere a punto per contrastare le future crisi idriche.

Il presidente ha sottolineato l’esigenza di tenere ben alta la guardia su questa tematica visto che i mutamenti climatici renderanno sempre meno eccezionali e sempre più cicliche le annate siccitose. Servirà dunque un equipaggiamento infrastrutturale adeguato al fine di salvaguardare naturalmente le esigenze di tutti i cittadini ma anche un comparto fondamentale per la nostra economia, come quello agricolo.
Per il settore idropotabile – ha dichiarato il direttore di AIT, Alessandro Mazzeiserve molta cautela nell’uso della risorsa da parte di tutti. E comunque, con l’approvazione in Consiglio Regionale della nuova legge 69, che introduce il fondo destinato agli interventi strategici per contrastare l’emergenza idrica, si apre una fase nuova. Infatti, con l’elenco delle opere individuate dall’analisi di AIT e della Regione si cominciano ad attivare interventi risolutivi per le principali aree che hanno subìto in questo anno passato la crisi idrica”.
Attualmente in varie aree della Toscana sono aperti cantieri per realizzare le opere urgenti previste a seguito dell’emergenza scattata dall’estate 2017: sono 44 gli interventi già completati o in fase di realizzazione per quasi 4,5 milioni di euro
C’è poi una seconda tranche di interventi che inizialmente erano previsti entro il 2020 e che invece saranno anticipati al 2018 per mettere al sicuro alcune aree che avevano mostrato criticità (per esempio nel Chianti fiorentino). 
La parte centrale della riunione è stata però riservata a come affrontare nel modo migliore gli scenari futuri di medio-periodo: è stata presa in esame e discussa la prima bozza di un masterplan che dovrà contenere gli interventi da realizzare nei prossimi dieci anni per aumentare l'efficienza della rete idrica e quindi la capacità di autodifesa rispetto ai periodi siccitosi. Il masterplan già in questo prima elaborazione ipotizza le opere da realizzare per approvvigionamento a fini idropotabili. È necessario invece un ulteriore approfondimento per avere un lavoro analogo in relazione alle opere irrigue: a tal fine servirà il lavoro di mappatura dei bacini utilizzabili che è in fase di completamento. Per stabilire anche in questo caso il piano di azione da realizzare perché l’agricoltura possa fronteggiare i periodi siccitosi sarà creata una cabina di regia che entro l’estate dovrà completare il suo lavoro. 

(a cura di AA e Massimo Orlandi)

È legge. È stata approvata la revisione della Legge Regionale 69/2012. È una revisione della governance del sistema idrico toscano, per garantire maggiore operatività e superare le criticità emerse nell'applicazione della legge istitutiva dell'Autorità idrica toscana (Ait). Lo prevede una proposta legge approvata il 13 febbraio scorso a maggioranza dal Consiglio regionale. A favore il gruppo Pd, e contrarie le opposizioni.

Le modifiche, è stato spiegato, rivedono l'organizzazione amministrativa dell'AIT e adeguano la normativa regionale a quella nazionale in tema di tariffe. Per finanziare interventi di interesse regionale, Ait istituirà un fondo dedicato, alimentato da una componente tariffaria e da eventuali risorse pubbliche. Nel provvedimento sono contenute anche alcune disposizioni sul coordinamento delle gestioni in essere del servizio, per la realizzazione degli interventi strategici.

Secondo le ultime stime, la città sudafricana di Cape Town finirà l’acqua il 12 aprile. Se il “Day Zero” si avverasse come previsto, sarà la prima metropoli moderna a finire completamente a secco. Cape Town, con i suoi quattro milioni di abitanti, è una delle tre capitali del Sud Africa ed è una città di mare, ma l’acqua salata dell’oceano non si beve. L’emergenza è stata ampiamente prevista. Dipende da molti fattori: la rapida crescita della città, il clima arido, un periodo di eccezionale siccità, il riscaldamento globale, l’ira di Dio e una buona dose di superficialità politica.

Cape Town si serve di un sistema di sei grandi invasi che in passato sono stati sufficienti a coprire il fabbisogno idrico. Ad ora, sono al 13,7% della capacità piena. Al ritmo di consumo attuale, non dovrebbe più esserci una goccia d’acqua recuperabile già nella prima metà d’aprile. La reazione nel tempo alla crisi in arrivo è stata quella della società moderna: ampi flussi di demagogia e tentativi di fissare la colpa, la commissione di studi su futuribili progetti di alta ingegneria e tanta comunicazione sociale per convincere il pubblico a ridurre i consumi—e a dimostrare che l‘emergenza fosse “sotto controllo”. La Presidente della provincia di Cape Town, Helen Zille, ha fatto sapere che lei, personalmente, si lava il meno possibile, non più di tre volte alla settimana. Sfortunatamente, non si è potuto fare nulla invece per ampliare l’approvvigionamento dell’acqua. I budget erano stati già dedicati ad altri importanti progetti “d’impatto sociale” come la promozione turistica e l’arredo urbano.

Gli aiuti del Governo centrale sono mancati. La risposta più promettente, la costruzione di un impianto per la desalinizzazione dell’acqua di mare, è stata giudicata troppo cara. Il Comune intanto ha invitato i cittadini a non consumare più di 50 litri d’acqua al giorno ciascuno— circa tre sciacqui del water, supponendo che non se ne beva e non ci si lava. Gli amministratori pubblici si lamentano però della scarsa collaborazione—il Sindaco, Patricia de Lille, dice che il 60% degli abitanti usa ancora troppa acqua e che: “Non possiamo più chiedergli di consumare meno, glielo dobbiamo imporre con la forza”. Al momento il piano di emergenza per quando l’acqua non scenderà più dai rubinetti è di stabilire 200 punti di distribuzione in tutta la città dove i residenti potranno affluire per riempire le loro bottiglie e taniche di plastica da portare a casa—ma non oltre 25 litri a testa. Siccome l’accesso potrebbe essere “disordinato”, è previsto che i punti saranno protetti dall’esercito.

L’OMS considera invece che il minimo fabbisogno giornaliero umano sia di circa 30 litri d’acqua a persona per garantire non solo la reidratazione ma anche per cucinare, per le pulizie e per un minimo d’igiene personale—ma se non c’è, non c’é. Ogni abitante di Cape Town—anziani compresi—potrà trascinarsi a casa, quotidianamente, 25 kg d’acqua. Un fatto di cronaca riassume elegantemente tutto l’ambaradan: la multinazionale della birra SABMiller (“Peroni” in Italia) ha annunciato che al Day Zero distribuirà gratuitamente alla popolazione 12 milioni di bottiglie—marroni, ma “etichettate per evitare confusione”— di acqua da 0.75 cl. Il messaggio, neanche tanto subliminale, parrebbe: “Che ci frega dell’acqua, abbiamo ancora la birra”.

[di James Hansen – tratto da “Nota Diplomatica – Real Geopolitics”]

Gli ultimi giorni del 2017 sono stati ricchi di provvedimenti che, a vario titolo, interessano il servizio idrico integrato e introducono importanti novità nella regolazione dei principali settori di pubblica utilità. Innanzitutto, la Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) introduce significative novità in merito all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), alla quale vengono assegnate nuove funzioni anche in materia di ciclo di rifiuti urbani e assimilati e la cui denominazione, anche a causa delle nuove funzioni, viene modificata in Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). Le importanti modifiche introdotte dai commi 527-530 dell’art. 1 della Legge di Bilancio prevedono, tra l’altro, l’ampliamento del numero dei componenti del collegio dell’Authority, che da tre passano a cinque, e il cui imminente rinnovo dovrà tener conto delle nuove norme entrate in vigore il 1/1/2018.

L’estensione delle competenze dell’Autorità anche al settore dei rifiuti appare quanto mai opportuna, alla luce delle gravi difficoltà in cui versa la regolazione, estremamente frammentata, disomogenea e in molti casi addirittura assente, nel campo dei rifiuti urbani e assimilati e alla luce della positiva esperienza maturata dall’AEEGSI nel settore idrico, altro servizio pubblico estremamente delicato e importante per la qualità della vita delle comunità locali. Appare lecito attendersi che l’arrivo dell’ARERA come autorità di regolazione nel settore dei rifiuti porterà gli stessi benefici che si sono registrati nel settore idrico, a condizione che, anche in questo caso, si riconosca l’importanza della regolazione locale (svolta dagli Enti di Governo di ambito) e che la regolazione locale si faccia trovare pronta, sia dal punto di vista istituzionale (con Enti istituiti e funzionanti) sia dal punto di vista tecnico e professionale, con capacità e personale all’altezza di un sistema di regolazione che dovrà necessariamente essere più complesso e articolato. Ma le novità che si sono registrate negli ultimi giorni del 2017 non riguardano solo l’istituzione dell’ARERA, bensì coinvolgono la notevole mole di provvedimenti che la (ormai ex) AEEGSI ha emanato nel campo del servizio idrico integrato. Tra i principali provvedimenti che sono stati emanati e che conviene sinteticamente analizzare in questa sede, si possono ricordare: la delibera n. 917/2017 riguardante l’introduzione di obiettivi di qualità tecnica, la delibera n. 897/2017 sull’introduzione del bonus idrico e la delibera n. 918/2017 sull’aggiornamento biennale delle tariffe del periodo regolatorio 2016-2019.

Qualità tecnica
Con questo provvedimento l’Autorità nazionale definisce livelli minimi ed obiettivi di qualità tecnica nel servizio idrico integrato, mediante l'introduzione di: 1) standard specifici da garantire nelle prestazioni erogate al singolo utente e il cui mancato rispetto prevede l’applicazione di indennizzi automatici; essi individuano: o il valore della “Durata massima della singola sospensione programmata” (S1) pari a 24 ore; o il valore del “Tempo massimo per l’attivazione del servizio sostitutivo di emergenza in caso di sospensione del servizio idropotabile” (S2) pari a 48 ore; o il valore del “Tempo minimo di preavviso per interventi programmati che comportano una sospensione della fornitura” (S3) pari a 48 ore. 2) standard generali che descrivono le condizioni tecniche di erogazione del servizio e che consistono in 6 macroindicatori ed alcuni indicatori semplici, per i quali l’Ente di governo dell’ambito (EGA) – per ogni gestione operante sul territorio di pertinenza - individua la classe di partenza, sulla base dei dati tecnici messi a disposizione del gestore e validati dal medesimo Ente di governo, e l’obiettivo di miglioramento/mantenimento che il gestore è tenuto a conseguire annualmente, sulla base di target fissati dall’AEEGSI a livello nazionale.
Viene, inoltre, definito un sistema di incentivazione articolato in premi e penalità da attribuire, a partire dall’anno 2020, alle performance dei gestori nei due anni precedenti. 3) prerequisiti, quali quello di non avere condanne per procedure di infrazione europee, che rappresentano le condizioni necessarie all'ammissione al meccanismo incentivante associato agli standard generali.

Bonus idrico
Con la delibera 897/2017/R/idr, l’AEEGSI dà attuazione al sistema di compensazione della spesa sostenuta per la bolletta idrica dagli utenti domestici residenti in condizioni di disagio economico sociale, prevedendo, mediante l’introduzione di regole uniformi per l’intero territorio nazionale, l’istituzione di un bonus sociale idrico. Il provvedimento prevede che gli aventi diritto all’agevolazione – analogamente a quanto accade nel settore elettrico e del gas - siano gli utenti domestici residenti, in condizioni di disagio economico sociale, appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,50 euro, ovvero ad un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro. Per quanto riguarda la verifica dei requisiti dei soggetti beneficiari dell’agevolazione e l’ammissione al bonus, si prevede che siano i Comuni, attraverso SGAte (Sistema di gestione delle Agevolazioni sulle tariffe energetiche), ad effettuare le verifiche necessarie per l’ammissione dell’utente interessato. Si prevede inoltre che la richiesta venga presentata congiuntamente a quella per il bonus elettrico e gas utilizzando la medesima modulistica, opportunamente integrata. Relativamente alla quantificazione del bonus sociale idrico, il provvedimento stabilisce che l’ammontare dell’agevolazione sia calcolata da ogni gestore in funzione della numerosità della famiglia – riconoscendo la natura pro capite dello stesso bonus - applicando alla quantità essenziale di acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni da tutelare (individuata a livello nazionale in 18,25 mc/abitante/anno, corrispondenti ai 50 litri/abitante/giorno stabiliti dal legislatore) la tariffa agevolata per le utenze domestiche residenti.
Viene, inoltre, riconosciuta la facoltà per gli Enti di governo dell’ambito competenti per il relativo territorio di introdurre o confermare, qualora attualmente previste, misure di tutela ulteriori a favore degli utenti in condizioni di vulnerabilità economica, mediante il riconoscimento di un bonus idrico integrativo. Con riferimento alle modalità di copertura dei costi del bonus idrico, il provvedimento dell’AEEGSI stabilisce che tale copertura possa essere assicurata tramite un meccanismo su base nazionale che prevede l'istituzione di una nuova componente tariffaria UI3 applicata alla generalità delle utenze, ubicate sul territorio nazionale.
L’applicazione delle disposizioni in materia di bonus sociale idrico sull’intero territorio nazionale è prevista a partire dal 1° gennaio 2018. Le domande potranno, tuttavia, essere presentate solo a partire del 1 luglio 2018, per consentire di portare a termine alcuni approfondimenti applicativi e rendere operativi i sistemi informativi, primi fra tutti SGAte.

Aggiornamento tariffario
Con la delibera 918/2017/R/IDR l’Autorità nazionale ha definito regole e procedure ai fini dell’aggiornamento biennale (2018-2019) delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, aggiornando l’Allegato A del metodo tariffario idrico 2016-2019 MTI-2 (delibera 664/2015/R/IDR), anche per coordinare il Metodo Tariffario Idrico con il resto del quadro regolatorio, in particolare con la nuova disciplina relativa alla qualità contrattuale, alla regolazione della qualità tecnica, al testo integrato sui corrispettivi e alla regolazione del bonus sociale idrico. Ai fini delle rideterminazioni tariffarie sono aggiornati i parametri relativi ai tassi di inflazione per l’aggiornamento dei costi operativi, ai valori dei deflatori degli investimenti fissi lordi e al costo medio di settore della fornitura elettrica
 Nell’ambito delle misure a sostegno degli investimenti, il provvedimento prevede, in continuità con il biennio precedente, specifici controlli sull’effettiva realizzazione degli investimenti previsti per gli anni 2016 e 2017, nonché sulla congruità tra gli obiettivi prioritari previsti per le annualità successive e la sostenibilità economico-finanziaria della gestione ed aggiorna tutti i principali parametri del calcolo degli oneri finanziari e fiscali, riconosciuti in tariffa. Inoltre, con il provvedimento si richiede che l’Ente di governo dell’ambito riveda e aggiorni la propria programmazione degli interventi delineando, in occasione del recepimento degli obiettivi specifici identificati dalla regolazione della qualità tecnica, le strategie di intervento da privilegiare, con le connesse ricadute in termini tariffari. Accogliendo quanto emerso in fase di consultazione, la delibera 918/2017/R/IDR posticipa il termine previsto per la trasmissione all’Autorità delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 dal 31 marzo 2018 al 30 aprile 2018.

[Alessandro Mazzei – tratto da EDILIZIA E TERRITORIO, Il Sole 24 Ore]

Occorre fare chiarezza sui reali contenuti delle recenti sentenze di alcuni giudici di pace della Toscana, che hanno riguardato il servizio idrico integrato e sulle quali il comunicato del Forum toscano dei movimenti dell’acqua contiene diverse inesattezze.

Nella sentenza più complessa, i motivi del ricorso presentato da un utente contro Publiacqua riguardavano: l’autoriduzione del costo della bolletta, decurtata approssimativamente della voce sulla remunerazione del capitale investito; l’autoriduzione del costo della bolletta, per la voce della fognatura perché l’utente non risulta allacciato; la richiesta di rimborso della quota di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale, per il quale l’utente richiedeva 10 anni di arretrati anzichè 5.

In relazione al primo motivo del ricorso la sentenza del giudice di pace parla chiaro: la remunerazione del capitale investito non esiste più in tariffa, come già affermato dal Consiglio di Stato. Ma, soprattutto, cade (con queste sentenze) l’idea dell’autoriduzione in generale come forma di lotta o di resistenza civica. Gli utenti, spiegano le sentenze, devono pagare la cifra indicata in bolletta, avranno poi altre strade e possibilità per chiedere eventuali rimborsi (che, ripetiamo, nel caso specifico non sono dovuti).

In relazione al secondo motivo del ricorso, la sentenza sostiene che gli utenti che non sono allacciati a una fognatura che, tuttavia, corre con le sue condutture nei pressi della loro abitazione devono pagare la relativa voce in bolletta. In più essi sono anche obbligati ad allacciarsi alla fogna, per evitare di disperdere nell’ambiente i propri reflui.

Sul terzo motivo del ricorso la sentenza dà ragione agli utenti per cui il gestore che deve rimborsare la quota di depurazione quando questo servizio non è svolto, lo deve fare restituendo 10 anni di arretrati a partire dal 2008, anno della sentenza della Corte Costituzionale (nel caso di Publiacqua, il periodo di rimborso si ferma al 2002, primo anno della sua gestione del servizio idrico). Con questa sentenza, il giudice, pur riconoscendo che la giurisprudenza sul tema è equamente divisa, non accetta l’impostazione stabilita qualche anno fa dall’AIT sulla prescrizione quinquennale di tali rimborsi.

Su quest’ultimo punto c’è da segnalare che a fronte di circa 40mila toscani che devono ricevere rimborsi per la mancata depurazione, ci sono però quasi 20mila famiglie toscane che devono pagare, perché pur essendo depurati non avevano mai pagato questo servizio. Come si vede quindi la situazione è più complessa di quello che si è letto nei giorni scorsi. Vale a dire che se aumentiamo gli anni in cui si deve rimborsare la mancata depurazione si aumentano pure gli anni in cui moltissimi utenti devono pagare in più al gestore. Tra l’altro l’ultima legge di stabilità approvata dal Parlamento sembra aver decretato che gli anni di retroattività dei conguagli per le bollette dei servizi pubblici non possono essere più di due.

Inoltre, per il meccanismo che da sempre sovrintende al calcolo della tariffa del servizio idrico integrato, formulato dall’Autorità Nazionale, più rimborsi si effettuano più cresce la tariffa per tutti gli altri utenti. Tutto questo non è colpa o merito dell’Autorità Idrica Toscana, ma di come è strutturata la tariffazione, nel servizio idrico come in altri servizi pubblici.

[a cura di AA]

Non facciamoci ingannare dalle abbondanti piogge degli ultimi mesi: l'emergenza idrica in Toscana resta un problema da prendere di petto. Una criticità da affrontare soprattutto nei mesi invernali per preparare il territorio alla prossima ondata estiva di caldo e piogge scarse determinata dai cambiamenti climatici in atto. Se da una parte la Toscana sembra aver risposto con prontezza all'emergenza del 2017, attuando buona parte del programma di interventi considerati urgenti, dall'altra restano ancora molti i fronti aperti soprattutto sulle grandi opere strategiche che dovrebbero portare il territorio definitivamente in salvo.

Interventi già indicati nel Piano strategico 2016-2019 approvato dall'Autorità idrica toscana (Ait) che è in attesa delle modifiche legislative - in arrivo a fine gennaio - che faciliteranno l'accesso ai

200 milioni necessari per le opere principali.

Il 2018 quindi sarà un altro anno di inteso lavoro sul fronte dello stress idrico e soprattutto della pianificazione e realizzazione degli interventi strategici in grado di risolvere le situazioni più critiche, prime tra tutte quelle della Val di Cornia e dell'Isola d'Elba, che aspetta da anni una nuova tubatura di approvvigionamento o il dissalatore nel Comune di Capoliveri attualmente allo studio.

In generale, la regione ha un fabbisogno annuale di 450 milioni di metri cubi d'acqua, con un consumo medio pro capite di 100/150 litri al giorno e una dispersione lungo la rete del 37% dovuta soprattutto alle cattive condizioni delle tubature.

Emergenza idrica: lo stato attuale

Nonostante il clima invernale la Toscana non può ancora considerarsi uscita dall'emergenza idrica «perché le piogge di questi giorni – spiega Alessandro Mazzei, direttore generale Ait – non sono distribuite uniformemente su tutto il territorio e in molte zone, quelle più sofferenti, come il Chianti, la Val di Cecina e la Lunigiana, abbiamo bisogno di utilizzare le deroghe e le procedure accelerate previste dall'ordinanza regionale sulla crisi idrica anche per i primi mesi del 2018».

Tuttavia la crisi idrica risulta superata in gran parte del territorio toscano, anche se alcuni gestori come Nuove Acque (che serve la zona aretina) e Gaia (Versilia e Lunigiana) utilizzano le autobotti per il riempimento dei serbatoi. Al primo dicembre, infatti, risultano attive in Toscana ancora 43 autobotti e nel comune di Fivizzano (servito da Gaia) è in atto il razionamento dell'acqua. In sostanza l'Autorità idrica dice che le precipitazioni stanno dando linfa al servizio idrico regionale, ma che comunque resta utile mantenere alcuni prelievi straordinari attivati nei mesi scorsi con la dichiarazione di emergenza idropotabile.

Gli interventi urgenti

Nel bel mezzo della crisi idrica estiva il decreto del presidente della Giunta regionale 91/2017 ha indicato 39 interventi utili a contenere e risolvere la mancanza di acqua che riguardano, in particolare, la realizzazione di pozzi nella zone più critiche e la riattivazione degli invasi dell'agricoltura.

Al 15 novembre risultano completati 19 interventi tra cui la perforazione di nuovi pozzi e la realizzazione del bypass di Ponte Ginori (tubazione fino a Saline di Volterra costata circa 400mila euro). Altri undici interventi sono in corso, tra questi i pozzi di Aulla, Camaiore, Laterina, Castellina in Chianti, Manciano e Radda in Chianti per circa 700mila euro di spesa. Tra le opere considerate urgenti restano ancora da fare il pozzo di Malocchio nel Comune di Buggiano (Pistoia) e due pozzi per Campo nell'Elba (Livorno) che dovrebbero partire a breve. Sempre all'Elba è prevista per i primi di gennaio la messa in esercizio di due pozzi a Nisporto e Nisportino (Rio nell'Elba). Infine sarà realizzato un altro pozzo da parte del gestore Acque (che attende l'esproprio del terreno) nel comune di Fiesole.

Riguardo alle opere urgenti, conferma Mazzei, «sono state realizzate in larghissima parte e alcune sono in fase di conclusione dei lavori: per farli abbiamo impegnato più di quattro milioni».

Le opere strategiche e la legge 69

Più complesso il quadro delle opere strategiche cioè quelle indicate da Regione e Ait per mettere in sicurezza il territorio nel medio-lungo periodo. Il direttore Mazzei spiega che l'Ait «sta aspettando che venga approvata in Consiglio regionale la modifica alla legge 69 che ha istituito l'Autorità idrica regionale. A quel punto avremo gli strumenti normativi per avviare le progettazioni degli interventi strategici» che nel lungo periodo porteranno alla creazione dell'Autostrada dell'acqua, una specie di tubatura ad anello che attingendo dalle principali fonti della regione – lago di Bilancino (Firenze), lago di Montedoglio (Arezzo), Acquedotto del Fiora

(Siena) e Lucca – garantisca la risorsa a tutto il territorio.

La legge regionale 69 del 2012 è al momento oggetto di revisione da parte della Regione.

Approvata dalla Giunta, andrà in commissione entro la fine dell'anno e dovrebbe essere approvata a gennaio 2018. La normativa – spiega l'assessore all'Ambiente, Federica Fratoni, «serve per la "manutenzione" della 69 e per l'istituzione di una fondo gestito da Ait e alimentato, una parte con la tariffa, ma anche con altri meccanismi come per esempio i fondi europei che servirà per introdurre una modalità innovativa di pianificazione e finanziamento delle opere strategiche».

L'assessore Fratoni punta all'approvazione di un «piano decennale che preveda opere a lungo termine per un totale di 200 milioni in modo che la Toscana raggiunga l'autosufficienza e si lasci le crisi idriche dietro le spalle».

Per farlo sono necessari alcuni interventi strategici, già approvati dall'Ait, ma ad oggi in attesa delle modifiche alla normativa in grado di sbloccare i finanziamenti. In cima alla lista c'è la situazione dell'Elba che si approvvigiona da un unico acquedotto che la collega alla Val di Cornia. E' in discussione il progetto per la realizzazione di un dissalatore nel Comune di Capoliveri, un'opera che vale circa 14 milioni. Tra gli interventi strategici ancora da realizzare l'assessore Fratoni ricorda anche il raddoppio della capacità della diga di Montedoglio e dell'acquedotto del Fiora; l'opera per la Val di Cecina sul Piano di Goro; l'intervento sulla dorsale che collega Lunigiana-Versilia-Livorno che da solo vale 60 milioni.

Il nuovo anno, dunque, dovrebbe iniziare con le modifiche alle legge 69 e l'istituzione del fondo speciale per gli interventi strategici che tuttavia avranno lunghi tempi di realizzazione. E, con tutta probabilità, per l'estate 2018 la Toscana dovrà fare affidamento sulle opere realizzate per fronteggiare l'emergenza.

 

(di Marta Panicucci - Toscana24)

Nel comune di Volterra sono stati investiti oltre 8 milioni di euro nel settore della depurazione e fognatura per realizzare gli impianti di Volterra e Saline. Quersto doppio depuratore servirà tutta la città e parte della pianura, e servirà a far uscire un altro pezzo di Toscana dalla procedura di infrazione (cioè dalla multa) dell’Unione Europea.

L’importante intervento, risultato di un articolato impegno progettuale condiviso con il Comune, è stato effettuato nei tempi stabiliti dall’Accordo di Programma del bacino del fiume Cecina che prevede la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche.

I nuovi impianti tratteranno completamente i reflui del Comune e consentiranno di gestire e sostenere al meglio eventuali sovraccarichi apportati dall’arrivo dei turisti. Solo il nuovo impianto di Volterra, a cui è stata collegata tutta la rete fognaria del Comune, raggiunge una capacità depurativa di oltre 10 mila abitanti. L’impianto di Saline di Volterra invece sarà completamente ed esclusivamente a servizio della frazione. Le nuove opere integreranno l’impianto di depurazione esistente di Volterra Nord.

Hanno partecipato all’incontro presso il Comune di Volterra, a Palazzo dei Priori, i dirigenti di ASA, società che gestisce acquedotto e depurazione sul territorio, il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, e il Sindaco di Volterra Marco Buselli, che ha dichiarato:

La logistica della città si completa finalmente, dopo decenni in cui se ne parla senza concludere, con un depuratore di nuova generazione, dagli altissimi contenuti tecnologici. Il depuratore realizzato nella frazione di Saline di Volterra risponderà anche alle necessità di Ponteginori, una volta allestita la conduttura fognaria. Rigrazio l'Autorità Idrica Toscana ed Asa per questa realizzazione strategica, che ci permetterà un cambio di passo importante in termini di sviluppo e sostenibilità".

 

[a cura di AA]

Lunedì 11 dicembre, alle ore 10:30, presso il Salone delle Feste di Palazzo Bastogi, in via Cavour 18, si terrà la “ Giornata della Trasparenza 2017” dell’Autorità Idrica Toscana.

 Dopo il saluto del direttore generale Alessandro Mazzei, sarà cura di Antonio Giampieri (responsabile della Prevenzione, Corruzione e Trasparenza AIT) illustrare gli interventi dell’intera giornata di lavori.

 Alle ore 11 circa il responsabile dell’Avvocatura di AIT, Carmine Podda parlerà de “L’evoluzione del ruolo dell’ANAC nei confronti di PA e società partecipate”. A seguire interverrà Giovanni Schettino, Vice Questore Aggiunto presso la Questura di Arezzo, che parlerà di “Corruzione: casi e metodologie di contrasto”.

 A conclusione della Giornata della Trasparenza dell’Autorità Idrica Toscana”, Carolina D’Errico, per il “Servizio Tutela del Consumatore AIT”, presenterà i risultati dell’indagine 2017 di Customer Satisfaction del servizio idrico integrato in Toscana.

 “Si rinnova l’appuntamento con la Giornata della Trasparenza – ha detto il responsabile Antonio Giampieri -. È un momento importante di confronto con sull’attività svolta dall’Autorità Idrica in materia di prevenzione alla corruzione. Quest’anno la giornata sarà arricchita dai risultati della Customer Satisfaction, che darà un segno dello stato dell’arte del servizio idrico a cittadini, gestori e associazioni dei consumatori”.

 Il termine dei lavori è previsto per le ore 13 circa.

 [a cura di AA]

Consulta il Programma della Giornata della Trasparenza 2017 dell’Autorità Idrica Toscana

 

L’Autorità Idrica Toscana sta lavorando, in collaborazione con il Distretto dell’Appennino Settentrionale, allo studio puntuale del bilancio idrico e delle vulnerabilità qualitative e quantitative delle risorse idriche dell’Isola d’Elba e della Val di Cornia. Infatti, questi due territori hanno subìto più sofferenze del resto della Toscana per la siccità, durante tutto il corso dell’anno.

Questa indagine, quindi, messa in piedi a seguito della forte siccità estiva e al proseguimento del periodo di emergenza idrica autunnale, serve per capire due questioni fondamentali:

  1. quali infrastrutture devono essere progettate dopo o contestualmente all’avvio dei lavori di costruzione del dissalatore di Mola;
  2. la valutazione dei possibili nuovi allacciamenti al servizio di acquedotto e fognatura di nuove strutture edificate su tutta l’Elba.

Nel primo caso, infatti, il fabbisogno idrico dell’Elba sarà solo in parte soddisfatto dal dissalatore, per cui potrebbe essere utile pensare alla costruzione di una nuova condotta sottomarina. Le due opere insieme (dissalatore e nuova condotta) potranno così raggiungere la cifra di circa 160-200 l/s che garantiranno il soddisfacimento della richiesta di risorsa idropotabile (anche nei periodi di picco estivo) per la terza isola italiana.

Nel secondo caso, a seguito della forte emergenza idrica erano stati bloccati i permessi per “nuove richieste di allacciamento al pubblico acquedotto” (come si indicava nella lettera che AIT ha scritto al gestore ASA a fine marzo di quest’anno). Oggi AIT scrive di nuovo al gestore e ai sindaci dei Comuni dell’Elba (Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio) per chiedere attenzione a uno sviluppo sostenibile del territorio elbano. Infatti, oltre a indicare ancora ad ASA di “portare avanti tutte le attività di gestione di ottimizzazione delle rete e le attività di ricerca perdite”, AIT ritiene sia “necessario non bloccare concessioni già rilasciate dagli Enti Locali o atti di programmazione vigenti, come regolamenti urbanistici e piani operativi”.

L’Autorità Idrica Toscana, dunque, vuole individuare un percorso condiviso, insieme ad ASA e a tutte le Amministrazioni comunali elbane, che permetta di non invalidare la risorsa idrica disponibile e al contempo permetta di perseguire gli impegni presi dai vari Comuni. Contemporaneamente AIT chiede al gestore ASA e ai Sindaci dell’Elba di sottoscrivere un protocollo d’intesa che (prendendo a riferimento il Programma degli Interventi approvato) operi congiuntamente:

A. Una ricognizione degli effettivi sviluppi urbanistici previsti e realistici entro un orizzonte temporale certo (3-5 anni), definendo lo sviluppo previsto nei suoi elementi essenziali, fra questi se trattasi di zona di completamento o di nuovo sviluppo, distinguendo se per future utenze residenziali domestiche, turistico ricettive, pubbliche o produttive, e individuandone il peso e quindi l’impatto sulla risorsa (p.e. in termini di mq o mc previsti di edificazione ed equivalenti consumi idrici procapite); B. Le opere di maggior rilievo infrastrutturale anche di natura sovracomunale atte a reperire o garantire la nuova domanda congiuntamente alle criticità esistenti nel momento di massima richiesta (nuove risorse, accumuli, grandi interconnessioni ecc.); C. Gli interventi sulla rete o sulle adduttrici tali da minimizzare o ripristinare se necessario il carico idraulico da fornire all’utenza nella situazione ante sviluppo (potenziamento di infrastrutture esistenti); D. Gli interventi di sostituzione e manutenzione straordinaria della rete nonché gli interventi di riduzione delle perdite necessari a ottimizzare il sistema esistente (distrettualizzazione, valvole di regolazione della pressione, monitoraggio e controllo attivo delle perdite ecc.); E. La quantificazione dei costi e le risorse economiche e finanziarie strettamente correlate agli interventi urbanistici, evidenziati in ricognizione, individuando le competenze fra contribuzione da tariffa del servizio idrico integato e risorse messe a disposizione dai comuni tramite il proprio bilancio e/o da privati anche mediante prescrizioni in convenzioni di lottizzazione in termini di opere di urbanizzazione da prevedersi per garantire lo sviluppo del territorio; F. Le modalità di valutazione preventiva della compatibilità degli interventi edilizi ed urbanistici e delle richieste di allacciamento alla rete idrica e della relativa programmazione.

Questo servirà per dare una risposta collaborativa tra amministratori pubblici e gestori di servizi pubblici, in modo da garantire una crescita del territorio coerente con le risorse, le misure e gli investimenti messi in atto.

 

[a cura di AA]

Si è tenuta a Roma il 29 novembre la conferenza “Il futuro della gestione della risorsa idrica: tutela e sostenibilità” dove ha partecipato il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei.

Organizzata dal Ministero dell'Ambiente (Direzione Generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque), la conferenza ha posto il ruolo proprio del Ministero nella programmazione e nel governo della risorsa idrica.

L'incontro è stato molto tecnico ed è servito per discutere della nuova governance distrettuale della risorsa acqua nel contesto nazionale e comunitario

"I piani d'ambito - ha detto Mazzei - devono essere aggiornati, perché molti non sono aggiornati. Con l'occasione deve essere recuperata un'armonia tra i piani d'ambito e i piani di gestione fatti dalle nuove autorità di distretto idrografico".

L'iniziativa si colloca nel Progetto CreiamoPA, Competenze e reti per l’Integrazione ambientale e per il miglioramento delle organizzazioni della Pubblica Amministrazione.

[a cura di AA]

Un nuovo depuratore da costruire a Livorno, in fondo a via Enriques, in un terreno di proprietà dell’Autorità Portuale, al confine con la raffineria ENI, porterà alla dismissione per gradi dell’impianto del Rivellino. Una rivoluzione epocale che libererà di fatto tre ettari e mezzo di prezioso tessuto urbano nel cuore del quartiere Venezia, nel capoluogo livornese.

Il progetto, pensato ormai da molti anni e sollecitato più volte dall’Autorità Idrica Toscana, ha visto l’impegno dell’Amministrazione comunale di Livorno, della Port Authority, del gestore del servizio idrico integrato labronico, ASA e l’impegno della Regione Toscana.

Questo nuovo progetto è stato presentato martedì 28 novembre presso la sede centrale de quotidiano Il Tirreno, alla presenza del direttore Luigi Vicinanza, dell’assessore regionale Federica Fratoni, del presidente dell’Autorità Portuale Stefano Corsini, l’assessore comunale Alessandro Aurigi, l’amministratore delegato di ASA Ennio Trebino e, in rappresentanza del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, l’ingegner Lorenzo Maresca che ha parlato di una svolta storica, durante la tavola rotonda.

L’operazione del nuovo depuratore – ha detto l’ingegner Maresca – porterà molti servizi in più. Infatti, oltre alla semplice depurazione delle acque reflue della città, con il primo stralcio del progetto si migliora anche l’impianto a servizio della zona industriale, potenziando l’impianto di acqua industriale già esistente, e si intercettano i percolati di Vallin dell’Aquila. Quindi si possono recuperare ulteriori fondi per completare l’opera, già attrattiva di risorse ministeriali e comunitarie, attraverso servizi da fornire ai privati, con un meccanismo di partenariato pubblico-privato”.

 

[a cura di AA – in collaborazione con Il Tirreno]

EN È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction” da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.

[a cura di AA]

È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.

[a cura di AA]

Il progetto "Firenze 2016" dedicato alla commemorazione dell'alluvione del 1966 che colpì Firenze e la Toscana, chiude i battenti con un convegno di grande interesse storico, ma anche attuale. Infatti nella tavola rotonda sul rischio idraulico fiorentino si è cercato di capire cosa è stato fatto e cosa si dovrà ancora fare per la sicurezzaassoluta di Firenze. Hanno preso parte, coordinati da Francesco Carrassi, direttore della Nazione, Mauro Grassi per Italia Sicura del Governo Italiano, Gennarino Costabile della Regione Toscana, Alessia Bettini del Comune di Firenze, Massimo Lucchesi dell'Autorità di Distretto Appennino Settentrionale, Alessandro Mazzei dell'Autorità Idrica Toscana, Marco Bottino dell'Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana, Luca Solari dell'Università degli Studi di Firenze.

Il direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei, ha fatto il punto del sistema fognario cittadino, mettendo in luce che a fronte di molte opere e investimenti fatti in passato e di quelli attualmente in corso, continuano ad essere presenti alcune criticità che dovranno essere affrontate in futuro. Il tema dominante è il fatto che siamo ancora oggi in presenza della commistione tra la fognatura mista e il reticolo idrico superficiale, per cui se l'Arno si ingrossasse andrebbe a respingere i suoi diretti affluenti, come l'Affrico e il Mugnone, che a loro volta andrebbero a intasare il reticolo fognario con grave miscela di acque chiare e acque scure, e la presenza di acque parassite legate al reticolo idraulico minore spesso in commistione con il reticolo fognario. L'altro problema posto da Mazzei (in questo convegno di studio sul tema del fiume e delle possibili nuove alluvioni) riguarda il sistema fognario depurativo fiorentino che in tempo secco, a causa dei pre-trattamenti a pié d'utenza, risulta povero di sostanza organica necessaria per una buona depurazione. Infine anche i cambiamenti climatici producono su un sistema fognario che non è stato progettato per piogge così intense problemi di smaltimento.

[a cura di AA]

Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare - Approvato con Determinazione dell'Area Amministrazione e risorse umane n. 193 del 27 ottobre 2017 (Registro Generale n. 299/2017)

L’Autorità Idrica Toscana intende acquisire manifestazioni di interesse da parte di operatori economici da invitare alla gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo per la durata di tre anni.

Possono chiedere di essere invitati alla procedura negoziata tutti i soggetti di cui all'art. 45 del D.lgs. 50/2016 in possesso dei requisiti sotto elencati:

1) Requisiti generali di cui all'art. 80 D.Lgs. n. 50/2016;

2) Iscrizione al registro unico degli intermediari autorizzati all’attività di cui alla presente procedura ex D.Lgs. 209/2005 alla data di pubblicazione del presente avviso;

3) Iscrizione presso la CCIAA nel settore di attività coincidente con quella dell’oggetto del servizio;

4) Svolgimento nell’ultimo quinquennio (2012/2016) di almeno cinque (5) servizi di brokeraggio/intermediazione/consulenza assicurativa, a favore di enti pubblici;

Gli interessati, in possesso dei requisiti sopraelencati, dovranno far pervenire al Protocollo dell’Ente, a mezzo PECservizio postale(Casella Postale 1485 Ufficio Postale 7 Via Pietrapiana, 53 - 50121 Firenze), corriere o consegna diretta (VIA G. Verdi n. 16 – 50122 Firenze), la propria candidatura, mediante l'utilizzo del  modello di domanda, con l’indicazione dell’oggetto “Manifestazione di interesse alla procedura di gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo” entro e non oltre il 16/11/2017 alle ore 12,00, al Protocollo dell’Autorità Idrica Toscana Via Verdi 16 50122 Firenze, PEC:  protocollo@pec.autoritaidrica.toscana.it

Questa mattina, presso la sede dell’Autorità Idrica Toscana, si è tenuto un incontro per affrontare alcune questioni sul progetto del dissalatore dell’Isola d’Elba, localizzato a Mola, nel Comune di Capoliveri.

Insieme al direttore generale dell’Autorità, Alessandro Mazzei, era presente l’ingegner Lorenzo Maresca di AIT, tutto lo staff di progettazione tecnica dell’azienda di gestione ASA di Livorno e i componenti del “Comitato per la difesa di Lido e di Mola”, rappresentati da Paola MancusoItalo Sapere e Giuseppe Corbelli.

L’incontro è stato convocato dall’Autorità per cercare di raccogliere le richieste del Comitato, al fine di evitare disinformazione e incomprensioni pregiudiziali contrapposte sul progetto del dissalatore elbano, che dovrà cominciare a dare autonomia idrica all’isola più importante della Toscana.

Il Comitato ha reiterato le perplessità in merito alla localizzazione del dissalatore e ai possibili impatti ambientali e acustici, visto il particolare pregio dell’area della sua ubicazione. Ha espresso anche la necessità di verificare la coerenza con la programmazione e in particolare di valutare se, ai fini della soluzione dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, non sia ancora percorribile la strada del raddoppio della condotta, anziché più interventi di impianti di desalinizzazione, con tutti i problemi di risorse e impatti.

Il personale tecnico di ASA e l’ingegnere dell’Autorità hanno fornito molteplici informazioni sull’iter progettuale e amministrativo dell’impianto di desalinizzazione, riportando in larga parte le indicazioni che fanno parte delle “ 10 risposte sul dissalatore”, presenti sul sito web di AIT:

Il direttore generale dell’Autorità Idrica ha quindi suggerito di aprire un confronto tecnico finalizzato a migliorare ulteriormente, laddove possibile, gli standard di qualità tecnica e ambientale dell’opera.

Il Comitato si è dichiarato dunque disponibile a questo ulteriore incontro tecnico, dato l’emergere di alcuni elementi di novità sotto il profilo del miglioramento dell’impatto acustico che meritano di essere approfonditi. Dall’esito di questo nuovo incontro tecnico verranno assunte le ulteriori decisioni.

Firenze, 24 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale del Direttore di AIT, sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

È stata presentata stamani, in Consiglio Regionale, la Relazione annuale sul Servizio Idrico Integrato del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei. Davanti a un pubblico numeroso, con presenze istituzionali di rilievo, ha introdotto l’incontro il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, ponendo l’accento sul fatto che “per il settore acquedottistico e delle fognature servono più investimenti e meno dividendi delle società di gestione”. “Per esempio Publiacqua – ha proseguito Giani – ha diviso tra i soci 30 milioni lo scorso anno: serve che invece si investano più soldi sulle infrastrutture. Vedo invece positivamente l’approdo futuro a un gestore unico regionale, perché ciò permetterebbe economie di scala, utili alle tasche dei cittadini”.

Bruno Valentini, sindaco di Siena e presidente dell’Assemblea di AIT, ha spiegato le differenze fra la regolazione del settore idrico,affidata con successo ad un unico soggetto, e quella del settore dei rifiuti, nel quale invece è necessario mantenere una articolazione territoriale, sostenendo che “nel caso del servizio idrico, per il 2018 si dovranno sviluppare gli investimenti programmati in ogni area. E contemporaneamente si dovrà operare per contenere o quanto meno stabilizzare le tariffe, utilizzando anche la possibilità del prolungamento delle concessioni, lavorando sulla riduzione dei costi di gestione e senza sacrificare gli investimenti ”.

È stata poi la volta del direttore di AIT, Alessandro Mazzei che ha illustrato con svariati esempi, gestore per gestore, la relazione annuale dell’Autorità, ponendo l’accento sulla stabilità del sistema organizzativo e regolatorio del servizio idrico in Toscana e “sul fatto che, a fronte di una tariffa in linea con l’Europa, più che con il resto d’Italia, la nostra regione riesce a fornire un servizio efficiente e di buona qualità. Resta da lavorare ancora meglio sulle perdite delle varie reti acquedottistiche, per riuscire a limitare disagi e costi”.

Dopo un intervento del direttore dell’autorità nazionale AEEGSILorenzo Bardelli che ha chiesto maggiore impegno sugli investimenti per le reti e le fognature, l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ha chiuso la mattinata ponendo l’accento sul ruolo indispensabile e virtuoso dell’Autorità Idrica Toscana: “Ho apprezzato l’introduzione del sindaco Valentini e la esauriente relazione del direttore Mazzei che mi ha molto convinto sul tema degli investimenti. Ma AIT svolge un ruolo e un’attività indispensabile anche per gli accordi di programma sulla depurazione”. L’assessore Fratoni ha pure indicato i vari interventi strategici che servono a mettere in sicurezza ed efficienza il sistema idropotabile regionale. E ha continuato dicendo che “abbiamo affrontato bene anche l’emergenza idrica di quest’anno, solo perché AIT ha lavorato bene in maniera preventiva”. “Sul tema industriale relativo al settore – ha proseguito – io non considero un problema la presenza del socio privato nelle aziende, mentre vedo necessario aumentare gli investimenti e tenere basse le nostre tariffe. E poi serve aggredire il 37% di perdite medie che avvengono nelle nostre reti, questo sì che è una sfida importante per ciascun gestore”.

 

 [a cura di AA]

Firenze, 23 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

Lunedì 23 ottobre, con avvio alle ore 10,20, nella Sala Gonfalone di Palazzo Pegaso, in via Cavour 4, il Presidente del Consiglio regionale della Toscana invita tutti i cittadini a partecipare al convegno tenuto dall'Autorità Idrica Toscana sul tema del Servizio Idrico Integrato, dove si presenterà la relazione annuale del direttore.

Sarà presente, per un saluto introduttivo insieme al Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il nuovo Presidente dell'Assemblea AIT, il sindaco di Siena Bruno Valentini.

Poi si arriverà alla parte centrale della mattinata con il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana che presenterà la sua relazione annuale, sullo stato dell'arte del servizio idrico integrato regionale.

Interverranno anche Lorenzo Bardelli, direttore dell'Autorità nazionale per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico AEEGSI; la consigliera regionale Monia Monni, presidente del Comitato per la qualità del servizio idrico e rifiuti; l'assessore regionale all'Ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni.

Ricordiamo agli interessati che l'accesso al palazzo del Consiglio regionale è consentito, nei limiti di posti della sala, previa esibizione di un documento d'identità.

[a cura di AA]

Alcuni dirigenti di una compagnia keniota stanno visitando le aziende del servizio idrico toscano

Due dirigenti della Mombasa Water Company sono impegnati da giorni nella nostra regione, per visitare alcune sedi e impianti delle aziende di gestione del servizio idrico integrato della Toscana. Nell'occasione sono passati anche a salutare il direttore dell'Autorità Idrica, Alessandro Mazzei, e a vedere come funziona l'autorità di organizzazione, programmazione e controllo del servizio idrico toscano.

[a cura di AA]

L’Autorità idrica nazionale conferma le tariffe proposte dall’Autorità Idrica Toscana per Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua

L’Autorità nazionale per l’Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico AEEGSI, ha approvato (con delibera n.687/2017 del 12 ottobre 2017) le tariffe per tre gestori  toscani: Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua.

Le tariffe approvate sono quelle proposte dall’Autorità Idrica Toscana, senza nessuna correzione. Sono, appunto, le cifre elaborate nelle varie conferenze territoriali toscane e recepite dall’Assemblea dell’AIT.

Inoltre AEEGSI ha chiesto, entro trenta giorni, la versione corretta della Carta dei Servizi di Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua, così come modificata e condivisa con le associazioni dei consumatori operanti sui vari territori.

“Apprendo con soddisfazione – dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità Idrica Toscana – la delibera dell’autorità nazionale. Il fatto che il nostro lavoro non sia stato emendato, significa che abbiamo svolto al meglio le nostre attività, in modo da arrivare al vaglio di AEEGSI con tre proposte pienamente adeguate”.

[a cura di AA]

Di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella AEEGSI spiega la regolazione nel settore idropotabile

Il 4 ottobre c’è stata l’audizione parlamentare per la “Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dei presidenti delle due Camere e di tutti i deputati, Guido Bortoni, presidente di AEEGSI ha illustrato le attività della regolazione per i vari settori delle utilities nazionali. All’incontro è stato invitato anche il direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, che ha preso parte all’ascolto della relazione annuale 2017 di AEEGSI.

Uno degli argomenti privilegiati di questa relazione (introdotta da una parte più filosofica, con citazioni erudite) è il servizio idrico integrato, anche se Bortoni si è soffermato, stavolta, più su questioni di ordine generale, ci sono comunque riferimenti ai temi della qualità del servizio carente nel settori idropotabile, soprattutto per il Meridione d’Italia, con un’eccellenza invece in Toscana soprattutto.

Di seguito un estratto dalla relazione del presidente di AEEGSI.

IL DIRITTO ALL’ACQUA DI QUALITÀ

All’inizio del settennato di questa Consiliatura, il legislatore ha ampliato i settori di competenza dell’Autorità, nell’ambito delle funzioni di regolazione e controllo già definite dalla legge istitutiva, anche al settore idrico, settore che presenta(va) rilevanti criticità non solo in termini di tutela dell’ambiente e del territorio, ma soprattutto con riferimento alla qualità del servizio assicurata ai clienti finali.

Un ingente fabbisogno di investimenti e la necessità di colmare il deficit infrastrutturale, anche per sanare le importanti infrazioni rilevate in sede europea, si sono presentati nel contesto economico sopra descritto, caratterizzato dai perduranti effetti dell’ultima crisi. La promozione degli investimenti, quale conditio sine qua non per la tutela del cliente finale cui fornire un bene essenziale di qualità, nel rispetto delle scelte referendarie avvenute alla vigilia dell’assegnazione all’Autorità delle nuove competenze, è stato un segno rilevante e di impulso per la regolazione.

Al fine di creare condizioni di stabilità che consentissero di far ripartire gli investimenti, a beneficio degli utenti, per la prima volta sono state affrontate in modo organico le diverse aree di intervento: la regolazione tariffaria, la regolazione degli assetti del servizio e la regolazione della qualità del servizio. Il segno che ha contraddistinto l’operato di questa Consiliatura è riscontrabile in un approccio regolatorio basato, quindi, su un’impostazione integrata della regolazione del settore, finalizzata a incentivare l’esplicita relazione tra obiettivi, interventi necessari e riflessi in termini di attese di miglioramento dell’efficienza degli operatori, di incremento dei livelli di qualità del servizio e di entità delle tariffe.

Con la definizione iniziale del Metodo tariffario transitorio (2012-2013), l’Autorità ha individuato alcuni profili - quali la trasparente corrispondenza tra costi efficienti sostenuti e prezzi corrisposti e la valorizzazione di scelte di programmazione coerenti con le reali esigenze – che hanno assunto valenza di principi fondanti e hanno trovato conferma nei successivi provvedimenti tariffari.

Al segno caratterizzante di non-uniformità del servizio idrico sul territorio, l’Autorità ha risposto con una metodologia tariffaria asimmetrica ed innovativa, declinata su menù di schemi regolatori alternativi tra loro, prevedendo la possibilità, per i soggetti preposti, di selezionare quello più appropriato per il territorio. Negli anni, con l’approvazione della regolazione tariffaria per il completamento del primo periodo regolatorio (2014-2015) e poi per il secondo periodo (2016- 2019), si è via via rafforzato l’approccio selettivo per obiettivi ed interventi (con riflessi in termini di entità dei corrispettivi applicati all’utenza) richiesto agli Enti di governo dell’ambito, al contempo accrescendo l’efficacia del ricorso al sistema dei finanziamenti – cui si aggiunge l’introduzione di sistemi di perequazione su scala nazionale -, nonché rafforzando le misure di controllo sulla realizzazione degli investimenti.

Il riconoscimento delle specificità non ha, però, escluso che con la regolazione si cercasse di favorire una progressiva convergenza fra le diverse aree del Paese, caratterizzate da situazioni gestionali e livelli di servizio estremamente differenti. In tal senso va considerata la definizione di schemi tipo per la convenzione di gestione, che regolamenta uniformemente sul territorio nazionale i rapporti tra Ente di governo dell’ambito e gestori del servizio idrico integrato. Vanno nella stessa direzione anche la regolazione introdotta relativa alla qualità contrattuale del servizio idrico, finalizzata a rafforzare la tutela degli utenti finali ed a superare le difformità a livello territoriale con l’inserimento di standard qualitativi minimi omogenei, il riconoscimento di costi legati ai miglioramenti qualitativi ulteriori rispetto agli standard minimi e la progressiva e graduale introduzione di meccanismi incentivanti composti da indennizzi, penalità e premi. In ambito europeo, l’Autorità si è fatta promotrice di un network di regolatori (WAREG) – di cui detiene la Presidenza - che, superando quadri istituzionali e condizioni di mercato molto diversi da Paese a Paese, promuove il coordinamento tra i diversi soggetti ed è diventato punto di riferimento per lo scambio di conoscenze e diffusione delle migliori pratiche in particolare in materia di investimenti, qualità del servizio e tutela degli utenti.

[…]

QUO VADIS ACQUA?

Per il servizio idrico integrato il Quo vadis? si può ben dire questione di metodo e di merito. Il Metodo tariffario idrico omogeneo a livello nazionale ha ricevuto importanti conferme quanto a legittimità e solidità dell’impianto regolatorio, sia da parte del Giudice amministrativo di primo grado sia dal Consiglio di Stato. Su queste radici metodologiche ora consolidate si potrà costruire nel futuro la regolazione dell’acqua. Nel merito, poi, la regolazione tariffaria applicata all’acqua nei primi cinque anni di regolazione di questa Autorità ha puntato su due assi: indurre coerenza, rispetto alla situazione del servizio sui diversi territori, nelle scelte pubbliche operate dai soggetti competenti a livello locale ed incentivare la ripartenza e la crescita degli investimenti effettivi (non sulla carta) nel settore che aveva stagnato per alcuni decenni. Il Quo vadis? degli investimenti sul territorio vede cifre annuali in progressione geometrica. Erano indicativamente 900 milioni di euro nel primo anno, passati a 1,6 miliardi nel 2015 con una stima di raggiungimento di 3,2 miliardi per ogni anno del quadriennio 2016-2019. L’onda lunga di questo inizio regolatorio negli investimenti potrà continuare negli anni successivi anche grazie al principio europeo, compiutamente recepito nella regolazione italiana e convalidato dal sindacato giurisdizionale, del “pieno riconoscimento dei costi”. Quanto ai corrispettivi applicati alle utenze idriche secondo il principio europeo del chi-inquina-paga, si sta operando per introdurre un’articolazione corrispettiva che segnali all’utente gli effetti connessi alle sue decisioni di consumo e, contestualmente, veicoli un’efficace attività di tutela sociale per

gli aventi diritto. Va notato che lo sforzo in corso è quello di uniformare a livello nazionale la struttura dei corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione e non già i livelli di tali corrispettivi che scontano ancora importanti differenze tra territori, assai lontani per condizioni di erogazione del servizio. Inoltre, si sta definendo, anche per questo settore, il bonus sociale nei casi di accertate condizioni di disagio economico, e stanno prendendo forma le direttive volte al contenimento ed al trattamento della morosità, unitamente alla disciplina che riguarda le utenze non-disalimentabili.

Sempre nel merito, consegniamo un settore che è sulla via della qualità contrattuale dell’utenza servita, per la prima volta con indicatori e standard di tipo nazionale e conseguenti profonde riorganizzazioni nei processi gestionali dei diversi operatori. Stiamo poi aprendo la strada alla qualità tecnica del servizio che fungerà da base per innestare un meccanismo di premi/penalità rispetto al raggiungimento di standard generali e specifici, e che comporterà interventi importanti sul piano infrastrutturale.

Il Quo vadis? riguarda anche una pagina essenziale legata al miglioramento del servizio di misura sull’utenza, senza il quale non ha senso nemmeno la regolazione. Con la separazione contabile si cerca di ottenere un quadro migliore per contabilizzare i costi riconosciuti ai fini tariffari ma, ancor più, per indurre (se non obbligare) i diversi gestori a dotarsi di contabilità industriale.

Una questione a parte riguarda gli assetti locali del settore. Negli ultimi anni Regioni ed Enti di governo dell’ambito hanno profuso importanti sforzi per la razionalizzazione degli assetti: da 70 Ambiti territoriali ottimali (ATO) si è passati a 64, di cui 12 hanno confini coincidenti con la relativa regione. I gestori, ancora troppo frammentati, sono calati da 2.600 circa nel 2014 a 2.100 circa nel 2017 di cui oltre la metà – principalmente piccole gestioni comunali in economia – è collocata in prevalenza nell’Italia meridionale ed insulare. I processi sono iniziati ed andrebbero completati.

È determinante rappresentare meglio la posizione dell’utente idrico ed i sistemi di tutele che l’Autorità ha posto e potrà porre in essere. A differenza del cliente finale dell’energia, che percepisce all’ultimo miglio la composizione tecnico-economica (termini, condizioni, prestazioni) dei diversi segmenti della filiera energetica, l’utente idrico vede direttamente iI servizio di acquedotto o distribuzione dell’acqua ed il servizio di misura, mentre rischia di non essere consapevole di altri servizi meno tangibili ma non meno importanti, come il collettamento delle acque reflue e la depurazione. Qui il Regolatore si fa carico di ciò che non può essere internalizzato nelle scelte di consumo dell’utente ma non deve rinunciare a spiegare alla generalità dell’utenza quali siano le responsabilità per un uso corretto dell’acqua. All’utenza saranno estesi in futuro i sistemi di trattamento dei reclami e di risoluzione delle controversie in via extragiudiziale ma, ciò che più conta, verrà ad originarsi un sistema di tutele di matrice nazionale senza discriminazione territoriale o di gestore.

[fonte AEEGSI – a cura di AA]

Bruno Valentini è stato eletto a larga maggioranza dai Sindaci toscani

Erano due i candidati alla presidenza dell’Autorità Idrica Toscana: il sindaco di Siena Bruno Valentini e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Il sindaco di Siena è stato candidato da alcuni sindaci nella precedente assemblea, mentre il sindaco di Livorno è stato proposto via lettera dal sindaco di Riparbella Salvatore Neri.

Oggi in assemblea, dove rispetto ad altre volte si è vista la presenza di moltissimi sindaci toscani, ha preso per primo la parola il sindaco di Riparbella per confermare la sua proposta. E subito il sindaco di Livorno è intervenuto accettando la candidatura, “per testimoniare la presenza di alcune istanze più di movimento all’interno dell’assemblea dell’AIT”.

Ha preso quindi la parola il sindaco di Siena, ricordando che “la Toscana è oggi più plurale, non ha più un monocolore che governa i territori e dunque deve tener conto della pluralità della società. Avrei potuto essere eletto già alla passata Assemblea, ma ho preferito che ci fosse un periodo di riflessione e che oggi tanti sindaci possano scegliere in coscienza”.

“AIT – ha proseguito Valentini – è il nostro controllo sui gestori, l’Ente che aiuta comuni, utenti e cittadini a pretendere garanzie di trasparenza e di buon funzionamento dalle aziende che gestiscono il servizio idrico integrato”.

L’assessore di Camaiore, Simone Leo, ha sostenuto la candidatura di Bruno Valentini, dicendo che “servono tanti e costosi interventi strategici sul settore e non basterà la tariffa a coprirne le spese”. “Resta inteso – ha ancora detto Leo – che il ruolo del presidente dell’assemblea AIT è un ruolo di garanzia e non un ruolo politico”.

È intervenuto anche l’assessore Gabriele Marconcini di Sansepolcro che ha apprezzato le parole del candidato Sindaco di Siena, sostenendo però la necessità di “un cambio di passo dell’Autorità Idrica. Per questo, in maniera provocatoria, voterò per il sindaco Nogarin”.

A fine interventi e prima della votazione ha parlato il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, che ha ricoperto per un lungo periodo la carica di presidente non eletto, come più giovane sindaco dell’assemblea, ricevendo l’apprezzamento e un lungo applauso per il suo servizio da parte di tutti i sindaci toscani.

La votazione ha incoronato Bruno Valentini presidente dell’Autorità Idrica Toscana, col voto favorevole dei seguenti Comuni: Camaiore, Fosdinovo, Lucca, Capannoli, Capannori, Capraia e Limite, Empoli, Pisa, Poggibonsi, Ponte Buggianese, San Miniato, Vecchiano, Barberino di Mugello, Barberino Val d’Elsa, Firenze, Figline e Incisa Valdarno, Montemurlo, Pistoia, Prato, Scandicci, Arezzo, Bibbiena, Foiano della Chiana, Laterina, Montepulciano, Piombino, Castiglione d’Orcia, Grosseto, Massa Marittima, Rapolano Terme.

Hanno votato invece per Filippo Nogarin, i Comuni di Sansepolcro, Volterra, Riparbella e Carrara. Gli astenuti sono stati: Viareggio, Siena, Livorno, Montevarchi, Manciano e Sesto Fiorentino.

Il nuovo presidente Bruno Valentini, che si è insediato immediatamente, ha dichiarato: "sono soddisfatto per questo importante ruolo di garanzia che tutti i colleghi toscani mi hanno affidato. Conto di poter svolgere al meglio il mio mandato per portare la gestione del servizio idrico integrato più vicino ai cittadini toscani. Chiederò una forte collaborazione agli altri sindaci e non mancherò di confrontarmi anche con il grande mondo dell'associazionismo ambientale".

[a cura di AA]

L’Autorità Idrica Toscana mette in cattedra le proprie competenze per gli operatori del Servizio Idrico

Oggi, 20 settembre, si è svolto, presso Tiforma, un seminario sulle perdite idriche degli acquedotti. È uno dei maggiori problemi che affligge le reti idropotabili del nostro Paese. È risaputo, infatti, che i tubi dei nostri acquedotti hanno un’età media di oltre 40 anni, e denunciano perdite di acqua buona nell’ordine del 40%. Cioè, di 100 litri che vengono immessi in acquedotto, pronti per arrivare ai rubinetti di casa, 40 litri vanno perduti.

Con questo seminario gli ingegneri Paolo Quaranta e Andrea Cappelli, dell’Autorità Idrica Toscana hanno fornito dati, numeri e strumenti per comprendere meglio e conoscere il tema delle perdite, di cui spesso si parla con superficialità.  I suggerimenti forniti riguardano anche i possibili interventi che consentirebbero di ridurre le perdite.

La questione è stata affrontata e analizzata in tutte le sue componenti, partendo dalla necessità di avere la conoscenza delle infrastrutture dedicate al prelievo e al trasporto della risorsa idrica, fin nelle nostre case e la loro raffigurazione tramite un GIS che consenta una precisa localizzazione delle infrastrutture. Si è poi passati a descrivere la metodologia di calcolo delle perdite, con l’analisi degli strumenti di misura più adatti che il mercato attuale propone.

Infine i nostri ingegneri hanno vengono illustrato i più interessanti metodi utilizzati per la ricerca delle perdite, passando da metodologie innovative (ricerca tramite satellite) alle ricerche sul campo con operatori specializzati dotati di apparecchiature adeguate.

[a cura di AA]

inchiesta sul servizio idrico

Oggi Il Sole 24 Ore pubblica un'inchiesta di Claudio Gatti sul Servizio Idrico Integrato e sullo stato degli acquedotti in Italia. Si tratta di un circostanziato "j'accuse" alla politica che, in questi ultimi decenni, non ha dato corso agli investimenti o non li ha messi nel conto delle tariffe.

Ecco qui un brano dell'inchiesta (e sotto il link all'articolo integrale):

"In questi giorni si parla molto dello straordinario costo, economico e umano, che il nostro Paese sta pagando da decenni per via del vuoto strategico in campo sismico e idrogeologico ma, pur non avendo fatto vittime, l'immobilismo demagogico sta causando gravi danni anche sul fronte idrico".

Molto interessante anche la comparazione, tra alcuni Paesi europei, della spesa di acquedotto e fognatura per una famiglia tipo(formata da due adulti e due bambini) con un consumo annuo pari a 180mila litri:

Germania 792 euro

Olanda 770 euro

Regno Unito 646 euro

Francia 603 euro

Spagna 340 euro

Italia 248 euro

Grecia 243 euro

 

[fonte IL SOLE 24 ORE - a cura di AA]

I nove mesi più secchi dal 1800

Se si sommano le piogge dei primi nove mesi dell'anno, si registra un deficit di piovosità del 40%, che ne fanno i nove mesi più secchi dal 1800.

E nel mese di agosto, con un meno 82% rispetto alla piovosità media, risulta il quarto tra i più secchi dal 1800, facendo chiudere la stagione estiva con un deficit di precipitazione pari a 41% rispetto alla media, la quarta estate più secca di sempre. Lo rende noto il climatologo del CNR Michele Brunetti. Inoltre il mese di agosto 2017 è il terzo più caldo di sempre con 2,53 gradi sopra la media.

''Le scarse precipitazioni estive - sottolinea il climatologo - non hanno fatto altro che peggiorare una condizione di siccità già molto grave alla chiusura della stagione primaverile che, con un deficit di quasi il 50% rispetto alle precipitazioni medie primaverili, è risultata la terza più secca di sempre. A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il centro-sud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto media sull'intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest'anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre”.

 

[fonte ANSA - a cura di AA]

Intervento integrale del direttore generale AIT (IWA Conference) su lezioni da imparare e percorsi futuri sul tema della gestione del servizio idrico

Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, ha tenuto un intervento alla 4a conferenza internazionale, organizzata da IWA (International Water Association) a Livorno, sul tema delle sfide del servizio idrico nel XXI secolo. L'intervento (in inglese) è stato apprezzato dall'uditorio internazionale presente al convegno, tenutosi a Livorno, presso Villa Letizia, tanto che molti dei presenti hanno chiesto al direttore generale di AIT informazioni più dettagliate sul lavoro svolto in questi anni dall'Autorità Idrica Toscana, mostrando un interesse non formale per le nostre attività. Anche per questo motivo vogliamo rendere noto a tutti il contenuto dell'intervento di Mazzei con questo link alla relazione, dove si può comprendere i compiti attuali della nostra Autorità e gli obiettivi futuri che servono a rendere più efficiente il sistema dell'idropotabile toscano.

Il direttore AIT interviene alla 4a conferenza internazionale sul Servizio Idrico Integrato

L’esperienza della regolazione in Toscana. È stato questo il focus della relazione che il direttoregenerale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, ha tenuto nella prima giornata del convegno internazionale sul futuro del servizio idrico e le sfide per il nostro secolo. Il titolo originale è “Water Challenges in XXI Century: Role of Economics, Statistics and Asset Management”, una conferenza sulla gestione delle infrastrutture del servizio idrico e la capacità di accedere a finanziamenti bancari da parte delle aziende di gestione del Servizio Idrico Integrato.

A questa quarta conferenza internazionale che si è tenuta a Villa Letizia a Livorno, organizzato da IWA – International Water Association, insieme all’Università di Pisa, hanno preso parte amministratori pubblici, gestori, giuristi, economisti, ingegneri, ecologisti e studiosi di vari istituti universitari europei e internazionali. È stato un appuntamento importante per discutere sul futuro del settore idropotabile e per individuare quale sia il miglior modo per portare nel futuro le migliori esperienze e le idee più positive perché il servizio idrico integrato cresca in qualità e non abbia un costo enorme per i cittadini.