Acqua colorata in Alta Versilia

creato da Massimiliano Pagni ultima modifica 2016-09-29T16:12:02+02:00
L’Autorità Idrica Toscana ha indicato a Gaia un aumento degli investimenti per le tubazioni della zona per cominciare a risolvere il problema

In questi giorni, alcune zone della Versilia lamentano l’afflusso di acqua marrone dalle tubazioni. Il problema si concentra soprattutto in alcuni luoghi di Massarosa, dove servono investimenti finalizzati al risanamento della condotta pedemontana, cioè la dorsale che collega alcune frazioni comunali. Il problema dell'acqua colorata dipende dallo stato di conservazione della rete idrica, realizzata prevalentemente in materiali metallici (acciaio), di cui la principale adduttrice, che collega la sorgente di Villa Spinola con il capoluogo e le frazioni, ha una lunghezza di circa 10 chilometri.

Per la normativa sulle acque potabili (il Decreto Legislativo 31/2001) esistono tre categorie con le quali si stabilisce la "qualità" dell'acqua:

1. parametri microbiologici (che indicano la potabilità o la non potabilità dell'acqua); 2. parametri chimici (che indicano la potabilità o la non potabilità dell'acqua); 3. parametri indicatori (che non riguardano la potabilità, ma attengono a caratteristiche organolettiche).

Secondo le analisi dell'azienda USL-Toscana Nord Ovest il problema del residuo di ferro nell'acqua corrisponde a un parametro indicatore, come è scritto nella loro comunicazione del giugno 2016: “Relativamente all'unico parametro non conforme (FERRO), non sussiste rischio immediato per la salute umana”. Quindi quell'acqua colorata di Massarosa è potabile, anche se gli utenti hanno ragione a lamentarsene. L’USL rileva soltanto che comunque è un’acqua non idonea per un consumo prolungato nel tempo.

L'Autorità Idrica Toscana non ha competenze sul giudizio della "qualità" dell'acqua, ma su tariffe, investimenti e gestione delle reti sia dell'acquedotto sia delle fognature. E una volta venuta a conoscenza ufficialmente del problema, con la comunicazione della USL, ha attivato il gestore GAIA, proponendo interventi destinati a migliorare il servizio anche sui temi della qualità del servizio idrico. Perciò, a luglio scorso si è deliberato di intervenire sul problema col nuovo Piano degli Investimenti: tra quest'anno e il 2020 gli investimenti sulla rete di Massarosa saranno di 3,2 milioni di euro a carico del gestore GAIA, secondo la seguente ripartizione annuale:

2016 - 258mila euro

2017 - 1milione e 15mila euro

2018 - 200mila euro

2019 - 400mila euro

2020 - 1milione e 400mila euro

I principali interventi sono:

  • Relining tubazione di adduzione pedemontana Lotto I, 0,8 M€, 2017;
  • Rifacimento tratti di tubazione idrica in Loc. Piano di Mommio, 0,36 M€, 2016-2018;
  • Sostituzioni di tubazioni di distribuzione in varie località per stato di conservazione insufficiente Lotto I, 0,5 M€, 2016 e 2019-2020.

Non si è intervenuti prima sul tema perché AIT è venuta a conoscenza di questo problema soltanto recentemente. Il primo a sollevare la questione fu, a ottobre 2015, l’assessore Simone Leo di Camaiore, a nome di alcuni cittadini proprio di Massarosa. L’assessore chiedeva di inserire nella Carta del Servizio di GAIA “l’obbligo per il gestore di erogare acqua di qualità”, ma nessuno pose la questione degli investimenti che invece ha provveduto AIT a mettere a regime dopo la segnalazione USL del giugno scorso.

Inoltre, essendo GAIA il gestore economicamente più debole di tutta la Toscana, non ha grandi capacità di investimento, per cui negli anni precedenti gli investimenti possibili sono stati fatti per intervenire sul problema del tallio e della balneazione. Perciò le poche capacità d’investimento di GAIA sono state destinate a questioni più emergenziali e gravi. Invece da quest'anno si affronterà energicamente il problema dell’acqua ferrosa per i cittadini della zona di Massarosa.

 

Firenze, 28 settembre 2016