ACQUA: Blue Book, reti vecchie e depurazione problema dell’Italia.

creato da Massimiliano Pagni ultima modifica 2017-01-31T21:22:42+01:00

Reti vecchie, infrastrutture da rimettere a posto, ritardi sulla depurazione con sanzioni europee da dover pagare e soprattutto gli investimenti, che servirebbero per sistemare la situazione, ancora insufficienti. È il quadro che emerge dal 'Blue Book' 2017 - lo studio sui dati del servizio idrico promosso da Utilitalia, realizzato dalla Fondazione Utilitatis con il contributo della Cassa depositi e prestiti - in cui si fa comunque presente che nell'ultimo periodo qualcosa si sta muovendo grazie a un "miglioramento" portato dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico.

Dal nuovo 'Blue Book' (che prende in considerazione un panel di 54 gestori ed una  popolazione di 31 milioni di abitanti) emerge che è "elevato il gap infrastrutturale del settore idrico rispetto al contesto europeo. Gli acquedotti sono in gran parte 'vecchi' tanto che il 60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa (il 70% nei grandi centri urbani); il 25% di queste supera i 50 anni (40% nei grandi centri urbani)". Le perdite delle reti "hanno percentuali differenziate: al Nord il 26%, al Centro il 46% e al Sud il 45%". Inoltre è "prioritario" il fabbisogno di "investimenti sulla 'depurazione delle acque reflue'. Circa l'11% dei cittadini non è ancora raggiunto dal servizio di depurazione". La conseguenza, "oltre ad incalcolabili danni per l'ambiente, è nelle sanzioni europee comminate all'Italia" (tre i contenziosi a livello europeo del nostro Paese). Complessivamente sono "colpiti 931 agglomerati urbani". La maggior parte di questi sono concentrati "nel Mezzogiorno e nelle Isole e si trovano in territori gestiti direttamente dagli enti locali e non attraverso affidamenti a gestori industriali".

"Stiamo lavorando a tutto campo per affrontare questo nodo sistemico del nostro Paese, che ne condiziona la competitività - spiega il ministro dell'Ambiente Galletti - Abbiamo previsto un commissario unico per affrontare le procedure di infrazione che riguardano il sistema di depurazione, abbiamo previsto misure per il contenimento della morosità e insieme per l'accesso al bene acqua per le fasce più disagiate, rafforzeremo il nostro impegno economico per affrontare il nodo delle perdite di rete, che in alcune parti d'Italia rappresenta un gravissimo problema per le popolazioni. Le risorse non mancano, ma ancora una volta il problema non sono i soldi ma la capacità, la velocità e la trasparenza nella spesa in sede locale".

Per il presidente di Utilitalia Giovanni Valotti è "positivo" l'arrivo del commissario Unico, "perché c'è una carenza degli enti locali e una regia unica può far bene". Gli investimenti programmati nel primo periodo regolatorio (2014-2017) – viene spiegato dal Blue Book - si attestano su un valore medio nazionale di 32 euro per abitante all'anno. Ma ne servirebbero 80; il fabbisogno necessario di investimenti stimati è di circa 5 miliardi all'anno". Dall'analisi della spesa delle famiglie (che ha interessato 58 bacini tariffari e 34 milioni di abitanti) emerge che "oltre il 70% dei cittadini può beneficiare di tariffe agevolate per i consumi entro i 100 metri cubi".

"Se vogliamo modernizzare il settore - conclude Valotti - dovremmo pensare ad un adeguamento graduale della tariffa facendo attenzione a tutelare le fasce deboli della popolazione".