Una delegazione istituzionale tutta Toscana ha dato avvio al progetto “Waste Water Palestine” che vuole aiutare i gestori delle acque palestinesi a depurare di più e meglio le acque reflue. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dal Comune di Prato, in collaborazione con Autorità Idrica Toscana, ANCI Toscana, GIDA, Confservizi Cispel Toscana, PIN Prato e Water Right Foundation. L’incontro del 23 settembre si è tenuto a Ramallah, capitale dell’Associazione Nazionale Palestinese e ha visto gli interventi di Andrea Cascella dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Monther Shoblaq presidente della Union of Palestinian Water Services Providers di Gaza, del Sindaco di Prato Matteo Biffoni. Hanno descritto il progetto Enrico Banchelli del PIN di Prato e Monther Hind di Palestinian Water Engineering Group. Hanno dato il loro contributo alla discussione anche tutti gli altri esponenti di ciascuna istituzione.

 

Il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni ha dichiarato che “il Comune di Prato ha una lunga tradizione di relazioni istituzionali con questi luoghi del Medio Oriente. In questo progetto noi mettiamo a disposizione una competenza specifica che abbiamo conquistato nel corso di un secolo; è l’esperienza storica del trattamento dei reflui dell’industria tessile. In questo settore la depurazione delle acque era un momento fondamentale, pena l’inquinamento chimico dei corsi d’acqua. Conosciamo bene come comunità i problemi dell’inquinamento delle acque perciò avendo trovato la soluzione interveniamo con grande orgoglio e piacere in Palestina, per far sì che uno dei temi vitali per le comunità palestinesi trovi in questo progetto uno sviluppo concreto”.

“In Cisgiordania – ha dichiarato Monther Hind – c’è il 40% delle case connesse alla rete fognaria. Meno del 10% delle acque reflue che va alla rete di fognatura viene trattata. E meno del 2% delle acque reflue trattate vengono riutilizzate in agricoltura. Ci sono 50 milioni di metricubi di acque reflue all’anno che scorrono all’aperto, inquinando l’ambiente. Ultimamente l’autorità nazionale palestinese dell’acqua sta facendo grandi sforzi per costruire impianti di depurazione tipo l’impianto di Nablus che serve 100mila abitanti, quello di Jericho che serve 30mila abitanti e quello Hebron che serve 300mila abitanti. Inoltre ci sono altri impianti nelle zone rurali tipo gli impianti di Taibe e Anza e altri impianti costruiti con assistenza internazionale da parte di Unione Europea, della Banca Mondiale e della cooperazione americana, giapponese e tedesca.

La situazione a Gaza invece è disastrosa perché lì non c’è accesso all’energia elettrica. A Gaza ogni giorno si scaricano 100mila mc di acque reflue malamente trattate. Questa quantità di acque inquinate va a finire nel Mediterraneo. Ciò significa che oltre a inquinare si perde tanta risorsa che potrebbe essere trattata e riutilizzata. Per tutti questi motivi è importante questo progetto di cooperazione che può dare nuove forze all’impegno palestinese a trattare sempre più maggiori quantitativi di acque reflue”.

Il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, è intervenuto per dire che l’esperienza toscana sul servizio idrico integrato e la depurazione è grande e messa alla prova di sempre maggiori sfide ogni anno. Per questo motivo da anni collaboriamo in progetti di cooperazione allo sviluppo in Palestina per esportare le nostre esperienze che derivano dalla sinergia tra i gestori del sistema misto pubblico privato, gli enti pubblici e l’Autorità Idrica Toscana. Tutto ciò è la dimostrazione che quando un settore ha una governance chiara e definita riesce a essere un punto di riferimento anche a livello internazionale”.

Per Confservizi Cispel Toscana il direttore Andrea Sbandati ha messo l’accento sulla necessità di concretezza, sostenendo che “è sempre importante per Cispel Toscana mantenere rapporti internazionali dove è possibile dare assistenza ai nostri partner, però oggi non possiamo più permetterci di sprecare risorse economiche e dovremmo spendere i soldi per fare qualcosa di visibile e pratico. Qui a Ramallah, stamani si sono poste le basi per un buon futuro del progetto: dobbiamo incrementare impianti aiutarli a costruire il programma per una adeguata tariffazione. La formazione non è soltanto preparare delle ottime diapositive, ma lavorare con loro sul posto, con i tecnici. Per fortuna c’è l’associazione dei gestori palestinesi che sono operativi e quindi possiamo andare al nocciolo delle questioni. Qui possiamo davvero fornire concretamente il nostro know-how per far crescere il sistema della depurazione nei territori palestinesi”.

Anche Alessandro Brogi per l’azienda mista pubblico/privato GIDA ha dato il suo contributo: “GIDA si occupa di depurazione delle acque da quasi 40 anni, quindi per noi è naturale aver aderito a questo progetto di cooperazione con la Palestina. Siamo felici di poter mettere a disposizione le nostre conoscenze e siamo grati alle associazioni che ci hanno coinvolti. Questa è un’opportunità per fare un intervento utile e arricchire il nostro patrimonio di conoscenze.

Nel progetto è coinvolta anche l’associazione Water Right Foundation per cui Giorgio Pagano ha detto che “il compito principale di WRF in questo progetto è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, perché questo tipo di attività di cooperazione allo sviluppo non si reggono soltanto sulle gambe dei tecnici, ma anche su una popolazione informata e partecipe. Siamo qui proprio per una campagna partecipativa sul territorio”.

Il direttore di ANCI Toscana, Simone Gheri ha detto che “in questo progetto si cercherà di portare l’esperienza dei comuni toscani nella gestione sovracomunale dei servizi. La Toscana è avanti su questo tema, avendo società municipalizzate che gestiscono sul territorio i servizi pubblici fondamentali, e soprattutto sulla gestione integrata del servizio idrico abbiamo esperienze consolidate”.

E infine, dopo aver illustrato tutto il progetto per PIN Prato, Enrico Banchelli ha dichiarato che “il Polo Universitario di Prato ha una tradizione di gruppi di ricerca che lavorano da anni sul tema del trattamento delle acque e in più ha una tradizione di progetti di cooperazione internazionali. Questo ci ha spinto a mettere insieme una cordata di soggetti esperti nella gestione delle acque e nella cooperazione, per portare in Palestina le nostre competenze”.

Una futura holding pubblica per la gestione del servizio idrico integrato. La proposta del governatore della Regione Toscana trova il plauso del Sindaco di Lucca e presidente del Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Tambellini.
“È importante che la Regione Toscana apra alla ripubblicizzazione dell’acqua – dichiara Tambellini – perché così finalmente si va incontro all’esito del referendum e al volere dei cittadini. La proposta modulare di holding del governatore Rossi è utile anche a riconoscere l’importanza dei vari territori e delle differenze che in questi ultimi anni i vari gestori del servizio idrico integrato hanno saputo organizzare per rispondere più possibile alle esigenze delle varie comunità toscane”.

[a cura di AA]
Firenze, 15 settembre 2018

Il governatore Enrico Rossi ha dato forza alla società unica, pubblica e regionale per la gestione futura del servizio idrico integrato, con la sua proposta di una holding pubblica.
Il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, non vuole entrare nel merito politico della ripubblicizzazione dell’acqua, ma sostiene che, a fronte di queste indicazioni, AIT lavorerà da subito al progetto.
“La prospettiva della holding pubblica – dice Mazzei – era già stata indicata dal sindaco di Firenze e ha cominciato a mettere le gambe in concreto all’interno della Conferenza territoriale fiorentina, i cui sindaci hanno già decretato che Publiacqua sarà ripubblicizzata. Ma adesso la partita si fa più ampia e più interessante. È una proposta che dovrà essere discussa dall’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana e la decisione dovrà essere presa all’interno di questo organo dai 50 sindaci che ne fanno parte, in rappresentanza di tutti i Comuni e quindi dei cittadini toscani”.

Il percorso sarà lungo e complesso, sia sul piano giuridico-procedurale, sia sul piano economico-finanziario. Rispetto al primo argomento serve intanto partire dalla scadenza della prima concessione di Publiacqua e costruire un iter amministrativo e contrattuale che possa portare alla costituzione della holding prima del 2034, anno in cui scade il contratto con il gestore GAIA, che si occupa della Versilia e della Lunigiana.

“Sono tre i temi principali da affrontare in questo contesto – spiega ancora Mazzei –: 1) liquidare i privati che attualmente fanno parte delle società di gestione (e il costo è piuttosto elevato); 2) non disporre aumenti ulteriori delle tariffe; 3) mantenere in certi casi gli investimenti programmati e in altri casi aumentare gli investimenti sulla rete acquedottistica e sulla parte dell’impiantistica depurativa. Questi tre capisaldi per una futura efficiente holding pubblica regionale dell’acqua sembrano difficili da sostenere tutti insieme, ma sono obiettivi possibili che possono essere perseguiti anche per il gran lavoro svolto in questi anni dai gestori toscani che hanno fatto attività manutentive e nuove opere utili a poter considerare positivo il capitale industriale acquisito. A fronte di tutto questo, non sarà soltanto il giusto principio dell’acqua pubblica ad affermarsi, ma anche il servizio idrico a trovare la sua soluzione piena in qualità ed efficacia”.

 

[a cura di AA]

Firenze, 13 settembre 2018

Prefigurare un nuovo assetto pubblico dell'acqua con la realizzazione entro il 2034 di una grande holding pubblica, alla quale parteciperanno le altre società toscane tutte pubbliche. Un'operazione da concertare con i sindaci, che permetterà di avere più risorse da investire e darà la risposta sulla quale i cittadini si sono già espressi nettamente con il referendum.

È la proposta del presidente Enrico Rossi che stamani in Consiglio regionale ha illustrato la comunicazione della Giunta sul servizio idrico in Toscana. "Il Consiglio regionale – ha sottolineato - ha l'opportunità insieme ai sindaci, che hanno un ruolo fondamentale, di regolare un processo di ripubblicizzazione dell'acqua per il quale i cittadini si erano già espressi in larghissima maggioranza nel 2011".

"Si tratta di gestire il percorso e la Regione Toscana intende sostenerlo, per quanto di sua competenza", ha aggiunto Rossi. "Ripubblicizzare è necessario perché c'è il sentimento diffuso che l'acqua è un bene comune e, se governato dal pubblico, ci possono essere più garanzie di lungimiranza. E poi perché i cittadini sono stufi di sapere che un pezzo delle loro tariffe finiscono a Roma, perché magari Acea partecipa alle società miste, o vanno nelle aziende di Caltagirone. I cittadini chiedono invece che le tariffe siano impiegate per far fronte a quel tema delicatissimo che è la manutenzione. La creazione di una holding permetterebbe un'operazione di equilibrio".

Le sette società hanno fatto molto, si sono strutturate, ha detto Rossi. "Rispetteremo entro il 2022 l'obiettivo della depurazione come ci è stato imposto dall'Unione Europea e questo ha voluto dire concentrare le risorse sui depuratori anziché sulle manutenzioni. Se dunque l'assemblea regionale dei sindaci, seguendo le indicazioni della legislazione vigente (che prevede che la società pubblica che supera il 25% della popolazione in ambito regionale rilevi le altre società), accoglierà ciò che i sindaci dei Comuni serviti da Publiacqua hanno già deciso all'unanimità di passare a una società interamente pubblica, il passo successivo sarà che entro il 2034, anno in cui scade l'ultima concessione per Gaia, Publiacqua avrà assorbito tutti le società e sarà effettivamente il nuovo gestore unico".

Una volta perseguito dunque l'obiettivo della nuova gestione con una società a completa partecipazione pubblica dei Comuni toscani, si tratterà, ha spiegato Rossi, di individuare un soggetto finanziario, anch'esso di estrazione pubblica (ad esempio collegato a Cassa Depositi e Prestiti o alla Bei), che possa sostenere il notevole sforzo finanziario necessario a liquidare i partner privati attuali e a realizzare i nuovi investimenti programmati dall'Ait, l'Autorità idrica toscana (gli investimenti previsti dal 2018 al termine delle singole concessioni ammontano a circa 2,2 miliardi di euro).

Quindi, sarà necessario riallineare le scadenze delle concessioni esistenti, con l'obiettivo di stabilizzare le tariffe per i cittadini, senza interrompere il processo di realizzazione degli importanti investimenti programmati.

Ribadendo l'importante ruolo di concertazione che la Regione adesso può assumere per favorire il processo, Rossi ha concluso che "la Regione darà tutto il supporto legislativo, tecnico ed operativo a due condizioni: primo, che proseguano da parte delle aziende gli sforzi di efficientamento del sistema, riducendo i costi di gestione e abbattendo in modo consistente le perdite idriche delle nostre reti, in modo da favorire la definitiva stabilizzazione delle tariffe. Secondo, che le risorse derivanti ai Comuni dal servizio idrico integrato, ovvero i canoni di concessione (che complessivamente ammontano a circa 24 milioni annui, al netto del rimborso dei mutui) e gli utili societari (pari anch'essi a circa 24 milioni annui, di cui il 60-65% distribuito ai soci pubblici delle aziende digestione) siano destinate al sostegno finanziario del processo sopra descritto e non siano più distolti dal settore dei servizi idrici".

[a cura di Chiara Bini - Toscana Notizie RT]

Lunedì 10 settembre è stato riavviato il servizio di gestione degli extraflussi e quindi delle autobotti degli operatori di autospurgo, come ha annunciato la scorsa settimana l'assessore all'Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni. Ciò significa che le ditte di spurghi per aziende e residenze private, possono riprendere a depositare i reflui di fogne private presso i depuratori toscani. Tutto ciò è stato possibile grazie all’attività di Cispel che ha coordinato i sette gestori del servizio idrico integrato. Infatti, Gaia, Acque, Publiacqua, Nuove Acque, Geal, Asa, Acquedotto del Fiora (a seguito della firma di un verbale d'intesa che dà attuazione all'ordinanza numero 2/2018 della Regione Toscana) hanno deciso di riattivare il sevizio di gestione degli extraflussi e quindi delle autobotti, contestualmente all'avvio dei conferimenti dei fanghi presso le piattaforme di trattamento.

"Questo - spiega Fratoni - consentirà di allentare la tensione che si è venuta a creare con i gestori di questo servizio importante per i cittadini. Rimane comunque da risolvere il problema dei depuratori che trattano sia i reflui civili che quelli industriali, come Prato e Lucca".

[a cura di AA]

Il Padule di Fucecchio viene rimodellato per permettere alla fauna di stazionare di nuovo qui e riprodursi. È stata tagliata la vegetazione e si sono cominciati a metà luglio gli scavi dell’alveo e la ricostruzione degli argini dei corsi d’acqua Fabbronese e Monaca-Righetti, vicini all’invaso del Coccio.
L'area del Padule di Fucecchio, in grande sofferenza negli ultimi anni a causa del graduale interramento di questi sottobacini che per la siccità estiva non portavano più acqua alla pozza lagunare, potrà quindi iniziare quel processo di miglioramento atteso ormai da anni, fondamentale per garantire la sopravvivenza di uno dei panorami naturali più importanti del nostro paese. Alle cause ambientali negli ultimi anni si erano sommate problematiche burocratiche che impedivano lo scavo e lo smaltimento dei materiali di risulta.

Una situazione complessa che la Regione Toscana si è impegnata a contrastare autorizzando, dopo un iter estremamente articolato, questo progetto che mira ad aumentare sensibilmente la portata d'acqua dei principali canali garantendo anche durante l'estate il deflusso minimo vitale: una chiara inversione di tendenza sia che dal punto di vista burocratico che ambientale. Contemporaneamente ai lavori di scavo, nella zona del Coccio dopo il taglio della vegetazione, seguito da una ripulitura dell'area dai rifiuti (numerosi nonostante la zona sia lontana da centri
urbani) effettuata dai volontari del Centro di Documentazione del Padule di Fucecchio, si è proceduto con la verifica dell'eventuale presenza di ordigni bellici inesplosi, senza trovare situazioni di rischio.
Da inizio agosto il Consorzio 4 Basso Valdarno ha provveduto anche all'attivazione degli ossigenatori. Il personale del CNR di Pisa, incaricato delle verifiche dei valori dell'ossigeno disciolto nell'acqua e della sua corretta distribuzione, ha effettuato le analisi lungo i canali di maggior rilievo (canale del Terzo, canale del Capannone e in
corrispondenza del Ponte di Cavallaia sul Canale Usciana), decidendo per la messa in funzione degli impianti posizionati a Porto allo Stillo, a Ponte Faini, a Torre e a Castelfranco.
Anche il progetto di messa a regime della depurazione per un ampio territorio della Toscana centrale, con la costruzione del cosiddetto tubone della Valdinievole, contribuirà ad alimentare d’acqua il Padule di Fucecchio, riportando la zona a una funzione ambientale di pregio e importanza.

[a cura di AA]

Fino a poco tempo fa i fanghi da depurazione civile venivano trasportati e smaltiti in Lombardia, perché non potevano essere usati in agricoltura come concime. Ma una sentenza del Tar ha vietato il trasporto fuori regione, per cui il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha firmato un’ordinanza che permetterà di superare l'emergenza smaltimento fanghi da depurazione civile.

L'ordinanza emessa dal presidente prevede (ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo 152/2006: “interventi in caso di eccezionali ed urgenti necessità”) un periodo di quattro mesi in cui questi rifiuti speciali dovranno essere accolti in quattro discariche toscane: Casa Rota a Terranuova Bracciolini, Gello a Pontedera, Cassero a Serravalle Pistoiese e Scapigliato a Rosignano Marittimo.

Ciascuna di queste quattro discariche sono obbligate ad accogliere 1.800 tonnellate al mese di fanghi provenienti dai depuratori civili della Toscana, che producono in media 10.000 tonnellate di fanghi al mese. Il tutto avverrà con un criterio di prossimità, cioè ciascuna discarica accoglierà soltanto i fanghi prodotti dai depuratori collocati nelle aree vicine. L'ordinanza prevede inoltre che lo smaltimento avvenga "riducendo il più possibile le eventuali pressioni ambientali legate ad emissioni di maleodoranze".
Nei quattro mesi di validità dell'ordinanza, vista la prescrizione dell'Arpat, si richiede ai gestori del servizio idrico integrato (SII) cioè dei depuratori che producono i fanghi, di "dare atto delle misure che i gestori del SII prevedono di mettere in atto o che hanno attuato con riferimento al trattamento dei fanghi finalizzato alla riduzione degli impatti ambientali". La Regione provvederà quanto prima a emettere un atto specifico affinché i gestori dei depuratori si dotino di impianti adeguati a pretrattare i fanghi prima che siano smaltiti.
I gestori dovranno quindi inviare mensilmente all'Arpat e alla Direzione ambiente della Regione una relazione in proposito.
In relazione alla discarica di Terranuova Bracciolini il conferimento dei fanghi viene posticipato a settembre "per evitare il periodo più critico legato alle alte temperature che possono favorire lo sviluppo di odori molesti".

[a cura di aa & Tiziano Carradori]

L’acqua potrebbe essere totalmente nelle mani pubbliche.
Questa è l’indicazione fornita all’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana da parte dei sindaci della conferenza territoriale 3, cioè dell’area metropolitana fiorentina, pratese e pistoiese, vale a dire il territorio regionale servito in massima parte dall’azienda di gestione del servizio idrico integrato Publiacqua. Quindi da un’azienda mista pubblico-privato si passerebbe a un’azienda di gestione pubblica, anche per dare definitiva attuazione alla volontà popolare del referendum del 2011. Inoltre, l’esperienza fatta in Publiacqua, con la gestione mista pubblico-privato, ha permesso alla parte pubblica di maturare competenze che possono farla procedere in autonomia. Ciò consentirebbe ai Comuni interessati di fruire direttamente e interamente degli utili derivanti dalle bollette.
Questa storica decisione nasce da lontano, ma ha preso corpo immediatamente dopo la presa di posizione del Sindaco di Firenze, Dario Nardella, che nelle settimane scorse ha dato una scossa politica, insieme al presidente della Regione Enrico Rossi. Anche tante voci di autorevoli esponenti del mondo dell’idrico si sono unite alla proposta, e i sindaci dell’area metropolitana si sono convinti che è giunto ormai il tempo di far tornare il servizio idrico integrato in house, cioè solamente in mani pubbliche.

Un altro elemento (discusso e deliberato stamani 26 luglio 2018 in Conferenza Territoriale 3) di grande impatto sulle famiglie toscane sarà l’approvazione (nel Consiglio Direttivo) della nuova tariffa pro-capite, cioè la possibilità per i nuclei familiari con più di tre componenti di beneficiare di scaglioni tariffari adeguati e risparmiare da circa 70 euro in su a famiglia sul costo della bolletta. L’accesso a tali benefici deve essere attivato direttamente dai cittadini che ne hanno diritto tramite autocertificazione.
Tutti i gestori toscani recepiranno questa direttiva a partire da domani. Si tratta quindi di un dato importante e positivo per gli utenti.
“Quest’ultima decisione è un grande vantaggio per le famiglie numerose e una notizia storica – ha detto il direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei – che dimostra la vitalità e lo spirito solidaristico del settore idrico e le capacità di governance dei sindaci toscani. Per la prima volta su tutto il territorio regionale, nonostante le differenze tra gestori, si forniscono agli utenti le stesse tariffe che contribuiranno a portare un po’ di sollievo economico alle famiglie numerose”.

[a cura di AA]

Il regolamento regionale toscano del 2008 che indica le “Disposizioni per la riduzione e l’ottimizzazione dei consumi di acqua erogata a terzi dal gestore del servizio idrico integrato” vieta e obbliga i cittadini a rispettare alcuni comportamenti virtuosi nei confronti dell’utilizzo di acqua potabile. Mentre la legge regionale 69/2011 dispone le funzioni di vigilanza e controllo del corretto utilizzo della risorsa idrica da parte dell’Autorità Idrica Toscana. L’unione di queste due norme serve a non sprecare acqua potabile e quindi a mettere in pratica il suo corretto utilizzo da parte di tutti i cittadini. Soprattutto nel periodo estivo, quando in alcune zone della regione si cominciano ad avvertire abbassamenti delle falde acquifere, serve mantenere atteggiamenti virtuosi nell’uso dell’acqua potabile, per cercare di risparmiarne più possibile. Segnaliamo, di seguito, gli illeciti amministrativi che sono sanzionabili con multe da parte dell’Autorità Idrica Toscana.

Divieto di prelevare acqua

  • da fontane alimentate dal pubblico acquedotto per usi diversi da quelli individuali, potabili e igienici, in questo caso non oltre 70 litri/giorno;
  • dagli idranti antincendio per scopi diversi;
  • dalle bocche d’innaffiamento di aree e giardini pubblici e dalle bocche predisposte per il lavaggio delle fognature.

Obbligo di dotazione dei dispositivi di limitazione del consumo

  • limitatori di portata e sistemi di interruzione automatica del flusso per le fontane pubbliche, escluse quelle di particolare pregio storico ed architettonico;
  • impianti di ricircolo per le vasche di arredo urbano e i giochi d’acqua in aree pubbliche.

Obbligo installazione dispositivi di limitazione negli edifici pubblici

  • sistemi di ottimizzazione e limitazione del consumo in tutti gli edifici pubblici, o privati aperti al pubblico, o destinati al pubblico servizio.

Limitazioni all’utilizzo della risorsa idrica per scopi irrigui

  • divieto di utilizzo per scopi irrigui connessi ad attività produttive;
  • divieto di utilizzo per irrigazione di orti e giardini superiori a 500 mq;
  • obbligo di installazione di sistemi di automazione per orti e giardini inferiori a 500 mq;
  • divieto di utilizzo per innaffiamento e irrigazione superfici adibite ad attività sportive.

Limitazioni all’utilizzo della risorsa idrica a fini privati

  • divieto di utilizzo per alimentare impianti di climatizzazione e impianti di qualsiasi altro tipo;
  • divieto di utilizzo per il riempimento di piscine private;
  • obbligo di concordare modalità e tempi di riempimento con il gestore del SII per le piscine destinate ad utenza pubblica;
  • obbligo di dotazione di impianti di ricircolo per le vasche d’arredo e i giochi d’acqua in aree private.

Limitazioni all’utilizzo della risorsa idrica per il lavaggio di automezzi

  • divieto di utilizzo per il lavaggio di automezzi nell’ambito di attività produttive diverse dallo svolgimento di servizi pubblici locali;
  • obbligo di richiesta all’AIT, nell’ambito di un’attività produttiva, per ottenere deroghe al divieto in caso di particolari condizioni: disponibilità di risorsa, impossibilità di utilizzare reti duali, impianti e tecnologie che consentano di non consumare più di 90 litri/autovettura.

Limitazioni all’utilizzo della risorsa idrica per lavaggio fosse biologiche

  • divieto di utilizzo per le operazioni di pulizia e lavaggio delle fosse biologiche.

 

In base alla legge regionale 69/2011 l’Autorità Idrica Toscana procede alle attività di vigilanza e controllo, con verifiche documentali mediante il proprio personale e avvalendosi anche delle polizie municipali e provinciali, per l’eventuale collaborazione nei controlli territoriali. La violazione dei sopraelencati obblighi e divieti comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro.

[a cura di AA]

Le famiglie che si trovano in situazioni socio-economiche disagiate possono usufruire delle agevolazioni tariffarie per i consumi idrici. Nel 2018 gli utenti in possesso dei requisiti richiesti, potranno presentare distintamente domanda di Bonus Sociale Idrico Nazionale e, nelle Regioni in cui è previsto, di Bonus Sociale Idrico Integrativo secondo la procedura individuata dal Comune di appartenenza.

BONUS SOCIALE IDRICO NAZIONALE 2018
Dal 1° luglio 2018 (fino a fine anno) le famiglie utenti diretti e indiretti del Sevizio Idrico che si trovano in situazioni socio-economiche disagiate possono usufruire, per i consumi idrici, delle agevolazioni tariffarie decise dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).

Requisiti
Il tetto annuale ISEE per il bonus sociale idrico nazionale è pari a 8.107,50 euro, limite che sale a 20.000 euro se si hanno più di 3 figli fiscalmente a carico.
Per gli utenti diretti, il bonus sociale idrico è riconosciuto a condizione che il contratto di fornitura idrica per il quale si richiede l’agevolazione sia intestato a uno dei componenti il nucleo ISEE e sia garantita la coincidenza:
1. della residenza anagrafica dell’intestatario del contratto di fornitura idrica con l’indirizzo di fornitura del medesimo contratto;
2. del nominativo e del codice fiscale dell’intestatario del contratto di fornitura idrica con il nominativo di un componente il nucleo ISEE.
Per gli utenti indiretti, il bonus sociale idrico è riconosciuto a condizione che sia garantita la coincidenza tra la residenza anagrafica di un componente il nucleo ISEE e l’indirizzo della fornitura condominiale di cui il medesimo nucleo usufruisce. Il nucleo ISEE in condizioni di disagio economico sociale, ha diritto al bonus sociale idrico con riferimento a un solo contratto di fornitura.

Come fare richiesta
Gli utenti diretti e indiretti che vorranno richiedere il bonus sociale idrico nazionale 2018 dovranno presentare domanda al proprio Comune di residenza o ai CAAF delegati dal Comune tramite la procedura SGATE.
La richiesta di ammissione alla compensazione per la fornitura idrica deve essere presentata congiuntamente alle richieste per l’ottenimento del bonus sociale elettrico e/o gas.
Ai fini della richiesta, l’utente interessato è tenuto a utilizzare l’apposita modulistica messa a disposizione sui seguenti siti internet: www.arera.it;  www.sgate.anci.it; oppure sui siti internet dei Gestori e su quello di AIT.
Qui i moduli da riempire http://www.autoritaidrica.toscana.it/gli-utenti/famiglie/agevolazioni-ta...

BONUS SOCIALE IDRICO INTEGRATIVO 2018 COMUNI DELLA TOSCANA
I nuclei familiari residenti nei Comuni dell'Autorità Idrica Toscana, che versano in condizioni socio-economiche disagiate (secondo ISEE), possono usufruire di una riduzione della spesa idrica annuale sostenuta dalle famiglie, nella misura prevista dai Bandi Comunali o di altro organismo istituzionale competente delegato dallo stesso Comune. Dal 2018 tali utenti sono individuati sulla base di un regolamento redatto da AIT e dai relativi bandi comunali. Per le date serve rivolgersi al proprio Comune.

Requisiti
Può richiedere l’agevolazione anche un componente del nucleo ISEE in condizioni di disagio economico sociale, purché la residenza anagrafica dell’intestatario del contratto di fornitura coincida con l’indirizzo di fornitura del contratto e almeno un componente sia intestatario del contratto di fornitura idrica domestica. Il nucleo ISEE in condizioni di disagio economico sociale ha diritto al bonus integrativo con riferimento a un solo contratto di fornitura.
I Comuni, o altro organismo istituzionale, potranno anche utilizzare criteri aggiuntivi, ad esempio per anziani ultrasessantacinquenni.

Come fare richiesta
Gli utenti che vorranno richiedere il bonus sociale idrico integrativo 2018 dovranno presentare domanda al proprio Comune di residenza o altro organismo istituzionale competente. Per i Comuni appartenenti al territorio di Arezzo (conferenza territoriale 4) direttamente al Gestore Nuove Acque. Per i Comuni appartenenti al territorio apuano, della Lunigiana, della Grafagnana e della Versilia (conferenza territoriale 1) direttamente al Gestore Gaia.
 

[a cura di AA – ha collaborato C. Dinetti]
Firenze, 27 giugno 2018

Dopo vari progetti di formazione del personale tecnico delle aziende del servizio idrico palestinese, progettati e sviluppati dall'Autorità Idrica Toscana (in collaborazione con la Regione Toscana e Confservizi Cispel), quest'anno è il COmune di Prato a farsi capofila di un progetto di cooperazione internazionale che vuole promuovere il trasferimento di competenze e buone pratiche nel settore delle acque reflue in Paestina. Questo è l'obiettivo di Waste Water Palestine (WWPAL) che con la prima missione in partenza a settembre permetterà a personale di Autorità Idrica Toscana, Publiacqua, Gida e Pin (con la supervisione dell'amministrazione comunale di Prato) di recarsi nei territori palestinesi per fornire le proprie competenze sulla gestione delle infrastrutture per il trattamento delle acque reflue.

Hanno presentato il progetto, nel Palazzo Comunale di Prato, il sindaco Matteo Biffoni insieme all'assessore alla Cooperazione Monia Faltoni, il vice presidente di Water Right Foundation Oliviero Giorgi, Alessandro Brogi presidente di Gida, il direttore di Autorità Idrica Toscana Alessandro Mazzei, Enrico Banchelli del Pin, Stefano Fusi di ANCI Toscana e il presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo.

Per questo progetto il Comune di Prato è l'unico comune toscano nel 2018 ad aver ottenuto i finanziamenti dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), l'ente nazionale preposto a promuovere iniziative di cooperazione internazionale con il quale il 7 marzo è stata ufficialmente sottoscritta la Convenzione per dare il via all'iniziativa Waste Water Palestine. Il legame della Toscana con la Palestina è storicamente noto, come ha fatto notare il direttore di Autorità Idrica Toscana Alessandro Mazzei. È infatti già dal 2013 che la Toscana supporta la Palestina sui temi idrici.

Nella realizzazione del progetto WWPAL, il Comune è capofila di un ampio partenariato composto da soggetti pubblici del territorio pratese, della Regione Toscana e dello Stato Palestinese: Provincia di Prato, ANCI Toscana, Water Right Foundation, Autorità Idrica Toscana, Confservizi CISPEL Toscana, GIDA S.p.A. (Gestione Impianti di Depurazione delle Acque), Pin Scrl - Polo Universitario "Città di Prato, Associazione dei Fornitori del Servizio Idrico Palestinese, Comune di Nablus, Servizio per la fornitura di acqua alle municipalità costiere, Associazione degli Ingegneri delle Acque Reflue Palestinesi, Consiglio Congiunto per la Gestione dei Servizi relativi all'Acqua e alle Acque Reflue di Jenin.

«Tra i tanti problemi che affliggono la Palestina, l'inefficienza del sistema idrico costituisce una parte abbastanza rilevante» ha commentato il sindaco matteo Biffoni. «Il nostro obiettivo è esportare le competenze delle eccellenze del territorio sperando di poter così contribuire ad appianare almeno una minima parte delle tensioni del territorio palestinese».

Il piano di lavoro, di durata biennale, prevede in un primo momento l'analisi effettiva della situazione e l'assistenza alla redazione del piano delle acque reflue in Palestina, la formazione allo staff delle aziende membri dell'Associazione dei Fornitori del Servizio Idrico Palestinese, l'invio in loco di tecnici altamente specializzati e l'approfondimento in aree pilota, al momento individuate nelle città di Nablus e Jenin, situate nella parte nord della Cisgiordania.

Il budget complessivo è di 910.000 euro. Il finanziamento da parte dell'AICS è pari a 728.000 euro, circa l'80%. 182.000 euro sono invece a carico dell'Amministrazione comunale e dei soggetti partner.

[a cura di AA e ufficio stampa Comune di Prato]

In alcune zone della Toscana, specialmente durante il periodo estivo, l’acqua potabile scarseggia. Lo scorso anno l’Autorità Idrica Toscana (AIT) dovette chiedere al presidente della Regione Toscana di dichiarare lo stato d’emergenza per la crisi idrica. Perciò ogni progetto per la ricerca di nuove risorse idriche, in particolare nelle zone di interesse turistico, è fondamentale per sopperire ai momenti di siccità e di crisi idrica. In questo senso, nel Comune di Orbetello, l’AIT aveva approvato mesi fa un progetto per la ricerca idrica denominato “Scarancione bis e ter”, a seguito di una conferenza dei servizi, in cui avevano dato parere favorevole tutti i partecipanti, compreso il Comune e la Soprintendenza.
Nel merito si sarebbero dovuti avviare i lavori per la ricerca sul terreno privato di un agriturismo, la cui società proprietaria ha fatto ricorso. A seguito delle rimostranze del proprietario del terreno la Soprintendenza, a distanza di oltre cinque mesi dalla chiusura della conferenza dei servizi dove si era deliberato l’avvio dei lavori, ha ritirato il proprio parere, rettificandolo in negativo, con riferimento alla compatibilità paesaggistica.
Allora l’Autorità Idrica Toscana ha fatto ricorso al TAR, al fine di sospendere il provvedimento in autotutela della Soprintendenza, cercando di avviare il progetto di ricerca della risorsa idropotabile.

Ma il TAR, a seguito dell’esame della questione, ha respinto la domanda di AIT. L’Autorità però non si è data per vinta, ritenendo assolutamente necessario provvedere a nuove ricerche per l’approvvigionamento idrico, anche in previsione del periodo estivo sempre siccitoso e vista la zona turistica che ogni anno durante i mesi estivi tra Orbetello e Monte Argentario vede crescere in maniera consistente la domanda di acqua da parte del numero crescente di abitanti e turisti. Così AIT ha proposto appello cautelare accolto dal Consiglio di Stato il 14 giugno scorso, dove il Consiglio di Stato ha “accolto l’appello di AIT ordinando al TAR la sollecita fissazione dell’udienza di merito e condannando la Soprintendenza e quindi il MIBAC alle spese del doppio grado di giudizio”.
Un successo per l’avvocatura di AIT (rappresentata in giudizio dagli avvocati Carmine Podda e Paola Diani) e soprattutto un successo per i cittadini, perché l’Autorità Idrica Toscana ha agito nell’interesse della collettività, cercando di garantire a tutti la risorsa idropotabile, non potendo ammettere sul territorio regionale la presenza di zone dove persistano periodi di emergenza idrica.
Infatti, è importante sapere che tali ricerche sono fondamentali e utili per l’approvvigionamento idrico di una zona che nel tempo ha sempre avuto problemi di disponibilità di risorsa potabile.

[a cura di AA]

 

Firenze, 15 giugno 2018

 

 

Questa mattina il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico ha rilasciato una dichiarazione in merito al tema dell'acqua: "Io lego la mia presidenza all'approvazione da parte del Parlamento di una legge sull'acqua pubblica che difenda questo bene essenziale e faccia rispettare la volontà popolare espressa dagli italiani col referendum del 2011". Così il presidente della Camera Roberto Fico partecipando a Napoli al convegno "Acqua bene comune. Il governo delle risorse idriche dopo sette anni dal referendum", organizzato dal professor Alberto Lucarelli del dirpatimento di Giurisprudenza dell'università degli Studi di Napoli Federico II.
"E' importante - ha spiegato Fico - non solo per tutelare l'acqua come bene di tutti ma anche per affermare un concetto
culturale e cioè che sull'acqua pubblica non si può fare profitto". Al suo arrivo all'università napoletana dove si tiene il convegno, Fico ha incontrato il padre comboniano Alex Zanotelli, storico esponente delle battaglie per l' acqua bene pubblico.

Il nuovo Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana (diventato da poco il vero motore della governance dell'acqua in Toscana) ha nominato suo presidente il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini.
I sindaci presenti hanno votato all'unanimità per Tambellini esprimendo un giudizio positivo e lusinghiero sulla persona, sul suo equilibrio e sulle sue capacità di ascolto e di decisione. Un ulteriore elemento positivo per la governance del servizio idrico regionale è il fatto che Tambellini è in carica come sindaco di Lucca da poco tempo e ha, quindi, quasi tutto il mandato comunale davanti. Perciò, per alcuni anni, la sua figura può diventare segno di stabilità e concretezza.
"Ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto esprimermi unanimemente il loro voto e la loro stima che ricambio - ha detto Alessandro Tambellini, appena nominato -. Lavorerò per la massima collegialità del nostro organo, perché dobbiamo scegliere tutti insieme una strada più semplice ed efficace per la forma di gestione del servizio idrico in Toscana, che prossimamente si troverà di fronte a scelte importanti, dove l'unitarietà gestionale potrebbe fornire maggiori risparmi per i cittadini e migliore capacità di investimento sui territori".

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha respinto il ricorso di alcuni proprietari di abitazione dell'isola di Giannutri che si erano riuniti in una class action amministrativa, con l’intento di dimostrare che le richieste di pagamento della tariffa idrica non erano dovute, e che il pessimo stato delle condutture idriche dell’isola dipendeva dalla cattiva manutenzione pubblica.

I ricorrenti, che si dichiaravano vessati dalla Pubblica Amministrazione, sono stati giudicati inadempienti nei pagamenti e il TAR ha riconosciuto la bontà dell'azione di mediazione portata avanti dal Comune di Isola del Giglio e da AIT tra cittadini e gestore (Acquedotto del Fiora), precedente al ricorso dei cittadini e, successivamente, efficace la linea difensiva degli Enti pubblici (per conto di AIT svolta dall’avvocatura interna).

Due anni fa fu stilato un protocollo d'intesa per risolvere la questione delle tubazioni idriche a Giannutri, in cui si dava la possibilità ai cittadini di pagare al gestore, in maniera dilazionata e in tempi accettabili, gli oltre 100mila euro di debiti accumulati fino a quel momento. Ma molti cittadini e il loro Consorzio Isola di Giannutri non accettarono la mediazione e anzi, fecero ricorso. Oggi quel ricorso si ritorce contro di loro, poiché i giudici del TAR hanno riconosciuto, come sostenuto da Comune, AIT e gestore, che le conduttore sull’isola di Giannutri sono private e quindi la loro manutenzione e il relativo costo spetta ai proprietari.
Ad oggi resta comunque aperto il tavolo di discussione presso la prefettura di Grosseto per risolvere il problema dei servizi idrici (acquedotto e fognatura) dell'isola di Giannutri. Grazie a questo tavolo, si potrà riprendere il dialogo tra i soggetti privati e gli enti pubblici, rappresentati dal direttore di AIT, Alessandro Mazzei, dal sindaco di Isola del Giglio, Sergio Ortelli, dal presidente di Acquedotto del Fiora, Emilio Landi e dall’ad Aldo Stracqualursi, i quali hanno sempre ribadito la volontà di ripartire dal Protocollo di Intesa, opportunamente aggiornato in base alla sentenza del TAR e a quelle attese per i prossimi giorni da parte del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche.

[a cura di AA]

Firenze, 24 maggio 2018

Ieri mattina si è tenuta una riunione dei sindaci della Val di Nievole, con i tecnici del gestore Acque e il vicepresidente Giancarlo Faenzi, insieme all’assessore regionale Federica Fratoni e al direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei. Il tema è stato il progetto del cosiddetto tubone della Val di Nievole che va a risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico e della parte della depurazione per un grande pezzo di Toscana centrale.
Un paio di anni fa è stata valutata favorevolmente dai sindaci dell’area, dalla Regione e dal Ministero la proposta di AIT e ACQUE di collegare i sistemi depurativi della Val di Nievole nel loro complesso al cosiddetto tubone Pieve a Nievole/Santa Croce, evitando la costruzione del nuovo depuratore a Ponte Buggianese, opera cha avrebbe avuto un forte impatto economico e ambientale. Infatti, sarebbe stato difficile realizzare un manufatto così grande in un’area umida e con criticità ambientali di vario tipo e con problemi di sicurezza idraulica. Questa nuova opera del tubone, che si compone del collegamento a Pieve a Nievole di tutti i principali sistemi depurativi sia della parte interna del padule sia della parte a nord (da Pescia a Pieve a Nievole), permetterà la depurazione ottimale presso il polo conciario dei reflui urbani garantendo coerenza e sostenibilità degli strumenti urbanistici sul territorio.

Il mantenimento del “deflusso minimo vitale”, cioè della portata di acqua interna al padule in termini di qualità e quantità di acqua da garantire in particolare nel periodo estivo, sarà fornita oltre che dalle opere idrauliche già previste dal Consorzio di Bonifica, anche dall’ottimizzazione dell’impianto esistente di Pieve a Nievole che garantirà, quando necessario, un refluo compatibile con gli obiettivi ambientali del padule, scaricando la medesima acqua che sarebbe derivata dal trattamento di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo depuratore.
Ad oggi l’accordo del cuoio, anche grazie alle operazioni di supporto tariffario e alla migliore allocazione delle risorse regionali sugli interventi, comincia a vedere aperto l’iter procedurale per la sua realizzazione. Alcune opere minori sono in corso o sono già terminate, ma l’opera principale, cioè il tubone (opera da quasi 40milioni di euro), è stata approvata nel 2017 dall’AIT e vedrà l’inizio del primo lotto di lavori entro al fine del 2018. Tale opera è già stata dimensionata per accogliere tutti i reflui della Val di Nievole. Altresì sono in fase di progettazione definitiva i rami di collettamento della parte interna del padule che permetteranno di dismettere i depuratori principali in funzione ormai obsoleti.

Il direttore dell’Autorità Idrica Toscana ha dichiarato: “Un migliaio di particelle di terreni di privati espropriate e anni di lavoro amministrativo: il fatto che ne siamo usciti senza problemi significa che il progetto è fatto bene, altrimenti sarebbe stato subito attaccato anche per un semplice esproprio. L’altra questione positiva è la virtuosa gestione del rapporto con i privati e con i cittadini svolto molto bene dagli amministratori del territorio. La fase economica è stata complicata, perché stiamo parlando c’è mezza Toscana: Valdinievole, Valdera, Valdelsa, Comprensorio del cuoio. Abbiamo su questo progetto 40 milioni di soldi pubblici da investire, perché a suo tempo come AIT chiedemmo di concentrare tutti gli investimenti pubblici su quest’opera. Se non avessimo preso questa decisione oggi non avremmo una soluzione positiva per un vasto territorio, ma tanti piccoli problemi. Ora serve che la gara per l’affidamento dei lavori sia fatta nel miglior modo possibile”.
“Siamo molto soddisfatti - commenta il vice presidente di Acque SpA, Giancarlo Faenzi - Finalmente vediamo compiersi un disegno strategico cullato a lungo. Grazie a questa grande opera pubblica, lasceremo in eredità alle nuove generazioni un moderno ed efficiente sistema di depurazione, che contribuirà a migliorare la qualità della vita dei cittadini e l’ambiente che ci circonda. Come gestore idrico, siamo impegnati a fondo per realizzare questo progetto, per realizzarlo bene e con tempistiche certe, in piena sinergia con tutti i soggetti istituzionali coinvolti”.

[a cura di AA] - Firenze, 17 maggio 2018

In assoluta controtendenza regionale, oggi a Lucca i cittadini possono tirare un respiro di sollievo. La Conferenza Territoriale ha approvato le tariffe del gestore lucchese GEAL per il 2018/2019 e l’esito è positivo, con una riduzione del costo della bolletta.
“Siamo soddisfatti del risultato lucchese – ha dichiarato il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei – perché dimostra che anche in Toscana, dove acquedotto, depurazione e fognature hanno un’ottima qualità del servizio e i costi sono sempre un po’ più alti, si può invertire la tendenza, pur per un territorio e per un periodo di tempo limitati”.

La diminuzione, rispetto al 2017 è del 3,5% e per i prossimi mesi non ci sarà nessun aumento, attestandosi così la tariffa sulla riduzione rispetto agli anni precedenti. GEAL è riuscita a ridurre alcuni costi di gestione e di investimento, in modo da far risultare le bollette meno care per i prossimi pagamenti. A giugno entrerà in azione anche la tariffazione misurata sul numero dei componenti familiari, per cui, recependo le indicazioni dell’autorità nazionale ARERA, saranno favorite, con riduzioni dei costi in bolletta, le famiglie più numerose.

Il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini ha spiegato che “la diminuzione della tariffa di Geal è un segnale positivo perché dimostra che il sistema regolatorio è gestito in modo chiaro e trasparente e che la società opera in modo efficiente. “Ora la priorità – ha proseguito il sindaco – è assicurare l’esecuzione degli investimenti, specialmente quelli che riguardano le estensioni della fognatura e il collegamento da Nozzano a Pontetetto: questa infrastruttura, il cui iter sta procedendo secondo i tempi, garantisce il superamento della più grande criticità che abbiamo sul territorio e pone le basi per la copertura fognaria nelle principali zone dell’Oltreserchio”.

Anche il presidente di Geal, Giulio Sensi e l’amministratore delegato Andrea De Caterini hanno affermato che “diversi elementi hanno contribuito a una contrazione tariffaria che per i cittadini è sicuramente una buona notizia. Il principale è un volume di acqua venduta maggiore di quello previsto, ma hanno inciso anche l’andamento degli investimenti e il contenimento dei costi che Geal mette in campo per assicurare una gestione del servizio idrico integrato efficiente e senza sprechi”.
 

[a cura di AA] - Firenze, 16 maggio 2018

Imperativo: ridurre i rifiuti. Quindi sviluppare nuove strategie eco-innovative e buone pratiche in grado di ridurre la produzione complessiva di rifiuti urbani e incentivare la corretta gestione, la raccolta, il riuso e il riciclo dei rifiuti nelle città turistiche. Queste strategie saranno sviluppate in 11 città pilota Firenze (IT), Nizza (FR), Lisbona (PT), Siracusa (IT), Copenaghen (DK), Kavala (GR), Santander (ES), Nicosia (CY), Ponta Delgada (PT), Dubrovnik - Neretva county (HR), Tenerife (ES) e i risultati saranno adeguatamente monitorati e disseminati in modo da facilitare il trasferimento in altre realtà.

Doggy bag, uso dell'acqua di rete, donazione di cibo in eccesso da parte di hotel e catering a fini di solidarietà sociale, istruzioni chiare in lingue diverse per fare la raccolta differenziata: sono le azioni contro lo spreco e a favore della riduzione di rifiuti targate Urban Waste, il progetto finanziato dal programma di ricerca europeo Horizon 2020 che adesso entra nel vivo.

E' stato firmato oggi l'accordo tra Regione Toscana (capofila), Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Alia Spa, Publiacqua Spa, e i principali portatori di interesse pubblici e privati, che dà il via alle prime quattro azioni "antispreco" e "riducirifiuti" che interesseranno il territorio fiorentino. Regione Toscana per le attività di coordinamento del progetto si è avvale della collaborazione dell'Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR spa).

Le 4 azioni:

1- Promozione dell'uso di Doggy Bags e prevenzione dello spreco ai buffet e nei ristoranti - Realizzata in collaborazione con le associazioni di categoria, l'iniziativa consiste nella definizione e promozione di un menù "Urban Waste" che preveda un menu bambino e/o le mezze porzioni, e che metta in evidenza quei piatti della tradizione che utilizzano "scarti" della cucina, come il pane raffermo. Allo stesso tempo la promozione dell'uso di doggy bag con la quale il cliente può portare via i propri avanzi da consumare successivamente.

2 - Promozione dell'uso di acqua di rete - Saranno valorizzate le fontane pubbliche del centro storico che saranno inserite nella mappa di progetto; saranno anche realizzate borracce con il logo "Florence Urban Water" che i turisti potranno ricevere come premio per aver utilizzato la APP di progetto. Saranno altresì individuati locali "Urban Waste" con acqua pubblica, cioè una rete di pubblici esercizi disponibili a fornire acqua di rete, identificabili mediante un apposito logo. Sarà Publiacqua a analizzare l'acqua di rete del pubblico esercizio rilasciando idonea documentazione da esporre nel locale.

3 - Istruzioni sulla raccolta differenziata in diverse lingue – Realizzata in collaborazione con Alia, l'azione riguarda la diffusione delle istruzioni per le modalità di conferimento dei rifiuti da parte di cittadini e turisti e per effettuare una corretta raccolta differenziata. In particolare verranno realizzati strumenti multilingue, e una WasteApp realizzata nell'ambito del progetto Urban Waste.

4 - Donazione di cibo da parte di hotel e attività di catering a fini di solidarietà sociale - Si pone come obiettivo principale la creazione di una rete "solidale" in grado di mettere in contatto donatori e beneficiari. Si vuole creare una filiera corta nella quale il cibo donato viene raccolto dalle associazioni sul territorio che lo smistano direttamente ai beneficiari finali, evitando il più possibile stoccaggi intermedi. Per questa azione è già stata avviata una sperimentazione in alcuni hotel del centro storico di Firenze .

Il progetto prevede una campagna di comunicazione rivolta ai turisti ma anche ai cittadini. Sarà inoltre realizzata una WASTE APP, attraverso la quale i turisti che realizzeranno alcune azioni virtuose sulla prevenzione e corretta raccolta dei rifiuti, otterranno dei punti che saranno poi convertiti in premi.

Urban Waste (finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020) vuole supportare i decisori politici per una gestione più sostenibile dei flussi di rifiuti prodotti dai turisti. Flussi turistici sempre più consistenti e spesso concentrati in determinati periodi dell'anno che rendono più complessa le sfide relative alla riduzione e a una migliore gestione dei rifiuti con cui le città devono confrontarsi. In seguito alla presentazione avvenuta nel 2017 e la costituzione di una "Comunità di pratica" promossa dalla stessa Regione, Urban Waste ha coinvolto i principali portatori di interesse sia pubblici sia privati.

[a cura di AA]

Da alcuni giorni si è costituito in maniera definitiva il nuovo Consiglio Direttivo dell’Autorità Idrica Toscana. Dopo l’aggiornamento e la revisione della legge 69/2011 che istituiva un’unica autorità regionale per il controllo e la regolazione del servizio idrico integrato, il Consiglio Direttivo, a differenza del passato, acquisisce il valore di organo e diventa il vero motore della governance dell’acqua in Toscana.

Fanno parte del nuovo Consiglio Direttivo due sindaci per ciascuna delle sei conferenze territoriali che rappresentano tutte le zone della regione.

Per la Conferenza 1 sono stati eletti i sindaci di Lucca e Viareggio; per la Conferenza 2 i sindaci di Pisa e Capraia-Limite; per la Conferenza 3 i sindaci di Firenze, Prato e Pistoia; per la Conferenza 4 i sindaci di Arezzo e Foiano della Chiana; per la Conferenza 5 i sindaci di Livorno e Piombino; per la Conferenza 6 i sindaci di Grosseto e Rapolano Terme.

L’assemblea dell’AIT ha ratificato le scelte indicate e adesso sarà compito dei primi cittadini dei comuni suddetti approvare gli atti fondamentali delle politiche dell’acqua in Toscana.

[a cura di AA]

Firenze, 7 maggio 2018

Lo hanno sperimentato a Torino, nelle condotte idriche di Parco Ruffini. Il test ha funzionato. Ma già in Toscana era stato utilizzato da GAIA per pulire le tubazioni dal tallio. Viene chiamato volgarmente il “siluro di ghiaccio”. È un cilindro rigido composto da sale e ghiaccio che spinto nelle tubazioni acquedottistiche a pressione pulisce i tubi da tutte le incrostazioni che nel tempo l’acqua deposita sulle pareti. Sono per lo più residui dei sali minerali presenti nell’acqua potabile stessa: ossidi di ferro e manganese, oppure di calcio. Non sono residui tossici o che pregiudicano la potabilità dell’acqua, ma possono in certi tratti ridurre il flusso. E comunque è sempre bene trovare soluzioni innovative per le manutenzioni e le pulizie periodiche degli acquedotti.

E questo “siluro di ghiaccio” sembra la scoperta dell’acqua calda. Invece di inserire nei tubi fili con spazzole o altro, si utilizza lo stesso elemento, l’acqua, ma portato sotto zero, questo pistone rigido risulta abrasivo sulle pareti dei tubi e così fa pulizia. È una tecnica innovativa che è stata messa a regime dalla Società Metropolitana Acque Torino (la Smat) e sembra risolvere molti inconvenienti meccanici di altri strumenti che venivano finora utilizzati per la pulizia.

Inoltre i tempi di manutenzione, col siluro, si riducono molto, rispetto alla chiusura della rete per le pulizie tradizionali.

Il costo di questa nuova tecnica è di 2mila euro a chilometro di condotta portata a pulito. È un esperimento che sembra poter essere utilizzato in molte zone del Paese.

[a cura di AA]

Firenze, 2 maggio 2018

Sono in arrivo trentadue interventi per oltre 37 milioni di euro di investimento, in favore della mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico e per la difesa della costa in tutta la Toscana. Prende il via il terzo atto integrativo “Accordo di programma 2010”, sottoscritto dalla Regione col Ministero dell'ambiente a dicembre dello scorso anno, che indica il presidente Enrico Rossi commissario di Governo responsabile dell'attuazione degli interventi. In linea con una delle priorità della politica regionale che punta alla difesa del suolo e alla salvaguardia dall'erosione costiera.

"Come abbiamo anticipato a dicembre in occasione della firma – ha detto l'assessore all'ambiente Federica Fratoni proseguiamo a impiegare materialmente risorse al ritmo di 100 milioni l'anno in opere per la difesa del suolo e la tutela dell'equilibrio idrogeologico del nostro territorio. Lo facciamo dal 2011, e fino ad oggi a questo scopo abbiamo investito qualcosa come 700 milioni di euro. Il pacchetto di interventi che parte oggi riguarda il pacchetto di opere per il 2018. Degli oltre 37 milioni, 27 provengono dal bilancio regionale. Si tratta di interventi importanti che riguardano lo scolmatore d'Arno per la messa in sicurezza di Pisa, le zone alluvionate di Livorno, interventi su Frigido in Lunigiana. Si tratta di opere che interessano otto delle dieci province della Toscana. Non è facendo una grande opera che si risolvono i problemi, ma intervenendo su tutto il territorio, con opere pubbliche che mettano in sicurezza i cittadini".

In particolare:

Massa-Carrara – Mitigazione del rischio frana sulla valle del Frigido (2 milioni e 200mila euro); stabilizzazione e consolidamento di movimenti franosi che interessano l'abitato di Patigno nel comune di Zeri (500mila euro); stabilizzazione e consolidamento di movimenti franosi che interessano il cimitero di Patigno e al Borgo di Noce, nel comune di Zeri (500mila euro); stabilizzazione e consolidamento di movimenti franosi che interessano la chiesa di san Lorenzo nel comune di Zeri (500mila euro); interventi di ripristino della viabilità comunale e del movimento franoso a Carrara (700mila euro); opere di ripristino e miglioramento del dissesto idrogeologico nel comune di Bagnone (200mila euro); adeguamento strutturale e idraulico delle sezioni del torrente Ricortola dall'attraversamento della ZIA fino allo sbocco a mare (2 milioni e 500mila euro); intervento di adeguamento strutturale eidraulico delle opere arginali in destra e sinistra idraulica del fi ume Frigido (1 milione e 500mila euro); opere di consolidamento degli argini e cassa di colmata ex lago di Porta nel comune di Montignoso (530mila euro).

Livorno – Sistemazione morfologica della spiaggia di Vada (1 milione e 850mila euro); primo stralcio dei lavori di adeguamento dell'alveo, casse di espansione e argini del torrente Ugione e degli affluenti nel comune di Collesalvetti (500mila euro); primo stralcio realizzazione della cassa si espansione sul torrente Tanna nel comune di Collesalvetti (580mila euro); adeguamenti idraulici e nuove opere sul torrente Morra nei comuni di Collesalvetti e Fauglia (2 milioni di euro); adeguamento delle sezioni idrauliche del fosso Cateratto nel comune di Collesalvetti (1 milione e 800mila euro); potenziamento dell'impianto idrovoro del fosso Cateratto (lotti 1 e 2) nel comune di Collesalvetti (1 milione e 800mila euro); realizzazione delle casse di espansione del fosso Cateratto nel comune di Collesalvetti (600mila euro).

Pistoia – Lotto 3 della Cassa di espansione sul torrente Stella nel comune di Quarrata (5 milioni e 250mila euro); consolidamento e adeguamento e mesa in sicurezza delle difese idrauliche dei torrenti Brana e Stella nei comuni di Pistoia, Quarrata e Agliana (4 milioni e 400mila euro); interventi di mitigazione del rischio idraulico e realizzazione dell'area di laminazione a Podere Senice su torrente Senice nel comune di Quarrata (1 milione e 468mila euro); opere di manutenzione straordinaria al reticolo idraulico scolante per stabilizzazione della frana attiva nel comune di Pistoia (350mila euro); secondo lotto di completamento per la messa in sicurezza del paese di Vellano nel comune di Pescia (850mila euro).

Lucca – Consolidamento di una porzione di versante in frana a Lucca (965mila euro); opere di messa in sicurezza del movimento franoso attivo sul versante tra il cimitero e Chiatri nel comune di Lucca (750mila euro); Consolidamento del versante su strada comunale delle Pianelle nel comune di Fabbriche di Vergemoli (165mila euro).

Pisa – Secondo lotto di lavori per l'adeguamento idraulico del canale Scolmatore (arginature) (14 milioni di euro); adeguamenti idraulici e nuove opere sul torrente Morra nei comuni di Collesalvetti e Fauglia (2 milioni di euro).

Arezzo – Consolidamento del versante di sottoscarpa della sc Montermarciano nel comune di Terranuova Bracciolini (328mila euro); secondo stralcio dei lavori di intervento per la sistemazione morfologica e la mitigazione del rischio idraulico nel comune di Laterina (245mila euro).

Grosseto – Primo lotto della realizzazione di opere di contenimento delel acque a monte della strada comunale di Montorgiali nel comune di Scansano (60mila euro); secondo lotto della realizzazione di opere di contenimento delel acque a monte della strada comunale di Montorgiali nel comune di Scansano (60mila euro).

Firenze – Recupero e consolidamento di un versante di dissesto nel comune di Londa (215mila euro); primo stralcio degli interventi di consolidamento del versante in frana nel comune di Reggello (380mila euro).

[a cura di AA e Chiara Bini]

Passata Pasqua riparte inesorabilmente la stagione turistica della costa e delle isole toscane, insieme all’agriturismo rurale e a quello delle città d’arte. Fino a settembre inoltrato, secondo lo schema classico, salirà la domanda di risorsa idropotabile anche in realtà territoriali che ne hanno scarso capitale accantonato in riserve idriche.
Serve allora ricominciare le buone pratiche di limitazione dell’uso dell’acqua. Serve non sprecare acqua potabile per innaffiare orti e giardini o, peggio, per lavare l’automobile. Questo tipo di raccomandazioni sono indicate anche da moltissime strutture ricettive che scrivono nelle camere degli hotel o dei BnB di “non sprecare acqua” o di “non usare una sola volta gli asciugamani a disposizione” per evitare lavaggi continui in lavatrice (con evidente spreco di risorsa idrica), è molto apprezzato dai turisti stessi, soprattutto tedeschi, olandesi, francesi e svedesi, ma anche italiani. Tutti quanti, quindi, devono cominciare a fare la loro parte per la salvaguardia di un bene primario e comune come l’acqua.

Il mensile “CanaleEnergia” ci segnala a proposito di turismo risorse la singolarità e l’autonomia dell’isola di Capraia che con un utilizzo strategico di risorse e con desalinizzatore e produzione autonoma di energia riesce, ogni estate, a restare attiva e indipendente dal continente, con produzione in proprio di energia, smaltimento di rifiuti e trattamento per acque potabili. Un buon esempio di virtù ed efficienza, anche nel settore idrico.

[a cura di AA]

La giunta regionale ha approvato lo schema di accordo che rende operativa la legge (14/2014) che disciplina la governance dell'invaso. Insieme alla Regione lo firmeranno anche l’Autorità Idrica Toscana, il Comune di Barberino di Mugello e Publiacqua.
Grazie a questo accordo ognuno dei firmatari assume una specifica funzione. In particolare, la Regione con l’accordo avrà la proprietà delle sponde che ancora oggi appartengono ai Comuni che all'epoca formavano il consorzio che eseguì l'opera. Il Comune di Barberino avrà la competenza della valorizzazione turistico-ambientale, il gestore del servizio idrico, cioè Publiacqua, avrà la gestione della risorsa idrica, e sarà sotto il controllo di AIT.
"Con questo accordo - ha detto il presidente Enrico Rossi - comincia un nuovo corso di un'opera fondamentale per la Toscana. L'invaso di Bilancino oggi accresce e migliora la sua funzione di utilità sociale. Oltre che essere una riserva faunistica importante per il turismo locale il lago è un'infrastruttura strategica che garantisce l'approvvigionamento idrico-potabile dell'area geografica di Firenze, Prato e Pistoia e di parte del Valdarno, riduce il rischio di esondazione dell' Arno e ne migliora la qualità delle acque. Siamo perciò soddisfatti di assumere, con questo accordo, la proprietà delle sponde dopo un lavoro impegnativo che contemporaneamente dà il via a una governance che, come aspettiamo da tempo, potrà garantire a questa opera una gestione efficace e la valorizzazione che merita".

"Un accordo molto atteso che arriva dopo quasi 4 anni di tavoli istituzionali – commenta il sindaco di Barberino, Giampiero Mongatti - un lavoro che ha permesso di individuare punto per punto tutte le necessità dell'invaso di Bilancino, sbloccando di fatto una complessa situazione che si era intrecciata su se stessa. Oltre alle risorse finanziarie l'accordo prevede, entro il 2019, la piena titolarità dell'area per il Comune di Barberino, attraverso l'acquisizione della proprietà condizione che permetterà anche agli investitori privati di vedere finalmente nel nostro lago un'opportunità imprenditoriale. Un periodo di tempo molto utile per noi – continua il sindaco - che utilizzeremo per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Un grazie dunque a Regione Toscana, Publiacqua e Autorità Idrica nonché agli uffici comunali per l'estrema disponibilità e per aver condiviso con noi spirito ed intenti di un'operazione di cui sicuramente gioverà tutto il territorio del Mugello".
Al Comune viene affidata la concessione delle sponde sopra la quota di massimo invaso e solo successivamente, cioè una volta completata la sistemazione catastale, il Comune avrà la piena proprietà. Fino a quel momento Regione e Publiacqua finanzieranno il Comune che si dovrà occupare della manutenzione ordinaria e straordinaria.

[a cura di AA e Chiara Bini]

L’Autorità Idrica Toscana saluta e festeggia la Giornata Mondiale dell’Acqua che ogni anno è un omaggio e un avviso sui temi della risorsa idrica, la nostra risorsa indispensabile. In occasione del #WWD2018 cioè il World Water Day, l’Autorità regionale ricorda a tutti i cittadini toscani che gli investimenti effettuati su gran parte del nostro territorio sono serviti a risolvere alcuni problemi gravosi, primo quello dell’emergenza idrica.

Il 2017 è stato l’anno più siccitoso dell’ultimo secolo – dice il direttore Alessandro Mazzeie la crisi che abbiamo dovuto affrontare è stata grave. Per fortuna l’AIT aveva messo a punto un sistema di monitoraggio delle falde acquifere che ci ha permesso di conoscere con anticipo la situazione e di poter intervenire per tempo. Se oggi possiamo finalmente affermare che la crisi idrica è alle nostre spalle non è soltanto perché è piovuto abbondantemente, ma perché nel 2017 abbiamo fatto tutte le opere necessarie a sfruttare efficacemente l’acqua a disposizione”. Serve e servirà quindi attrezzare i nostri territori per affrontare sempre più il cambiamento climatico in atto. Per farlo serve proseguire sulla strada degli investimenti preventivati che comprendono opere di importanza capitale in alcune zone della Toscana.

Un altro argomento che preme ad AIT è il tema della tutela dell’ambiente, nello specifico del settore depurazione che in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante in Toscana, proprio grazie all’impegno che AIT ha preteso dai gestori, con aumenti consistenti degli investimenti in opere di raccolta e depurazione che ci consentiranno di evitare le procedure di infrazione (cioè le esose multe dell’Unione Europea).

La Giornata mondiale dell’Acqua 2018 è quindi un’occasione per ribadire che il sistema toscano della regolazione e della gestione del servizio idrico integrato è tra i più avanzati, proprio per la costanza negli investimenti e per l’attenzione alla qualità del servizio erogato e al contrasto intelligente dei cambiamenti climatici.

[a cura di AA]

Firenze, 22 marzo 2018

Era da primavera dello scorso anno che si facevano i conti con la scarsità d’acqua, ma adesso, dopo le intense piogge delle ultime settimane, la Toscana sta uscendo progressivamente dalla siccità, proprio grazie agli effetti positivi delle precipitazioni sopra le medie dell’ultimo periodo. Con marzo si chiude, quindi, lo stato di emergenza idrica regionale emanato da giugno 2017. Questa decisione è stata presa nell'ultima cabina di regia (alla quale erano presenti oltre alla Regione e all’Autorità Idrica Toscana anche Lamma, Arpat e Anci) istituita per monitorare e gestire l'emergenza regionale della crisi idrica.

L'analisi dei dati pluviometrici, della portata fluviale, dei livelli delle falde e degli invasi sul territorio regionale hanno evidenziato che:
- relativamente al quantitativo di pioggia complessiva caduta negli ultimi 13 mesi, si registra una riduzione complessiva del deficit. Pure questo permane su parte delle province toscane, limitatamente al confronto con il periodo siccitoso 2012/13, in modo più significativo per le province di Grosseto e Siena, mentre in maniera minore per Arezzo, ma da un confronto tra la
pioggia mensile registrata a febbraio 2018 e le precipitazioni medie del mese (calcolate sul trentennio 1988-2017), c'è un surplus di pioggia sulla maggior parte del territorio regionale, con valori di eccedenza stimabili intorno al 60% (corrispondenti a circa 50-55 mm di pioggia in più);
- per quanto riguarda le portate medie mensili dei fiumi, sono tutte molto prossime al valore medio del periodo e in molti casi anche superiori. Dal punto di vista del bilancio idrico complessivo, negli ultimi mesi, si registra un trend positivo su tutto il territorio;
- bene anche le falde. Dall'analisi dei livelli, si evince una generale tendenza al miglioramento della situazione. Su un totale di 50 stazioni esaminate, solo un quarto mostrano valori più bassi rispetto ai valori medi del periodo. Si rilevano criticità localizzate agli acquiferi della zona del Monte Amiata, che si presume però siano in via di risoluzione in considerazione delle precipitazioni del mese di marzo e della presenza di un consistente manto nevoso sulle sommità;
- infine, i livelli degli invasi mostrano, rispetto ai livelli di fine 2017, un generale concreto incremento dei volumi immagazzinati: l'invaso di Bilancino è al 92 % del massimo volume di riempimento, situazione analoga per l'invaso di Montedoglio. Gli invasi di Levane e La Penna nel complesso sono al 40%; in risalita il complesso degli invasi del bacino del Serchio che passa dal 17% a circa il 53%.

Anche fronte di questi dati postivi e confortanti per la prossima stagione calda, continuerà comunque il lavoro della cabina di regia e il monitoraggio della disponibilità della risorsa, così da elaborare un report che aggiorni la situazione al 30 aprile 2018 e restituisca anche uno scenario di prospettiva per il resto del 2018.

[a cura di AA e Chiara Bini]

La Regione Toscana ha coordinato e presentato una serie di iniziative per il prossimo 22 marzo, Giornata mondiale dell'acqua 2018. "Un'occasione di sensibilizzazione importante, che si rivolge a più generazioni e parte dalle scuole e coinvolge anche il resto della società, comprese grandi eccellenze toscane". Così l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni ha sottolineato l'importanza educativa dell'evento fissato dall'Onu e celebrato da Publiacqua e Water Right Foundation con un'intera settimana di iniziative, che vanno dai laboratori nelle scuole alle viste agli impianti idrici (tra cui l'Anconella e la Carraia a Firenze, Prombialla a Pistoia), al coinvolgimento di eccellenze culturali della toscana come il Centro per l'arte contemporanea Pecci a Prato o il Museo delle Terre Nuove a San Giovanni Valdarno, la biblioteca Terzano Terzani di Campi Bisenzio, Fondazione Toscana Spettacolo, la Compagnia TPO ed altre importanti realtà.

"Con questa giornata - ha aggiunto l'assessore - cogliamo l'opportunità di far conoscere e divulgare messaggi positivi riguardo una risorsa fondamentale per la nostra vita. La lotta contro lo spreco dell'acqua è un messaggio importante e trasversale, comune a tutte le istituzioni che a vario titolo si occupano della gestione dell'acqua e del bene pubblico".

Clicca qui per leggere il programma della settimana di iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale dell'acqua

< http://webrt.it/4yqi>

[a cura di AA]

L’Ansa riporta la notizia segnalata dai Consorzi di Bacino, per cui l’aumento delle temperature può portare a tracimazioni importanti, mentre non sembra risolversi la questione della crisi idrica in molte parti del Paese. Al Nord Italia tutti i grandi laghi restano sotto la media stagionale, con i bacini d'Iseo (cm. -6,0) e di Como (cm. -16,3) sotto lo zero idrometrico. Non va meglio al Sud, dove i bacini segnano livelli largamente inferiori a quelli degli anni scorsi. Lo rivela l'Anbi, l'associazione nazionale dei consorzi di bacino, in un comunicato.

La situazione più preoccupante è in Sicilia, dove i principali invasi contengono poco più di 89 milioni di metri cubi d'acqua, contro gli oltre 400 di un anno fa e addirittura i quasi 593 del 2010. In Basilicata sono disponibili quasi 296 milioni di metri cubi d'acqua, ma erano circa 390 lo scorso anno ed oltre 711 nel 2010.

In Puglia, le  risorse idriche invasate sono  poco più di 206 milioni di metri cubi, contro i quasi 344 dello scorso anno e gli oltre 337 del 2010. In Sardegna risultano disponibili circa 713 milioni di metri cubi d'acqua, mentre 12 mesi fa erano più di 1.160 e a fine Febbraio 2010 erano 1.436.

Nonostante gli invasi sotto il livello, il timore dell'Anbi è che l'innalzamento delle colonnine di mercurio comporti un repentino scioglimento delle abbondanti quantità di neve cadute questo inverno e che, riversandosi nei corsi d'acqua, aumentino il rischio di tracimazione a valle. Per questo, scrivono i Consorzi, "si sta provvedendo agli interventi ed alle manovre idrauliche, atte a contenere tale pericolo".

"E' in situazioni come queste - commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell'Anbi - che più si avverte la mancanza di un'adeguata rete di invasi, capace di trattenere la risorsa idrica per i periodi di bisogno, riducendo al contempo il pericolo delle piene fluviali. La sfida che la Pubblica Amministrazione deve far propria e vincere nel Paese, è quella di tradurre in cantieri le risorse in bilancio, che inefficienza e ritardi nelle procedure rischiano fortemente di vanificare".

 

[a cura di AA]

Dal 1 marzo 2018 è attivo lo Sportello del Consumatore Energia e Ambiente, visibile al seguente link ( http://www.sportelloperilconsumatore.it/) e contattabile al numero verde 800 166 654.

Allo Sportello possono rivolgersi per esprimere segnalazioni e richieste di informazioni tutti gli utenti dei servizi idrici toscani. Per i reclami bisogna seguire la procedura telematica prevista entrando nelle pagine dello Sportello del Consumatore. Tutte le istanze devono essere presentate in modalità telematica, dopo aver effettuato una registrazione on-line e creato un nome utente e una password personali. 
Le segnalazioni semplici non avranno risposta.
I gestori sono tenuti a fornire riscontro usualmente entro 20 giorni lavorativi alle richieste di informazioni inoltrate loro dallo Sportello (massimo 2 solleciti). E hanno tempo 10 giorni lavorativi alla richiesta di completamento della risposta. 

Lo Sportello del Consumatore Energia e Ambiente è un servizio fornito dall’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente (ARERA) e dal 1° luglio si occuperà delle modalità di svolgimento del tentativo di conciliazione per le controversie insorte tra utente e gestore del Servizio Idrico.
Sono però escluse le controversie che riguardano esclusivamente profili tributari o fiscali, per le quali sia intervenuta una prescrizione ai sensi di legge, e altre segnalate nel sito di ARERA.

[a cura di AA]

L’Italia sta precipitando sotto una coltre di neve. Da giorni annunciato, è arrivato il Burian, dalle steppe siberiane, portando con sé temperature sotto lo zero. In questi giorni avremo un notevole abbassamento delle temperature, soprattutto di notte. Saranno interessate in massima parte le zone montuose dell’Appennino e dell’Amiata e le colline interne della nostra regione. Saranno quindi coinvolti soprattutto i territori serviti dai gestori Nuove Acque, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, ma anche alcune zone gestite da Acque e Gaia potranno essere interessate dai fenomeni di gelate notturne.

L’Autorità Idrica Toscana raccomanda gli utenti di proteggere i contatori dell'acqua con materiali isolanti o con stracci di lana, per evitarne la rottura a causa del gelo (dato che il contatore è sotto la responsabilità dell’utente e un’eventuale sostituzione sarebbe a suo carico). Si consigliano anche i controlli alle seconde case che spesso restano disabitate durante l’inverno, perché sempre a causa delle bassissime temperature, si potrebbero verificare danni a tubazioni interne e termosifoni. Un modo per non far ghiacciare le tubazioni è quello di mantenere aperto il rubinetto, permettendo un flusso minimo di acqua corrente. Mentre nel caso dei contatori si possono coprire con dei panni di lana.
 

[a cura di AA]

Siccità e crisi idrica: proseguono gli interventi sul campo per migliorare il sistema di approvvigionamento nelle zone più critiche della regione e scongiurare emergenze come quella del 2017. Oggi in una riunione convocata a Firenze dal presidente della Regione, presenti gli assessori all’ambiente e all’agricoltura, il direttore dell’Autorità Idrica Toscana e i presidenti dei consorzi di bonifica e di Anbi Toscana (Associazione Nazionale delle Bonifiche e delle Irrigazioni), si è fatto il punto sulle opere in corso di realizzazione e si è discussa una prima bozza del piano strategico da mettere a punto per contrastare le future crisi idriche.

Il presidente ha sottolineato l’esigenza di tenere ben alta la guardia su questa tematica visto che i mutamenti climatici renderanno sempre meno eccezionali e sempre più cicliche le annate siccitose. Servirà dunque un equipaggiamento infrastrutturale adeguato al fine di salvaguardare naturalmente le esigenze di tutti i cittadini ma anche un comparto fondamentale per la nostra economia, come quello agricolo.
Per il settore idropotabile – ha dichiarato il direttore di AIT, Alessandro Mazzeiserve molta cautela nell’uso della risorsa da parte di tutti. E comunque, con l’approvazione in Consiglio Regionale della nuova legge 69, che introduce il fondo destinato agli interventi strategici per contrastare l’emergenza idrica, si apre una fase nuova. Infatti, con l’elenco delle opere individuate dall’analisi di AIT e della Regione si cominciano ad attivare interventi risolutivi per le principali aree che hanno subìto in questo anno passato la crisi idrica”.
Attualmente in varie aree della Toscana sono aperti cantieri per realizzare le opere urgenti previste a seguito dell’emergenza scattata dall’estate 2017: sono 44 gli interventi già completati o in fase di realizzazione per quasi 4,5 milioni di euro
C’è poi una seconda tranche di interventi che inizialmente erano previsti entro il 2020 e che invece saranno anticipati al 2018 per mettere al sicuro alcune aree che avevano mostrato criticità (per esempio nel Chianti fiorentino). 
La parte centrale della riunione è stata però riservata a come affrontare nel modo migliore gli scenari futuri di medio-periodo: è stata presa in esame e discussa la prima bozza di un masterplan che dovrà contenere gli interventi da realizzare nei prossimi dieci anni per aumentare l'efficienza della rete idrica e quindi la capacità di autodifesa rispetto ai periodi siccitosi. Il masterplan già in questo prima elaborazione ipotizza le opere da realizzare per approvvigionamento a fini idropotabili. È necessario invece un ulteriore approfondimento per avere un lavoro analogo in relazione alle opere irrigue: a tal fine servirà il lavoro di mappatura dei bacini utilizzabili che è in fase di completamento. Per stabilire anche in questo caso il piano di azione da realizzare perché l’agricoltura possa fronteggiare i periodi siccitosi sarà creata una cabina di regia che entro l’estate dovrà completare il suo lavoro. 

(a cura di AA e Massimo Orlandi)

È legge. È stata approvata la revisione della Legge Regionale 69/2012. È una revisione della governance del sistema idrico toscano, per garantire maggiore operatività e superare le criticità emerse nell'applicazione della legge istitutiva dell'Autorità idrica toscana (Ait). Lo prevede una proposta legge approvata il 13 febbraio scorso a maggioranza dal Consiglio regionale. A favore il gruppo Pd, e contrarie le opposizioni.

Le modifiche, è stato spiegato, rivedono l'organizzazione amministrativa dell'AIT e adeguano la normativa regionale a quella nazionale in tema di tariffe. Per finanziare interventi di interesse regionale, Ait istituirà un fondo dedicato, alimentato da una componente tariffaria e da eventuali risorse pubbliche. Nel provvedimento sono contenute anche alcune disposizioni sul coordinamento delle gestioni in essere del servizio, per la realizzazione degli interventi strategici.

Secondo le ultime stime, la città sudafricana di Cape Town finirà l’acqua il 12 aprile. Se il “Day Zero” si avverasse come previsto, sarà la prima metropoli moderna a finire completamente a secco. Cape Town, con i suoi quattro milioni di abitanti, è una delle tre capitali del Sud Africa ed è una città di mare, ma l’acqua salata dell’oceano non si beve. L’emergenza è stata ampiamente prevista. Dipende da molti fattori: la rapida crescita della città, il clima arido, un periodo di eccezionale siccità, il riscaldamento globale, l’ira di Dio e una buona dose di superficialità politica.

Cape Town si serve di un sistema di sei grandi invasi che in passato sono stati sufficienti a coprire il fabbisogno idrico. Ad ora, sono al 13,7% della capacità piena. Al ritmo di consumo attuale, non dovrebbe più esserci una goccia d’acqua recuperabile già nella prima metà d’aprile. La reazione nel tempo alla crisi in arrivo è stata quella della società moderna: ampi flussi di demagogia e tentativi di fissare la colpa, la commissione di studi su futuribili progetti di alta ingegneria e tanta comunicazione sociale per convincere il pubblico a ridurre i consumi—e a dimostrare che l‘emergenza fosse “sotto controllo”. La Presidente della provincia di Cape Town, Helen Zille, ha fatto sapere che lei, personalmente, si lava il meno possibile, non più di tre volte alla settimana. Sfortunatamente, non si è potuto fare nulla invece per ampliare l’approvvigionamento dell’acqua. I budget erano stati già dedicati ad altri importanti progetti “d’impatto sociale” come la promozione turistica e l’arredo urbano.

Gli aiuti del Governo centrale sono mancati. La risposta più promettente, la costruzione di un impianto per la desalinizzazione dell’acqua di mare, è stata giudicata troppo cara. Il Comune intanto ha invitato i cittadini a non consumare più di 50 litri d’acqua al giorno ciascuno— circa tre sciacqui del water, supponendo che non se ne beva e non ci si lava. Gli amministratori pubblici si lamentano però della scarsa collaborazione—il Sindaco, Patricia de Lille, dice che il 60% degli abitanti usa ancora troppa acqua e che: “Non possiamo più chiedergli di consumare meno, glielo dobbiamo imporre con la forza”. Al momento il piano di emergenza per quando l’acqua non scenderà più dai rubinetti è di stabilire 200 punti di distribuzione in tutta la città dove i residenti potranno affluire per riempire le loro bottiglie e taniche di plastica da portare a casa—ma non oltre 25 litri a testa. Siccome l’accesso potrebbe essere “disordinato”, è previsto che i punti saranno protetti dall’esercito.

L’OMS considera invece che il minimo fabbisogno giornaliero umano sia di circa 30 litri d’acqua a persona per garantire non solo la reidratazione ma anche per cucinare, per le pulizie e per un minimo d’igiene personale—ma se non c’è, non c’é. Ogni abitante di Cape Town—anziani compresi—potrà trascinarsi a casa, quotidianamente, 25 kg d’acqua. Un fatto di cronaca riassume elegantemente tutto l’ambaradan: la multinazionale della birra SABMiller (“Peroni” in Italia) ha annunciato che al Day Zero distribuirà gratuitamente alla popolazione 12 milioni di bottiglie—marroni, ma “etichettate per evitare confusione”— di acqua da 0.75 cl. Il messaggio, neanche tanto subliminale, parrebbe: “Che ci frega dell’acqua, abbiamo ancora la birra”.

[di James Hansen – tratto da “Nota Diplomatica – Real Geopolitics”]

Gli ultimi giorni del 2017 sono stati ricchi di provvedimenti che, a vario titolo, interessano il servizio idrico integrato e introducono importanti novità nella regolazione dei principali settori di pubblica utilità. Innanzitutto, la Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) introduce significative novità in merito all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), alla quale vengono assegnate nuove funzioni anche in materia di ciclo di rifiuti urbani e assimilati e la cui denominazione, anche a causa delle nuove funzioni, viene modificata in Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). Le importanti modifiche introdotte dai commi 527-530 dell’art. 1 della Legge di Bilancio prevedono, tra l’altro, l’ampliamento del numero dei componenti del collegio dell’Authority, che da tre passano a cinque, e il cui imminente rinnovo dovrà tener conto delle nuove norme entrate in vigore il 1/1/2018.

L’estensione delle competenze dell’Autorità anche al settore dei rifiuti appare quanto mai opportuna, alla luce delle gravi difficoltà in cui versa la regolazione, estremamente frammentata, disomogenea e in molti casi addirittura assente, nel campo dei rifiuti urbani e assimilati e alla luce della positiva esperienza maturata dall’AEEGSI nel settore idrico, altro servizio pubblico estremamente delicato e importante per la qualità della vita delle comunità locali. Appare lecito attendersi che l’arrivo dell’ARERA come autorità di regolazione nel settore dei rifiuti porterà gli stessi benefici che si sono registrati nel settore idrico, a condizione che, anche in questo caso, si riconosca l’importanza della regolazione locale (svolta dagli Enti di Governo di ambito) e che la regolazione locale si faccia trovare pronta, sia dal punto di vista istituzionale (con Enti istituiti e funzionanti) sia dal punto di vista tecnico e professionale, con capacità e personale all’altezza di un sistema di regolazione che dovrà necessariamente essere più complesso e articolato. Ma le novità che si sono registrate negli ultimi giorni del 2017 non riguardano solo l’istituzione dell’ARERA, bensì coinvolgono la notevole mole di provvedimenti che la (ormai ex) AEEGSI ha emanato nel campo del servizio idrico integrato. Tra i principali provvedimenti che sono stati emanati e che conviene sinteticamente analizzare in questa sede, si possono ricordare: la delibera n. 917/2017 riguardante l’introduzione di obiettivi di qualità tecnica, la delibera n. 897/2017 sull’introduzione del bonus idrico e la delibera n. 918/2017 sull’aggiornamento biennale delle tariffe del periodo regolatorio 2016-2019.

Qualità tecnica
Con questo provvedimento l’Autorità nazionale definisce livelli minimi ed obiettivi di qualità tecnica nel servizio idrico integrato, mediante l'introduzione di: 1) standard specifici da garantire nelle prestazioni erogate al singolo utente e il cui mancato rispetto prevede l’applicazione di indennizzi automatici; essi individuano: o il valore della “Durata massima della singola sospensione programmata” (S1) pari a 24 ore; o il valore del “Tempo massimo per l’attivazione del servizio sostitutivo di emergenza in caso di sospensione del servizio idropotabile” (S2) pari a 48 ore; o il valore del “Tempo minimo di preavviso per interventi programmati che comportano una sospensione della fornitura” (S3) pari a 48 ore. 2) standard generali che descrivono le condizioni tecniche di erogazione del servizio e che consistono in 6 macroindicatori ed alcuni indicatori semplici, per i quali l’Ente di governo dell’ambito (EGA) – per ogni gestione operante sul territorio di pertinenza - individua la classe di partenza, sulla base dei dati tecnici messi a disposizione del gestore e validati dal medesimo Ente di governo, e l’obiettivo di miglioramento/mantenimento che il gestore è tenuto a conseguire annualmente, sulla base di target fissati dall’AEEGSI a livello nazionale.
Viene, inoltre, definito un sistema di incentivazione articolato in premi e penalità da attribuire, a partire dall’anno 2020, alle performance dei gestori nei due anni precedenti. 3) prerequisiti, quali quello di non avere condanne per procedure di infrazione europee, che rappresentano le condizioni necessarie all'ammissione al meccanismo incentivante associato agli standard generali.

Bonus idrico
Con la delibera 897/2017/R/idr, l’AEEGSI dà attuazione al sistema di compensazione della spesa sostenuta per la bolletta idrica dagli utenti domestici residenti in condizioni di disagio economico sociale, prevedendo, mediante l’introduzione di regole uniformi per l’intero territorio nazionale, l’istituzione di un bonus sociale idrico. Il provvedimento prevede che gli aventi diritto all’agevolazione – analogamente a quanto accade nel settore elettrico e del gas - siano gli utenti domestici residenti, in condizioni di disagio economico sociale, appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,50 euro, ovvero ad un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro. Per quanto riguarda la verifica dei requisiti dei soggetti beneficiari dell’agevolazione e l’ammissione al bonus, si prevede che siano i Comuni, attraverso SGAte (Sistema di gestione delle Agevolazioni sulle tariffe energetiche), ad effettuare le verifiche necessarie per l’ammissione dell’utente interessato. Si prevede inoltre che la richiesta venga presentata congiuntamente a quella per il bonus elettrico e gas utilizzando la medesima modulistica, opportunamente integrata. Relativamente alla quantificazione del bonus sociale idrico, il provvedimento stabilisce che l’ammontare dell’agevolazione sia calcolata da ogni gestore in funzione della numerosità della famiglia – riconoscendo la natura pro capite dello stesso bonus - applicando alla quantità essenziale di acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni da tutelare (individuata a livello nazionale in 18,25 mc/abitante/anno, corrispondenti ai 50 litri/abitante/giorno stabiliti dal legislatore) la tariffa agevolata per le utenze domestiche residenti.
Viene, inoltre, riconosciuta la facoltà per gli Enti di governo dell’ambito competenti per il relativo territorio di introdurre o confermare, qualora attualmente previste, misure di tutela ulteriori a favore degli utenti in condizioni di vulnerabilità economica, mediante il riconoscimento di un bonus idrico integrativo. Con riferimento alle modalità di copertura dei costi del bonus idrico, il provvedimento dell’AEEGSI stabilisce che tale copertura possa essere assicurata tramite un meccanismo su base nazionale che prevede l'istituzione di una nuova componente tariffaria UI3 applicata alla generalità delle utenze, ubicate sul territorio nazionale.
L’applicazione delle disposizioni in materia di bonus sociale idrico sull’intero territorio nazionale è prevista a partire dal 1° gennaio 2018. Le domande potranno, tuttavia, essere presentate solo a partire del 1 luglio 2018, per consentire di portare a termine alcuni approfondimenti applicativi e rendere operativi i sistemi informativi, primi fra tutti SGAte.

Aggiornamento tariffario
Con la delibera 918/2017/R/IDR l’Autorità nazionale ha definito regole e procedure ai fini dell’aggiornamento biennale (2018-2019) delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, aggiornando l’Allegato A del metodo tariffario idrico 2016-2019 MTI-2 (delibera 664/2015/R/IDR), anche per coordinare il Metodo Tariffario Idrico con il resto del quadro regolatorio, in particolare con la nuova disciplina relativa alla qualità contrattuale, alla regolazione della qualità tecnica, al testo integrato sui corrispettivi e alla regolazione del bonus sociale idrico. Ai fini delle rideterminazioni tariffarie sono aggiornati i parametri relativi ai tassi di inflazione per l’aggiornamento dei costi operativi, ai valori dei deflatori degli investimenti fissi lordi e al costo medio di settore della fornitura elettrica
 Nell’ambito delle misure a sostegno degli investimenti, il provvedimento prevede, in continuità con il biennio precedente, specifici controlli sull’effettiva realizzazione degli investimenti previsti per gli anni 2016 e 2017, nonché sulla congruità tra gli obiettivi prioritari previsti per le annualità successive e la sostenibilità economico-finanziaria della gestione ed aggiorna tutti i principali parametri del calcolo degli oneri finanziari e fiscali, riconosciuti in tariffa. Inoltre, con il provvedimento si richiede che l’Ente di governo dell’ambito riveda e aggiorni la propria programmazione degli interventi delineando, in occasione del recepimento degli obiettivi specifici identificati dalla regolazione della qualità tecnica, le strategie di intervento da privilegiare, con le connesse ricadute in termini tariffari. Accogliendo quanto emerso in fase di consultazione, la delibera 918/2017/R/IDR posticipa il termine previsto per la trasmissione all’Autorità delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 dal 31 marzo 2018 al 30 aprile 2018.

[Alessandro Mazzei – tratto da EDILIZIA E TERRITORIO, Il Sole 24 Ore]

Occorre fare chiarezza sui reali contenuti delle recenti sentenze di alcuni giudici di pace della Toscana, che hanno riguardato il servizio idrico integrato e sulle quali il comunicato del Forum toscano dei movimenti dell’acqua contiene diverse inesattezze.

Nella sentenza più complessa, i motivi del ricorso presentato da un utente contro Publiacqua riguardavano: l’autoriduzione del costo della bolletta, decurtata approssimativamente della voce sulla remunerazione del capitale investito; l’autoriduzione del costo della bolletta, per la voce della fognatura perché l’utente non risulta allacciato; la richiesta di rimborso della quota di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza n. 335/2008 della Corte Costituzionale, per il quale l’utente richiedeva 10 anni di arretrati anzichè 5.

In relazione al primo motivo del ricorso la sentenza del giudice di pace parla chiaro: la remunerazione del capitale investito non esiste più in tariffa, come già affermato dal Consiglio di Stato. Ma, soprattutto, cade (con queste sentenze) l’idea dell’autoriduzione in generale come forma di lotta o di resistenza civica. Gli utenti, spiegano le sentenze, devono pagare la cifra indicata in bolletta, avranno poi altre strade e possibilità per chiedere eventuali rimborsi (che, ripetiamo, nel caso specifico non sono dovuti).

In relazione al secondo motivo del ricorso, la sentenza sostiene che gli utenti che non sono allacciati a una fognatura che, tuttavia, corre con le sue condutture nei pressi della loro abitazione devono pagare la relativa voce in bolletta. In più essi sono anche obbligati ad allacciarsi alla fogna, per evitare di disperdere nell’ambiente i propri reflui.

Sul terzo motivo del ricorso la sentenza dà ragione agli utenti per cui il gestore che deve rimborsare la quota di depurazione quando questo servizio non è svolto, lo deve fare restituendo 10 anni di arretrati a partire dal 2008, anno della sentenza della Corte Costituzionale (nel caso di Publiacqua, il periodo di rimborso si ferma al 2002, primo anno della sua gestione del servizio idrico). Con questa sentenza, il giudice, pur riconoscendo che la giurisprudenza sul tema è equamente divisa, non accetta l’impostazione stabilita qualche anno fa dall’AIT sulla prescrizione quinquennale di tali rimborsi.

Su quest’ultimo punto c’è da segnalare che a fronte di circa 40mila toscani che devono ricevere rimborsi per la mancata depurazione, ci sono però quasi 20mila famiglie toscane che devono pagare, perché pur essendo depurati non avevano mai pagato questo servizio. Come si vede quindi la situazione è più complessa di quello che si è letto nei giorni scorsi. Vale a dire che se aumentiamo gli anni in cui si deve rimborsare la mancata depurazione si aumentano pure gli anni in cui moltissimi utenti devono pagare in più al gestore. Tra l’altro l’ultima legge di stabilità approvata dal Parlamento sembra aver decretato che gli anni di retroattività dei conguagli per le bollette dei servizi pubblici non possono essere più di due.

Inoltre, per il meccanismo che da sempre sovrintende al calcolo della tariffa del servizio idrico integrato, formulato dall’Autorità Nazionale, più rimborsi si effettuano più cresce la tariffa per tutti gli altri utenti. Tutto questo non è colpa o merito dell’Autorità Idrica Toscana, ma di come è strutturata la tariffazione, nel servizio idrico come in altri servizi pubblici.

[a cura di AA]

Non facciamoci ingannare dalle abbondanti piogge degli ultimi mesi: l'emergenza idrica in Toscana resta un problema da prendere di petto. Una criticità da affrontare soprattutto nei mesi invernali per preparare il territorio alla prossima ondata estiva di caldo e piogge scarse determinata dai cambiamenti climatici in atto. Se da una parte la Toscana sembra aver risposto con prontezza all'emergenza del 2017, attuando buona parte del programma di interventi considerati urgenti, dall'altra restano ancora molti i fronti aperti soprattutto sulle grandi opere strategiche che dovrebbero portare il territorio definitivamente in salvo.

Interventi già indicati nel Piano strategico 2016-2019 approvato dall'Autorità idrica toscana (Ait) che è in attesa delle modifiche legislative - in arrivo a fine gennaio - che faciliteranno l'accesso ai

200 milioni necessari per le opere principali.

Il 2018 quindi sarà un altro anno di inteso lavoro sul fronte dello stress idrico e soprattutto della pianificazione e realizzazione degli interventi strategici in grado di risolvere le situazioni più critiche, prime tra tutte quelle della Val di Cornia e dell'Isola d'Elba, che aspetta da anni una nuova tubatura di approvvigionamento o il dissalatore nel Comune di Capoliveri attualmente allo studio.

In generale, la regione ha un fabbisogno annuale di 450 milioni di metri cubi d'acqua, con un consumo medio pro capite di 100/150 litri al giorno e una dispersione lungo la rete del 37% dovuta soprattutto alle cattive condizioni delle tubature.

Emergenza idrica: lo stato attuale

Nonostante il clima invernale la Toscana non può ancora considerarsi uscita dall'emergenza idrica «perché le piogge di questi giorni – spiega Alessandro Mazzei, direttore generale Ait – non sono distribuite uniformemente su tutto il territorio e in molte zone, quelle più sofferenti, come il Chianti, la Val di Cecina e la Lunigiana, abbiamo bisogno di utilizzare le deroghe e le procedure accelerate previste dall'ordinanza regionale sulla crisi idrica anche per i primi mesi del 2018».

Tuttavia la crisi idrica risulta superata in gran parte del territorio toscano, anche se alcuni gestori come Nuove Acque (che serve la zona aretina) e Gaia (Versilia e Lunigiana) utilizzano le autobotti per il riempimento dei serbatoi. Al primo dicembre, infatti, risultano attive in Toscana ancora 43 autobotti e nel comune di Fivizzano (servito da Gaia) è in atto il razionamento dell'acqua. In sostanza l'Autorità idrica dice che le precipitazioni stanno dando linfa al servizio idrico regionale, ma che comunque resta utile mantenere alcuni prelievi straordinari attivati nei mesi scorsi con la dichiarazione di emergenza idropotabile.

Gli interventi urgenti

Nel bel mezzo della crisi idrica estiva il decreto del presidente della Giunta regionale 91/2017 ha indicato 39 interventi utili a contenere e risolvere la mancanza di acqua che riguardano, in particolare, la realizzazione di pozzi nella zone più critiche e la riattivazione degli invasi dell'agricoltura.

Al 15 novembre risultano completati 19 interventi tra cui la perforazione di nuovi pozzi e la realizzazione del bypass di Ponte Ginori (tubazione fino a Saline di Volterra costata circa 400mila euro). Altri undici interventi sono in corso, tra questi i pozzi di Aulla, Camaiore, Laterina, Castellina in Chianti, Manciano e Radda in Chianti per circa 700mila euro di spesa. Tra le opere considerate urgenti restano ancora da fare il pozzo di Malocchio nel Comune di Buggiano (Pistoia) e due pozzi per Campo nell'Elba (Livorno) che dovrebbero partire a breve. Sempre all'Elba è prevista per i primi di gennaio la messa in esercizio di due pozzi a Nisporto e Nisportino (Rio nell'Elba). Infine sarà realizzato un altro pozzo da parte del gestore Acque (che attende l'esproprio del terreno) nel comune di Fiesole.

Riguardo alle opere urgenti, conferma Mazzei, «sono state realizzate in larghissima parte e alcune sono in fase di conclusione dei lavori: per farli abbiamo impegnato più di quattro milioni».

Le opere strategiche e la legge 69

Più complesso il quadro delle opere strategiche cioè quelle indicate da Regione e Ait per mettere in sicurezza il territorio nel medio-lungo periodo. Il direttore Mazzei spiega che l'Ait «sta aspettando che venga approvata in Consiglio regionale la modifica alla legge 69 che ha istituito l'Autorità idrica regionale. A quel punto avremo gli strumenti normativi per avviare le progettazioni degli interventi strategici» che nel lungo periodo porteranno alla creazione dell'Autostrada dell'acqua, una specie di tubatura ad anello che attingendo dalle principali fonti della regione – lago di Bilancino (Firenze), lago di Montedoglio (Arezzo), Acquedotto del Fiora

(Siena) e Lucca – garantisca la risorsa a tutto il territorio.

La legge regionale 69 del 2012 è al momento oggetto di revisione da parte della Regione.

Approvata dalla Giunta, andrà in commissione entro la fine dell'anno e dovrebbe essere approvata a gennaio 2018. La normativa – spiega l'assessore all'Ambiente, Federica Fratoni, «serve per la "manutenzione" della 69 e per l'istituzione di una fondo gestito da Ait e alimentato, una parte con la tariffa, ma anche con altri meccanismi come per esempio i fondi europei che servirà per introdurre una modalità innovativa di pianificazione e finanziamento delle opere strategiche».

L'assessore Fratoni punta all'approvazione di un «piano decennale che preveda opere a lungo termine per un totale di 200 milioni in modo che la Toscana raggiunga l'autosufficienza e si lasci le crisi idriche dietro le spalle».

Per farlo sono necessari alcuni interventi strategici, già approvati dall'Ait, ma ad oggi in attesa delle modifiche alla normativa in grado di sbloccare i finanziamenti. In cima alla lista c'è la situazione dell'Elba che si approvvigiona da un unico acquedotto che la collega alla Val di Cornia. E' in discussione il progetto per la realizzazione di un dissalatore nel Comune di Capoliveri, un'opera che vale circa 14 milioni. Tra gli interventi strategici ancora da realizzare l'assessore Fratoni ricorda anche il raddoppio della capacità della diga di Montedoglio e dell'acquedotto del Fiora; l'opera per la Val di Cecina sul Piano di Goro; l'intervento sulla dorsale che collega Lunigiana-Versilia-Livorno che da solo vale 60 milioni.

Il nuovo anno, dunque, dovrebbe iniziare con le modifiche alle legge 69 e l'istituzione del fondo speciale per gli interventi strategici che tuttavia avranno lunghi tempi di realizzazione. E, con tutta probabilità, per l'estate 2018 la Toscana dovrà fare affidamento sulle opere realizzate per fronteggiare l'emergenza.

 

(di Marta Panicucci - Toscana24)

Nel comune di Volterra sono stati investiti oltre 8 milioni di euro nel settore della depurazione e fognatura per realizzare gli impianti di Volterra e Saline. Quersto doppio depuratore servirà tutta la città e parte della pianura, e servirà a far uscire un altro pezzo di Toscana dalla procedura di infrazione (cioè dalla multa) dell’Unione Europea.

L’importante intervento, risultato di un articolato impegno progettuale condiviso con il Comune, è stato effettuato nei tempi stabiliti dall’Accordo di Programma del bacino del fiume Cecina che prevede la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche.

I nuovi impianti tratteranno completamente i reflui del Comune e consentiranno di gestire e sostenere al meglio eventuali sovraccarichi apportati dall’arrivo dei turisti. Solo il nuovo impianto di Volterra, a cui è stata collegata tutta la rete fognaria del Comune, raggiunge una capacità depurativa di oltre 10 mila abitanti. L’impianto di Saline di Volterra invece sarà completamente ed esclusivamente a servizio della frazione. Le nuove opere integreranno l’impianto di depurazione esistente di Volterra Nord.

Hanno partecipato all’incontro presso il Comune di Volterra, a Palazzo dei Priori, i dirigenti di ASA, società che gestisce acquedotto e depurazione sul territorio, il direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, e il Sindaco di Volterra Marco Buselli, che ha dichiarato:

La logistica della città si completa finalmente, dopo decenni in cui se ne parla senza concludere, con un depuratore di nuova generazione, dagli altissimi contenuti tecnologici. Il depuratore realizzato nella frazione di Saline di Volterra risponderà anche alle necessità di Ponteginori, una volta allestita la conduttura fognaria. Rigrazio l'Autorità Idrica Toscana ed Asa per questa realizzazione strategica, che ci permetterà un cambio di passo importante in termini di sviluppo e sostenibilità".

 

[a cura di AA]

Lunedì 11 dicembre, alle ore 10:30, presso il Salone delle Feste di Palazzo Bastogi, in via Cavour 18, si terrà la “ Giornata della Trasparenza 2017” dell’Autorità Idrica Toscana.

 Dopo il saluto del direttore generale Alessandro Mazzei, sarà cura di Antonio Giampieri (responsabile della Prevenzione, Corruzione e Trasparenza AIT) illustrare gli interventi dell’intera giornata di lavori.

 Alle ore 11 circa il responsabile dell’Avvocatura di AIT, Carmine Podda parlerà de “L’evoluzione del ruolo dell’ANAC nei confronti di PA e società partecipate”. A seguire interverrà Giovanni Schettino, Vice Questore Aggiunto presso la Questura di Arezzo, che parlerà di “Corruzione: casi e metodologie di contrasto”.

 A conclusione della Giornata della Trasparenza dell’Autorità Idrica Toscana”, Carolina D’Errico, per il “Servizio Tutela del Consumatore AIT”, presenterà i risultati dell’indagine 2017 di Customer Satisfaction del servizio idrico integrato in Toscana.

 “Si rinnova l’appuntamento con la Giornata della Trasparenza – ha detto il responsabile Antonio Giampieri -. È un momento importante di confronto con sull’attività svolta dall’Autorità Idrica in materia di prevenzione alla corruzione. Quest’anno la giornata sarà arricchita dai risultati della Customer Satisfaction, che darà un segno dello stato dell’arte del servizio idrico a cittadini, gestori e associazioni dei consumatori”.

 Il termine dei lavori è previsto per le ore 13 circa.

 [a cura di AA]

Consulta il Programma della Giornata della Trasparenza 2017 dell’Autorità Idrica Toscana

 

L’Autorità Idrica Toscana sta lavorando, in collaborazione con il Distretto dell’Appennino Settentrionale, allo studio puntuale del bilancio idrico e delle vulnerabilità qualitative e quantitative delle risorse idriche dell’Isola d’Elba e della Val di Cornia. Infatti, questi due territori hanno subìto più sofferenze del resto della Toscana per la siccità, durante tutto il corso dell’anno.

Questa indagine, quindi, messa in piedi a seguito della forte siccità estiva e al proseguimento del periodo di emergenza idrica autunnale, serve per capire due questioni fondamentali:

  1. quali infrastrutture devono essere progettate dopo o contestualmente all’avvio dei lavori di costruzione del dissalatore di Mola;
  2. la valutazione dei possibili nuovi allacciamenti al servizio di acquedotto e fognatura di nuove strutture edificate su tutta l’Elba.

Nel primo caso, infatti, il fabbisogno idrico dell’Elba sarà solo in parte soddisfatto dal dissalatore, per cui potrebbe essere utile pensare alla costruzione di una nuova condotta sottomarina. Le due opere insieme (dissalatore e nuova condotta) potranno così raggiungere la cifra di circa 160-200 l/s che garantiranno il soddisfacimento della richiesta di risorsa idropotabile (anche nei periodi di picco estivo) per la terza isola italiana.

Nel secondo caso, a seguito della forte emergenza idrica erano stati bloccati i permessi per “nuove richieste di allacciamento al pubblico acquedotto” (come si indicava nella lettera che AIT ha scritto al gestore ASA a fine marzo di quest’anno). Oggi AIT scrive di nuovo al gestore e ai sindaci dei Comuni dell’Elba (Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio) per chiedere attenzione a uno sviluppo sostenibile del territorio elbano. Infatti, oltre a indicare ancora ad ASA di “portare avanti tutte le attività di gestione di ottimizzazione delle rete e le attività di ricerca perdite”, AIT ritiene sia “necessario non bloccare concessioni già rilasciate dagli Enti Locali o atti di programmazione vigenti, come regolamenti urbanistici e piani operativi”.

L’Autorità Idrica Toscana, dunque, vuole individuare un percorso condiviso, insieme ad ASA e a tutte le Amministrazioni comunali elbane, che permetta di non invalidare la risorsa idrica disponibile e al contempo permetta di perseguire gli impegni presi dai vari Comuni. Contemporaneamente AIT chiede al gestore ASA e ai Sindaci dell’Elba di sottoscrivere un protocollo d’intesa che (prendendo a riferimento il Programma degli Interventi approvato) operi congiuntamente:

A. Una ricognizione degli effettivi sviluppi urbanistici previsti e realistici entro un orizzonte temporale certo (3-5 anni), definendo lo sviluppo previsto nei suoi elementi essenziali, fra questi se trattasi di zona di completamento o di nuovo sviluppo, distinguendo se per future utenze residenziali domestiche, turistico ricettive, pubbliche o produttive, e individuandone il peso e quindi l’impatto sulla risorsa (p.e. in termini di mq o mc previsti di edificazione ed equivalenti consumi idrici procapite); B. Le opere di maggior rilievo infrastrutturale anche di natura sovracomunale atte a reperire o garantire la nuova domanda congiuntamente alle criticità esistenti nel momento di massima richiesta (nuove risorse, accumuli, grandi interconnessioni ecc.); C. Gli interventi sulla rete o sulle adduttrici tali da minimizzare o ripristinare se necessario il carico idraulico da fornire all’utenza nella situazione ante sviluppo (potenziamento di infrastrutture esistenti); D. Gli interventi di sostituzione e manutenzione straordinaria della rete nonché gli interventi di riduzione delle perdite necessari a ottimizzare il sistema esistente (distrettualizzazione, valvole di regolazione della pressione, monitoraggio e controllo attivo delle perdite ecc.); E. La quantificazione dei costi e le risorse economiche e finanziarie strettamente correlate agli interventi urbanistici, evidenziati in ricognizione, individuando le competenze fra contribuzione da tariffa del servizio idrico integato e risorse messe a disposizione dai comuni tramite il proprio bilancio e/o da privati anche mediante prescrizioni in convenzioni di lottizzazione in termini di opere di urbanizzazione da prevedersi per garantire lo sviluppo del territorio; F. Le modalità di valutazione preventiva della compatibilità degli interventi edilizi ed urbanistici e delle richieste di allacciamento alla rete idrica e della relativa programmazione.

Questo servirà per dare una risposta collaborativa tra amministratori pubblici e gestori di servizi pubblici, in modo da garantire una crescita del territorio coerente con le risorse, le misure e gli investimenti messi in atto.

 

[a cura di AA]

Si è tenuta a Roma il 29 novembre la conferenza “Il futuro della gestione della risorsa idrica: tutela e sostenibilità” dove ha partecipato il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei.

Organizzata dal Ministero dell'Ambiente (Direzione Generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque), la conferenza ha posto il ruolo proprio del Ministero nella programmazione e nel governo della risorsa idrica.

L'incontro è stato molto tecnico ed è servito per discutere della nuova governance distrettuale della risorsa acqua nel contesto nazionale e comunitario

"I piani d'ambito - ha detto Mazzei - devono essere aggiornati, perché molti non sono aggiornati. Con l'occasione deve essere recuperata un'armonia tra i piani d'ambito e i piani di gestione fatti dalle nuove autorità di distretto idrografico".

L'iniziativa si colloca nel Progetto CreiamoPA, Competenze e reti per l’Integrazione ambientale e per il miglioramento delle organizzazioni della Pubblica Amministrazione.

[a cura di AA]

Un nuovo depuratore da costruire a Livorno, in fondo a via Enriques, in un terreno di proprietà dell’Autorità Portuale, al confine con la raffineria ENI, porterà alla dismissione per gradi dell’impianto del Rivellino. Una rivoluzione epocale che libererà di fatto tre ettari e mezzo di prezioso tessuto urbano nel cuore del quartiere Venezia, nel capoluogo livornese.

Il progetto, pensato ormai da molti anni e sollecitato più volte dall’Autorità Idrica Toscana, ha visto l’impegno dell’Amministrazione comunale di Livorno, della Port Authority, del gestore del servizio idrico integrato labronico, ASA e l’impegno della Regione Toscana.

Questo nuovo progetto è stato presentato martedì 28 novembre presso la sede centrale de quotidiano Il Tirreno, alla presenza del direttore Luigi Vicinanza, dell’assessore regionale Federica Fratoni, del presidente dell’Autorità Portuale Stefano Corsini, l’assessore comunale Alessandro Aurigi, l’amministratore delegato di ASA Ennio Trebino e, in rappresentanza del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, l’ingegner Lorenzo Maresca che ha parlato di una svolta storica, durante la tavola rotonda.

L’operazione del nuovo depuratore – ha detto l’ingegner Maresca – porterà molti servizi in più. Infatti, oltre alla semplice depurazione delle acque reflue della città, con il primo stralcio del progetto si migliora anche l’impianto a servizio della zona industriale, potenziando l’impianto di acqua industriale già esistente, e si intercettano i percolati di Vallin dell’Aquila. Quindi si possono recuperare ulteriori fondi per completare l’opera, già attrattiva di risorse ministeriali e comunitarie, attraverso servizi da fornire ai privati, con un meccanismo di partenariato pubblico-privato”.

 

[a cura di AA – in collaborazione con Il Tirreno]

EN È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction” da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.

[a cura di AA]

È stata presentata oggi la terza indagine di “Customer Satisfaction da parte dell’Autorità Idrica Toscana, cioè un’indagine che vuole capire la soddisfazione degli utenti toscani rispetto al servizio idrico integrato.
I risultati sono molto interessanti perché (attraverso le solite domande formulate già nel 2013 e nel 2015) con l’indagine di quest’anno si possono capire, nel tempo, le differenze di giudizio dei toscani sul servizio di acquedotto, depurazione e fognatura.
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerca “Pragma” di Roma ed è stata presentata in assemblea dalla ricercatrice Barbara Martinelli: “L’utente, nell’indagine di customer satisfaction è al centro dell’attenzione – ha detto. È l’utente che fornisce indicazioni su efficienza ed efficacia del servizio, e mette in risalto anche le priorità di intervento future. Noi abbiamo realizzato 6500 interviste, quindi un’indagine robusta e un campione significativo, che rappresenta tutta le regione e tutte le conferenze territoriali”.
Gli elementi di maggior rilievo sono che 9 utenti su 10 sono soddisfatti del metodo di fatturazione dei gestori, e 8 utenti su 10 sono soddisfatti della risposta dei call center e degli sportelli al cittadino, mentre è più basso il gradimento per la qualità dell’acqua e per quanto riguarda il costo della bolletta, pur restando ben al di sopra della sufficienza nel gradimento dei toscani.
Un’indagine esaustiva – ha dichiarato il presidente di AIT, sindaco di Siena, Bruno Valentini -. Mi preme segnalare che questi risultati confermano un’eccellenza toscana, rispetto al resto d’Italia. Avere risultati medi di circa otto cittadini su dieci che sono soddisfatti in tutto o in parte rispetto a tutti i parametri richiesti. Non abbiamo un servizio idrico migliore soltanto delle regioni del Sud, ma anche del Nord Italia. Questo mi rende molto soddisfatto anche se puntiamo ancora a migliorare”.
Anche il direttore dell’Autorità Idrica, Alessandro Mazzei ha dichiarato che “emerge un giudizio complessivamente positivo sul servizio erogato dai gestori del servizio idrico, ma ci sono ancora aree di miglioramento”. “Soprattutto i gestori – ha concluso Mazzei – devono concentrarsi sul sapore dell’acqua e sulla capacità di intervenire quando vengono segnalati guasti e perdite. Bisogna anche provare a migliroare i call center e gli sportelli all’utenza, che sono già migliorati rispetto agli anni passati, ma devono raggiungere ancora una maggiore velocità nei tempi di risposta ai cittadini”.

[a cura di AA]

Il progetto "Firenze 2016" dedicato alla commemorazione dell'alluvione del 1966 che colpì Firenze e la Toscana, chiude i battenti con un convegno di grande interesse storico, ma anche attuale. Infatti nella tavola rotonda sul rischio idraulico fiorentino si è cercato di capire cosa è stato fatto e cosa si dovrà ancora fare per la sicurezzaassoluta di Firenze. Hanno preso parte, coordinati da Francesco Carrassi, direttore della Nazione, Mauro Grassi per Italia Sicura del Governo Italiano, Gennarino Costabile della Regione Toscana, Alessia Bettini del Comune di Firenze, Massimo Lucchesi dell'Autorità di Distretto Appennino Settentrionale, Alessandro Mazzei dell'Autorità Idrica Toscana, Marco Bottino dell'Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana, Luca Solari dell'Università degli Studi di Firenze.

Il direttore generale di AIT, Alessandro Mazzei, ha fatto il punto del sistema fognario cittadino, mettendo in luce che a fronte di molte opere e investimenti fatti in passato e di quelli attualmente in corso, continuano ad essere presenti alcune criticità che dovranno essere affrontate in futuro. Il tema dominante è il fatto che siamo ancora oggi in presenza della commistione tra la fognatura mista e il reticolo idrico superficiale, per cui se l'Arno si ingrossasse andrebbe a respingere i suoi diretti affluenti, come l'Affrico e il Mugnone, che a loro volta andrebbero a intasare il reticolo fognario con grave miscela di acque chiare e acque scure, e la presenza di acque parassite legate al reticolo idraulico minore spesso in commistione con il reticolo fognario. L'altro problema posto da Mazzei (in questo convegno di studio sul tema del fiume e delle possibili nuove alluvioni) riguarda il sistema fognario depurativo fiorentino che in tempo secco, a causa dei pre-trattamenti a pié d'utenza, risulta povero di sostanza organica necessaria per una buona depurazione. Infine anche i cambiamenti climatici producono su un sistema fognario che non è stato progettato per piogge così intense problemi di smaltimento.

[a cura di AA]

Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare - Approvato con Determinazione dell'Area Amministrazione e risorse umane n. 193 del 27 ottobre 2017 (Registro Generale n. 299/2017)

L’Autorità Idrica Toscana intende acquisire manifestazioni di interesse da parte di operatori economici da invitare alla gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo per la durata di tre anni.

Possono chiedere di essere invitati alla procedura negoziata tutti i soggetti di cui all'art. 45 del D.lgs. 50/2016 in possesso dei requisiti sotto elencati:

1) Requisiti generali di cui all'art. 80 D.Lgs. n. 50/2016;

2) Iscrizione al registro unico degli intermediari autorizzati all’attività di cui alla presente procedura ex D.Lgs. 209/2005 alla data di pubblicazione del presente avviso;

3) Iscrizione presso la CCIAA nel settore di attività coincidente con quella dell’oggetto del servizio;

4) Svolgimento nell’ultimo quinquennio (2012/2016) di almeno cinque (5) servizi di brokeraggio/intermediazione/consulenza assicurativa, a favore di enti pubblici;

Gli interessati, in possesso dei requisiti sopraelencati, dovranno far pervenire al Protocollo dell’Ente, a mezzo PECservizio postale(Casella Postale 1485 Ufficio Postale 7 Via Pietrapiana, 53 - 50121 Firenze), corriere o consegna diretta (VIA G. Verdi n. 16 – 50122 Firenze), la propria candidatura, mediante l'utilizzo del  modello di domanda, con l’indicazione dell’oggetto “Manifestazione di interesse alla procedura di gara per l’affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo” entro e non oltre il 16/11/2017 alle ore 12,00, al Protocollo dell’Autorità Idrica Toscana Via Verdi 16 50122 Firenze, PEC:  protocollo@pec.autoritaidrica.toscana.it

Questa mattina, presso la sede dell’Autorità Idrica Toscana, si è tenuto un incontro per affrontare alcune questioni sul progetto del dissalatore dell’Isola d’Elba, localizzato a Mola, nel Comune di Capoliveri.

Insieme al direttore generale dell’Autorità, Alessandro Mazzei, era presente l’ingegner Lorenzo Maresca di AIT, tutto lo staff di progettazione tecnica dell’azienda di gestione ASA di Livorno e i componenti del “Comitato per la difesa di Lido e di Mola”, rappresentati da Paola MancusoItalo Sapere e Giuseppe Corbelli.

L’incontro è stato convocato dall’Autorità per cercare di raccogliere le richieste del Comitato, al fine di evitare disinformazione e incomprensioni pregiudiziali contrapposte sul progetto del dissalatore elbano, che dovrà cominciare a dare autonomia idrica all’isola più importante della Toscana.

Il Comitato ha reiterato le perplessità in merito alla localizzazione del dissalatore e ai possibili impatti ambientali e acustici, visto il particolare pregio dell’area della sua ubicazione. Ha espresso anche la necessità di verificare la coerenza con la programmazione e in particolare di valutare se, ai fini della soluzione dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, non sia ancora percorribile la strada del raddoppio della condotta, anziché più interventi di impianti di desalinizzazione, con tutti i problemi di risorse e impatti.

Il personale tecnico di ASA e l’ingegnere dell’Autorità hanno fornito molteplici informazioni sull’iter progettuale e amministrativo dell’impianto di desalinizzazione, riportando in larga parte le indicazioni che fanno parte delle “ 10 risposte sul dissalatore”, presenti sul sito web di AIT:

Il direttore generale dell’Autorità Idrica ha quindi suggerito di aprire un confronto tecnico finalizzato a migliorare ulteriormente, laddove possibile, gli standard di qualità tecnica e ambientale dell’opera.

Il Comitato si è dichiarato dunque disponibile a questo ulteriore incontro tecnico, dato l’emergere di alcuni elementi di novità sotto il profilo del miglioramento dell’impatto acustico che meritano di essere approfonditi. Dall’esito di questo nuovo incontro tecnico verranno assunte le ulteriori decisioni.

Firenze, 24 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale del Direttore di AIT, sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

È stata presentata stamani, in Consiglio Regionale, la Relazione annuale sul Servizio Idrico Integrato del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei. Davanti a un pubblico numeroso, con presenze istituzionali di rilievo, ha introdotto l’incontro il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, ponendo l’accento sul fatto che “per il settore acquedottistico e delle fognature servono più investimenti e meno dividendi delle società di gestione”. “Per esempio Publiacqua – ha proseguito Giani – ha diviso tra i soci 30 milioni lo scorso anno: serve che invece si investano più soldi sulle infrastrutture. Vedo invece positivamente l’approdo futuro a un gestore unico regionale, perché ciò permetterebbe economie di scala, utili alle tasche dei cittadini”.

Bruno Valentini, sindaco di Siena e presidente dell’Assemblea di AIT, ha spiegato le differenze fra la regolazione del settore idrico,affidata con successo ad un unico soggetto, e quella del settore dei rifiuti, nel quale invece è necessario mantenere una articolazione territoriale, sostenendo che “nel caso del servizio idrico, per il 2018 si dovranno sviluppare gli investimenti programmati in ogni area. E contemporaneamente si dovrà operare per contenere o quanto meno stabilizzare le tariffe, utilizzando anche la possibilità del prolungamento delle concessioni, lavorando sulla riduzione dei costi di gestione e senza sacrificare gli investimenti ”.

È stata poi la volta del direttore di AIT, Alessandro Mazzei che ha illustrato con svariati esempi, gestore per gestore, la relazione annuale dell’Autorità, ponendo l’accento sulla stabilità del sistema organizzativo e regolatorio del servizio idrico in Toscana e “sul fatto che, a fronte di una tariffa in linea con l’Europa, più che con il resto d’Italia, la nostra regione riesce a fornire un servizio efficiente e di buona qualità. Resta da lavorare ancora meglio sulle perdite delle varie reti acquedottistiche, per riuscire a limitare disagi e costi”.

Dopo un intervento del direttore dell’autorità nazionale AEEGSILorenzo Bardelli che ha chiesto maggiore impegno sugli investimenti per le reti e le fognature, l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ha chiuso la mattinata ponendo l’accento sul ruolo indispensabile e virtuoso dell’Autorità Idrica Toscana: “Ho apprezzato l’introduzione del sindaco Valentini e la esauriente relazione del direttore Mazzei che mi ha molto convinto sul tema degli investimenti. Ma AIT svolge un ruolo e un’attività indispensabile anche per gli accordi di programma sulla depurazione”. L’assessore Fratoni ha pure indicato i vari interventi strategici che servono a mettere in sicurezza ed efficienza il sistema idropotabile regionale. E ha continuato dicendo che “abbiamo affrontato bene anche l’emergenza idrica di quest’anno, solo perché AIT ha lavorato bene in maniera preventiva”. “Sul tema industriale relativo al settore – ha proseguito – io non considero un problema la presenza del socio privato nelle aziende, mentre vedo necessario aumentare gli investimenti e tenere basse le nostre tariffe. E poi serve aggredire il 37% di perdite medie che avvengono nelle nostre reti, questo sì che è una sfida importante per ciascun gestore”.

 

 [a cura di AA]

Firenze, 23 ottobre 2017

Presentazione della Relazione Annuale sul Servizio Idrico Integrato in Toscana

Lunedì 23 ottobre, con avvio alle ore 10,20, nella Sala Gonfalone di Palazzo Pegaso, in via Cavour 4, il Presidente del Consiglio regionale della Toscana invita tutti i cittadini a partecipare al convegno tenuto dall'Autorità Idrica Toscana sul tema del Servizio Idrico Integrato, dove si presenterà la relazione annuale del direttore.

Sarà presente, per un saluto introduttivo insieme al Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il nuovo Presidente dell'Assemblea AIT, il sindaco di Siena Bruno Valentini.

Poi si arriverà alla parte centrale della mattinata con il direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana che presenterà la sua relazione annuale, sullo stato dell'arte del servizio idrico integrato regionale.

Interverranno anche Lorenzo Bardelli, direttore dell'Autorità nazionale per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico AEEGSI; la consigliera regionale Monia Monni, presidente del Comitato per la qualità del servizio idrico e rifiuti; l'assessore regionale all'Ambiente e alla difesa del suolo, Federica Fratoni.

Ricordiamo agli interessati che l'accesso al palazzo del Consiglio regionale è consentito, nei limiti di posti della sala, previa esibizione di un documento d'identità.

[a cura di AA]

Alcuni dirigenti di una compagnia keniota stanno visitando le aziende del servizio idrico toscano

Due dirigenti della Mombasa Water Company sono impegnati da giorni nella nostra regione, per visitare alcune sedi e impianti delle aziende di gestione del servizio idrico integrato della Toscana. Nell'occasione sono passati anche a salutare il direttore dell'Autorità Idrica, Alessandro Mazzei, e a vedere come funziona l'autorità di organizzazione, programmazione e controllo del servizio idrico toscano.

[a cura di AA]

L’Autorità idrica nazionale conferma le tariffe proposte dall’Autorità Idrica Toscana per Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua

L’Autorità nazionale per l’Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico AEEGSI, ha approvato (con delibera n.687/2017 del 12 ottobre 2017) le tariffe per tre gestori  toscani: Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua.

Le tariffe approvate sono quelle proposte dall’Autorità Idrica Toscana, senza nessuna correzione. Sono, appunto, le cifre elaborate nelle varie conferenze territoriali toscane e recepite dall’Assemblea dell’AIT.

Inoltre AEEGSI ha chiesto, entro trenta giorni, la versione corretta della Carta dei Servizi di Gaia, Acquedotto del Fiora, Publiacqua, così come modificata e condivisa con le associazioni dei consumatori operanti sui vari territori.

“Apprendo con soddisfazione – dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità Idrica Toscana – la delibera dell’autorità nazionale. Il fatto che il nostro lavoro non sia stato emendato, significa che abbiamo svolto al meglio le nostre attività, in modo da arrivare al vaglio di AEEGSI con tre proposte pienamente adeguate”.

[a cura di AA]

Di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella AEEGSI spiega la regolazione nel settore idropotabile

Il 4 ottobre c’è stata l’audizione parlamentare per la “Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dei presidenti delle due Camere e di tutti i deputati, Guido Bortoni, presidente di AEEGSI ha illustrato le attività della regolazione per i vari settori delle utilities nazionali. All’incontro è stato invitato anche il direttore dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, che ha preso parte all’ascolto della relazione annuale 2017 di AEEGSI.

Uno degli argomenti privilegiati di questa relazione (introdotta da una parte più filosofica, con citazioni erudite) è il servizio idrico integrato, anche se Bortoni si è soffermato, stavolta, più su questioni di ordine generale, ci sono comunque riferimenti ai temi della qualità del servizio carente nel settori idropotabile, soprattutto per il Meridione d’Italia, con un’eccellenza invece in Toscana soprattutto.

Di seguito un estratto dalla relazione del presidente di AEEGSI.

IL DIRITTO ALL’ACQUA DI QUALITÀ

All’inizio del settennato di questa Consiliatura, il legislatore ha ampliato i settori di competenza dell’Autorità, nell’ambito delle funzioni di regolazione e controllo già definite dalla legge istitutiva, anche al settore idrico, settore che presenta(va) rilevanti criticità non solo in termini di tutela dell’ambiente e del territorio, ma soprattutto con riferimento alla qualità del servizio assicurata ai clienti finali.

Un ingente fabbisogno di investimenti e la necessità di colmare il deficit infrastrutturale, anche per sanare le importanti infrazioni rilevate in sede europea, si sono presentati nel contesto economico sopra descritto, caratterizzato dai perduranti effetti dell’ultima crisi. La promozione degli investimenti, quale conditio sine qua non per la tutela del cliente finale cui fornire un bene essenziale di qualità, nel rispetto delle scelte referendarie avvenute alla vigilia dell’assegnazione all’Autorità delle nuove competenze, è stato un segno rilevante e di impulso per la regolazione.

Al fine di creare condizioni di stabilità che consentissero di far ripartire gli investimenti, a beneficio degli utenti, per la prima volta sono state affrontate in modo organico le diverse aree di intervento: la regolazione tariffaria, la regolazione degli assetti del servizio e la regolazione della qualità del servizio. Il segno che ha contraddistinto l’operato di questa Consiliatura è riscontrabile in un approccio regolatorio basato, quindi, su un’impostazione integrata della regolazione del settore, finalizzata a incentivare l’esplicita relazione tra obiettivi, interventi necessari e riflessi in termini di attese di miglioramento dell’efficienza degli operatori, di incremento dei livelli di qualità del servizio e di entità delle tariffe.

Con la definizione iniziale del Metodo tariffario transitorio (2012-2013), l’Autorità ha individuato alcuni profili - quali la trasparente corrispondenza tra costi efficienti sostenuti e prezzi corrisposti e la valorizzazione di scelte di programmazione coerenti con le reali esigenze – che hanno assunto valenza di principi fondanti e hanno trovato conferma nei successivi provvedimenti tariffari.

Al segno caratterizzante di non-uniformità del servizio idrico sul territorio, l’Autorità ha risposto con una metodologia tariffaria asimmetrica ed innovativa, declinata su menù di schemi regolatori alternativi tra loro, prevedendo la possibilità, per i soggetti preposti, di selezionare quello più appropriato per il territorio. Negli anni, con l’approvazione della regolazione tariffaria per il completamento del primo periodo regolatorio (2014-2015) e poi per il secondo periodo (2016- 2019), si è via via rafforzato l’approccio selettivo per obiettivi ed interventi (con riflessi in termini di entità dei corrispettivi applicati all’utenza) richiesto agli Enti di governo dell’ambito, al contempo accrescendo l’efficacia del ricorso al sistema dei finanziamenti – cui si aggiunge l’introduzione di sistemi di perequazione su scala nazionale -, nonché rafforzando le misure di controllo sulla realizzazione degli investimenti.

Il riconoscimento delle specificità non ha, però, escluso che con la regolazione si cercasse di favorire una progressiva convergenza fra le diverse aree del Paese, caratterizzate da situazioni gestionali e livelli di servizio estremamente differenti. In tal senso va considerata la definizione di schemi tipo per la convenzione di gestione, che regolamenta uniformemente sul territorio nazionale i rapporti tra Ente di governo dell’ambito e gestori del servizio idrico integrato. Vanno nella stessa direzione anche la regolazione introdotta relativa alla qualità contrattuale del servizio idrico, finalizzata a rafforzare la tutela degli utenti finali ed a superare le difformità a livello territoriale con l’inserimento di standard qualitativi minimi omogenei, il riconoscimento di costi legati ai miglioramenti qualitativi ulteriori rispetto agli standard minimi e la progressiva e graduale introduzione di meccanismi incentivanti composti da indennizzi, penalità e premi. In ambito europeo, l’Autorità si è fatta promotrice di un network di regolatori (WAREG) – di cui detiene la Presidenza - che, superando quadri istituzionali e condizioni di mercato molto diversi da Paese a Paese, promuove il coordinamento tra i diversi soggetti ed è diventato punto di riferimento per lo scambio di conoscenze e diffusione delle migliori pratiche in particolare in materia di investimenti, qualità del servizio e tutela degli utenti.

[…]

QUO VADIS ACQUA?

Per il servizio idrico integrato il Quo vadis? si può ben dire questione di metodo e di merito. Il Metodo tariffario idrico omogeneo a livello nazionale ha ricevuto importanti conferme quanto a legittimità e solidità dell’impianto regolatorio, sia da parte del Giudice amministrativo di primo grado sia dal Consiglio di Stato. Su queste radici metodologiche ora consolidate si potrà costruire nel futuro la regolazione dell’acqua. Nel merito, poi, la regolazione tariffaria applicata all’acqua nei primi cinque anni di regolazione di questa Autorità ha puntato su due assi: indurre coerenza, rispetto alla situazione del servizio sui diversi territori, nelle scelte pubbliche operate dai soggetti competenti a livello locale ed incentivare la ripartenza e la crescita degli investimenti effettivi (non sulla carta) nel settore che aveva stagnato per alcuni decenni. Il Quo vadis? degli investimenti sul territorio vede cifre annuali in progressione geometrica. Erano indicativamente 900 milioni di euro nel primo anno, passati a 1,6 miliardi nel 2015 con una stima di raggiungimento di 3,2 miliardi per ogni anno del quadriennio 2016-2019. L’onda lunga di questo inizio regolatorio negli investimenti potrà continuare negli anni successivi anche grazie al principio europeo, compiutamente recepito nella regolazione italiana e convalidato dal sindacato giurisdizionale, del “pieno riconoscimento dei costi”. Quanto ai corrispettivi applicati alle utenze idriche secondo il principio europeo del chi-inquina-paga, si sta operando per introdurre un’articolazione corrispettiva che segnali all’utente gli effetti connessi alle sue decisioni di consumo e, contestualmente, veicoli un’efficace attività di tutela sociale per

gli aventi diritto. Va notato che lo sforzo in corso è quello di uniformare a livello nazionale la struttura dei corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione e non già i livelli di tali corrispettivi che scontano ancora importanti differenze tra territori, assai lontani per condizioni di erogazione del servizio. Inoltre, si sta definendo, anche per questo settore, il bonus sociale nei casi di accertate condizioni di disagio economico, e stanno prendendo forma le direttive volte al contenimento ed al trattamento della morosità, unitamente alla disciplina che riguarda le utenze non-disalimentabili.

Sempre nel merito, consegniamo un settore che è sulla via della qualità contrattuale dell’utenza servita, per la prima volta con indicatori e standard di tipo nazionale e conseguenti profonde riorganizzazioni nei processi gestionali dei diversi operatori. Stiamo poi aprendo la strada alla qualità tecnica del servizio che fungerà da base per innestare un meccanismo di premi/penalità rispetto al raggiungimento di standard generali e specifici, e che comporterà interventi importanti sul piano infrastrutturale.

Il Quo vadis? riguarda anche una pagina essenziale legata al miglioramento del servizio di misura sull’utenza, senza il quale non ha senso nemmeno la regolazione. Con la separazione contabile si cerca di ottenere un quadro migliore per contabilizzare i costi riconosciuti ai fini tariffari ma, ancor più, per indurre (se non obbligare) i diversi gestori a dotarsi di contabilità industriale.

Una questione a parte riguarda gli assetti locali del settore. Negli ultimi anni Regioni ed Enti di governo dell’ambito hanno profuso importanti sforzi per la razionalizzazione degli assetti: da 70 Ambiti territoriali ottimali (ATO) si è passati a 64, di cui 12 hanno confini coincidenti con la relativa regione. I gestori, ancora troppo frammentati, sono calati da 2.600 circa nel 2014 a 2.100 circa nel 2017 di cui oltre la metà – principalmente piccole gestioni comunali in economia – è collocata in prevalenza nell’Italia meridionale ed insulare. I processi sono iniziati ed andrebbero completati.

È determinante rappresentare meglio la posizione dell’utente idrico ed i sistemi di tutele che l’Autorità ha posto e potrà porre in essere. A differenza del cliente finale dell’energia, che percepisce all’ultimo miglio la composizione tecnico-economica (termini, condizioni, prestazioni) dei diversi segmenti della filiera energetica, l’utente idrico vede direttamente iI servizio di acquedotto o distribuzione dell’acqua ed il servizio di misura, mentre rischia di non essere consapevole di altri servizi meno tangibili ma non meno importanti, come il collettamento delle acque reflue e la depurazione. Qui il Regolatore si fa carico di ciò che non può essere internalizzato nelle scelte di consumo dell’utente ma non deve rinunciare a spiegare alla generalità dell’utenza quali siano le responsabilità per un uso corretto dell’acqua. All’utenza saranno estesi in futuro i sistemi di trattamento dei reclami e di risoluzione delle controversie in via extragiudiziale ma, ciò che più conta, verrà ad originarsi un sistema di tutele di matrice nazionale senza discriminazione territoriale o di gestore.

[fonte AEEGSI – a cura di AA]

Bruno Valentini è stato eletto a larga maggioranza dai Sindaci toscani

Erano due i candidati alla presidenza dell’Autorità Idrica Toscana: il sindaco di Siena Bruno Valentini e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Il sindaco di Siena è stato candidato da alcuni sindaci nella precedente assemblea, mentre il sindaco di Livorno è stato proposto via lettera dal sindaco di Riparbella Salvatore Neri.

Oggi in assemblea, dove rispetto ad altre volte si è vista la presenza di moltissimi sindaci toscani, ha preso per primo la parola il sindaco di Riparbella per confermare la sua proposta. E subito il sindaco di Livorno è intervenuto accettando la candidatura, “per testimoniare la presenza di alcune istanze più di movimento all’interno dell’assemblea dell’AIT”.

Ha preso quindi la parola il sindaco di Siena, ricordando che “la Toscana è oggi più plurale, non ha più un monocolore che governa i territori e dunque deve tener conto della pluralità della società. Avrei potuto essere eletto già alla passata Assemblea, ma ho preferito che ci fosse un periodo di riflessione e che oggi tanti sindaci possano scegliere in coscienza”.

“AIT – ha proseguito Valentini – è il nostro controllo sui gestori, l’Ente che aiuta comuni, utenti e cittadini a pretendere garanzie di trasparenza e di buon funzionamento dalle aziende che gestiscono il servizio idrico integrato”.

L’assessore di Camaiore, Simone Leo, ha sostenuto la candidatura di Bruno Valentini, dicendo che “servono tanti e costosi interventi strategici sul settore e non basterà la tariffa a coprirne le spese”. “Resta inteso – ha ancora detto Leo – che il ruolo del presidente dell’assemblea AIT è un ruolo di garanzia e non un ruolo politico”.

È intervenuto anche l’assessore Gabriele Marconcini di Sansepolcro che ha apprezzato le parole del candidato Sindaco di Siena, sostenendo però la necessità di “un cambio di passo dell’Autorità Idrica. Per questo, in maniera provocatoria, voterò per il sindaco Nogarin”.

A fine interventi e prima della votazione ha parlato il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, che ha ricoperto per un lungo periodo la carica di presidente non eletto, come più giovane sindaco dell’assemblea, ricevendo l’apprezzamento e un lungo applauso per il suo servizio da parte di tutti i sindaci toscani.

La votazione ha incoronato Bruno Valentini presidente dell’Autorità Idrica Toscana, col voto favorevole dei seguenti Comuni: Camaiore, Fosdinovo, Lucca, Capannoli, Capannori, Capraia e Limite, Empoli, Pisa, Poggibonsi, Ponte Buggianese, San Miniato, Vecchiano, Barberino di Mugello, Barberino Val d’Elsa, Firenze, Figline e Incisa Valdarno, Montemurlo, Pistoia, Prato, Scandicci, Arezzo, Bibbiena, Foiano della Chiana, Laterina, Montepulciano, Piombino, Castiglione d’Orcia, Grosseto, Massa Marittima, Rapolano Terme.

Hanno votato invece per Filippo Nogarin, i Comuni di Sansepolcro, Volterra, Riparbella e Carrara. Gli astenuti sono stati: Viareggio, Siena, Livorno, Montevarchi, Manciano e Sesto Fiorentino.

Il nuovo presidente Bruno Valentini, che si è insediato immediatamente, ha dichiarato: "sono soddisfatto per questo importante ruolo di garanzia che tutti i colleghi toscani mi hanno affidato. Conto di poter svolgere al meglio il mio mandato per portare la gestione del servizio idrico integrato più vicino ai cittadini toscani. Chiederò una forte collaborazione agli altri sindaci e non mancherò di confrontarmi anche con il grande mondo dell'associazionismo ambientale".

[a cura di AA]

L’Autorità Idrica Toscana mette in cattedra le proprie competenze per gli operatori del Servizio Idrico

Oggi, 20 settembre, si è svolto, presso Tiforma, un seminario sulle perdite idriche degli acquedotti. È uno dei maggiori problemi che affligge le reti idropotabili del nostro Paese. È risaputo, infatti, che i tubi dei nostri acquedotti hanno un’età media di oltre 40 anni, e denunciano perdite di acqua buona nell’ordine del 40%. Cioè, di 100 litri che vengono immessi in acquedotto, pronti per arrivare ai rubinetti di casa, 40 litri vanno perduti.

Con questo seminario gli ingegneri Paolo Quaranta e Andrea Cappelli, dell’Autorità Idrica Toscana hanno fornito dati, numeri e strumenti per comprendere meglio e conoscere il tema delle perdite, di cui spesso si parla con superficialità.  I suggerimenti forniti riguardano anche i possibili interventi che consentirebbero di ridurre le perdite.

La questione è stata affrontata e analizzata in tutte le sue componenti, partendo dalla necessità di avere la conoscenza delle infrastrutture dedicate al prelievo e al trasporto della risorsa idrica, fin nelle nostre case e la loro raffigurazione tramite un GIS che consenta una precisa localizzazione delle infrastrutture. Si è poi passati a descrivere la metodologia di calcolo delle perdite, con l’analisi degli strumenti di misura più adatti che il mercato attuale propone.

Infine i nostri ingegneri hanno vengono illustrato i più interessanti metodi utilizzati per la ricerca delle perdite, passando da metodologie innovative (ricerca tramite satellite) alle ricerche sul campo con operatori specializzati dotati di apparecchiature adeguate.

[a cura di AA]

inchiesta sul servizio idrico

Oggi Il Sole 24 Ore pubblica un'inchiesta di Claudio Gatti sul Servizio Idrico Integrato e sullo stato degli acquedotti in Italia. Si tratta di un circostanziato "j'accuse" alla politica che, in questi ultimi decenni, non ha dato corso agli investimenti o non li ha messi nel conto delle tariffe.

Ecco qui un brano dell'inchiesta (e sotto il link all'articolo integrale):

"In questi giorni si parla molto dello straordinario costo, economico e umano, che il nostro Paese sta pagando da decenni per via del vuoto strategico in campo sismico e idrogeologico ma, pur non avendo fatto vittime, l'immobilismo demagogico sta causando gravi danni anche sul fronte idrico".

Molto interessante anche la comparazione, tra alcuni Paesi europei, della spesa di acquedotto e fognatura per una famiglia tipo(formata da due adulti e due bambini) con un consumo annuo pari a 180mila litri:

Germania 792 euro

Olanda 770 euro

Regno Unito 646 euro

Francia 603 euro

Spagna 340 euro

Italia 248 euro

Grecia 243 euro

 

[fonte IL SOLE 24 ORE - a cura di AA]

I nove mesi più secchi dal 1800

Se si sommano le piogge dei primi nove mesi dell'anno, si registra un deficit di piovosità del 40%, che ne fanno i nove mesi più secchi dal 1800.

E nel mese di agosto, con un meno 82% rispetto alla piovosità media, risulta il quarto tra i più secchi dal 1800, facendo chiudere la stagione estiva con un deficit di precipitazione pari a 41% rispetto alla media, la quarta estate più secca di sempre. Lo rende noto il climatologo del CNR Michele Brunetti. Inoltre il mese di agosto 2017 è il terzo più caldo di sempre con 2,53 gradi sopra la media.

''Le scarse precipitazioni estive - sottolinea il climatologo - non hanno fatto altro che peggiorare una condizione di siccità già molto grave alla chiusura della stagione primaverile che, con un deficit di quasi il 50% rispetto alle precipitazioni medie primaverili, è risultata la terza più secca di sempre. A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il centro-sud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto media sull'intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest'anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre”.

 

[fonte ANSA - a cura di AA]

Intervento integrale del direttore generale AIT (IWA Conference) su lezioni da imparare e percorsi futuri sul tema della gestione del servizio idrico

Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, ha tenuto un intervento alla 4a conferenza internazionale, organizzata da IWA (International Water Association) a Livorno, sul tema delle sfide del servizio idrico nel XXI secolo. L'intervento (in inglese) è stato apprezzato dall'uditorio internazionale presente al convegno, tenutosi a Livorno, presso Villa Letizia, tanto che molti dei presenti hanno chiesto al direttore generale di AIT informazioni più dettagliate sul lavoro svolto in questi anni dall'Autorità Idrica Toscana, mostrando un interesse non formale per le nostre attività. Anche per questo motivo vogliamo rendere noto a tutti il contenuto dell'intervento di Mazzei con questo link alla relazione, dove si può comprendere i compiti attuali della nostra Autorità e gli obiettivi futuri che servono a rendere più efficiente il sistema dell'idropotabile toscano.

Il direttore AIT interviene alla 4a conferenza internazionale sul Servizio Idrico Integrato

L’esperienza della regolazione in Toscana. È stato questo il focus della relazione che il direttoregenerale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei, ha tenuto nella prima giornata del convegno internazionale sul futuro del servizio idrico e le sfide per il nostro secolo. Il titolo originale è “Water Challenges in XXI Century: Role of Economics, Statistics and Asset Management”, una conferenza sulla gestione delle infrastrutture del servizio idrico e la capacità di accedere a finanziamenti bancari da parte delle aziende di gestione del Servizio Idrico Integrato.

A questa quarta conferenza internazionale che si è tenuta a Villa Letizia a Livorno, organizzato da IWA – International Water Association, insieme all’Università di Pisa, hanno preso parte amministratori pubblici, gestori, giuristi, economisti, ingegneri, ecologisti e studiosi di vari istituti universitari europei e internazionali. È stato un appuntamento importante per discutere sul futuro del settore idropotabile e per individuare quale sia il miglior modo per portare nel futuro le migliori esperienze e le idee più positive perché il servizio idrico integrato cresca in qualità e non abbia un costo enorme per i cittadini.