Turismo e acqua potabile

Turismo e acqua potabile

Passata Pasqua riparte inesorabilmente la stagione turistica della costa e delle isole toscane, insieme all’agriturismo rurale e a quello delle città d’arte. Fino a settembre inoltrato, secondo lo schema classico, salirà la domanda di risorsa idropotabile anche in realtà territoriali che ne hanno scarso capitale accantonato in riserve idriche.
Serve allora ricominciare le buone pratiche di limitazione dell’uso dell’acqua. Serve non sprecare acqua potabile per innaffiare orti e giardini o, peggio, per lavare l’automobile. Questo tipo di raccomandazioni sono indicate anche da moltissime strutture ricettive che scrivono nelle camere degli hotel o dei BnB di “non sprecare acqua” o di “non usare una sola volta gli asciugamani a disposizione” per evitare lavaggi continui in lavatrice (con evidente spreco di risorsa idrica), è molto apprezzato dai turisti stessi, soprattutto tedeschi, olandesi, francesi e svedesi, ma anche italiani. Tutti quanti, quindi, devono cominciare a fare la loro parte per la salvaguardia di un bene primario e comune come l’acqua.

Il mensile “CanaleEnergia” ci segnala a proposito di turismo risorse la singolarità e l’autonomia dell’isola di Capraia che con un utilizzo strategico di risorse e con desalinizzatore e produzione autonoma di energia riesce, ogni estate, a restare attiva e indipendente dal continente, con produzione in proprio di energia, smaltimento di rifiuti e trattamento per acque potabili. Un buon esempio di virtù ed efficienza, anche nel settore idrico.

[a cura di AA]

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