2018, opere strategiche

2018, opere strategiche

Non facciamoci ingannare dalle abbondanti piogge degli ultimi mesi: l'emergenza idrica in Toscana resta un problema da prendere di petto. Una criticità da affrontare soprattutto nei mesi invernali per preparare il territorio alla prossima ondata estiva di caldo e piogge scarse determinata dai cambiamenti climatici in atto. Se da una parte la Toscana sembra aver risposto con prontezza all'emergenza del 2017, attuando buona parte del programma di interventi considerati urgenti, dall'altra restano ancora molti i fronti aperti soprattutto sulle grandi opere strategiche che dovrebbero portare il territorio definitivamente in salvo.

Interventi già indicati nel Piano strategico 2016-2019 approvato dall'Autorità idrica toscana (Ait) che è in attesa delle modifiche legislative - in arrivo a fine gennaio - che faciliteranno l'accesso ai

200 milioni necessari per le opere principali.

Il 2018 quindi sarà un altro anno di inteso lavoro sul fronte dello stress idrico e soprattutto della pianificazione e realizzazione degli interventi strategici in grado di risolvere le situazioni più critiche, prime tra tutte quelle della Val di Cornia e dell'Isola d'Elba, che aspetta da anni una nuova tubatura di approvvigionamento o il dissalatore nel Comune di Capoliveri attualmente allo studio.

In generale, la regione ha un fabbisogno annuale di 450 milioni di metri cubi d'acqua, con un consumo medio pro capite di 100/150 litri al giorno e una dispersione lungo la rete del 37% dovuta soprattutto alle cattive condizioni delle tubature.

Emergenza idrica: lo stato attuale

Nonostante il clima invernale la Toscana non può ancora considerarsi uscita dall'emergenza idrica «perché le piogge di questi giorni – spiega Alessandro Mazzei, direttore generale Ait – non sono distribuite uniformemente su tutto il territorio e in molte zone, quelle più sofferenti, come il Chianti, la Val di Cecina e la Lunigiana, abbiamo bisogno di utilizzare le deroghe e le procedure accelerate previste dall'ordinanza regionale sulla crisi idrica anche per i primi mesi del 2018».

Tuttavia la crisi idrica risulta superata in gran parte del territorio toscano, anche se alcuni gestori come Nuove Acque (che serve la zona aretina) e Gaia (Versilia e Lunigiana) utilizzano le autobotti per il riempimento dei serbatoi. Al primo dicembre, infatti, risultano attive in Toscana ancora 43 autobotti e nel comune di Fivizzano (servito da Gaia) è in atto il razionamento dell'acqua. In sostanza l'Autorità idrica dice che le precipitazioni stanno dando linfa al servizio idrico regionale, ma che comunque resta utile mantenere alcuni prelievi straordinari attivati nei mesi scorsi con la dichiarazione di emergenza idropotabile.

Gli interventi urgenti

Nel bel mezzo della crisi idrica estiva il decreto del presidente della Giunta regionale 91/2017 ha indicato 39 interventi utili a contenere e risolvere la mancanza di acqua che riguardano, in particolare, la realizzazione di pozzi nella zone più critiche e la riattivazione degli invasi dell'agricoltura.

Al 15 novembre risultano completati 19 interventi tra cui la perforazione di nuovi pozzi e la realizzazione del bypass di Ponte Ginori (tubazione fino a Saline di Volterra costata circa 400mila euro). Altri undici interventi sono in corso, tra questi i pozzi di Aulla, Camaiore, Laterina, Castellina in Chianti, Manciano e Radda in Chianti per circa 700mila euro di spesa. Tra le opere considerate urgenti restano ancora da fare il pozzo di Malocchio nel Comune di Buggiano (Pistoia) e due pozzi per Campo nell'Elba (Livorno) che dovrebbero partire a breve. Sempre all'Elba è prevista per i primi di gennaio la messa in esercizio di due pozzi a Nisporto e Nisportino (Rio nell'Elba). Infine sarà realizzato un altro pozzo da parte del gestore Acque (che attende l'esproprio del terreno) nel comune di Fiesole.

Riguardo alle opere urgenti, conferma Mazzei, «sono state realizzate in larghissima parte e alcune sono in fase di conclusione dei lavori: per farli abbiamo impegnato più di quattro milioni».

Le opere strategiche e la legge 69

Più complesso il quadro delle opere strategiche cioè quelle indicate da Regione e Ait per mettere in sicurezza il territorio nel medio-lungo periodo. Il direttore Mazzei spiega che l'Ait «sta aspettando che venga approvata in Consiglio regionale la modifica alla legge 69 che ha istituito l'Autorità idrica regionale. A quel punto avremo gli strumenti normativi per avviare le progettazioni degli interventi strategici» che nel lungo periodo porteranno alla creazione dell'Autostrada dell'acqua, una specie di tubatura ad anello che attingendo dalle principali fonti della regione – lago di Bilancino (Firenze), lago di Montedoglio (Arezzo), Acquedotto del Fiora

(Siena) e Lucca – garantisca la risorsa a tutto il territorio.

La legge regionale 69 del 2012 è al momento oggetto di revisione da parte della Regione.

Approvata dalla Giunta, andrà in commissione entro la fine dell'anno e dovrebbe essere approvata a gennaio 2018. La normativa – spiega l'assessore all'Ambiente, Federica Fratoni, «serve per la "manutenzione" della 69 e per l'istituzione di una fondo gestito da Ait e alimentato, una parte con la tariffa, ma anche con altri meccanismi come per esempio i fondi europei che servirà per introdurre una modalità innovativa di pianificazione e finanziamento delle opere strategiche».

L'assessore Fratoni punta all'approvazione di un «piano decennale che preveda opere a lungo termine per un totale di 200 milioni in modo che la Toscana raggiunga l'autosufficienza e si lasci le crisi idriche dietro le spalle».

Per farlo sono necessari alcuni interventi strategici, già approvati dall'Ait, ma ad oggi in attesa delle modifiche alla normativa in grado di sbloccare i finanziamenti. In cima alla lista c'è la situazione dell'Elba che si approvvigiona da un unico acquedotto che la collega alla Val di Cornia. E' in discussione il progetto per la realizzazione di un dissalatore nel Comune di Capoliveri, un'opera che vale circa 14 milioni. Tra gli interventi strategici ancora da realizzare l'assessore Fratoni ricorda anche il raddoppio della capacità della diga di Montedoglio e dell'acquedotto del Fiora; l'opera per la Val di Cecina sul Piano di Goro; l'intervento sulla dorsale che collega Lunigiana-Versilia-Livorno che da solo vale 60 milioni.

Il nuovo anno, dunque, dovrebbe iniziare con le modifiche alle legge 69 e l'istituzione del fondo speciale per gli interventi strategici che tuttavia avranno lunghi tempi di realizzazione. E, con tutta probabilità, per l'estate 2018 la Toscana dovrà fare affidamento sulle opere realizzate per fronteggiare l'emergenza.

 

(di Marta Panicucci - Toscana24)

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